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SARDEGNA - Nuoro, divisi in nome di Nivola
Paolo Merlini
La Nuova Sardegna 27/03/2008

Il destino di una facciata divide da qualche settimana le due pi importanti istituzioni che nel Nuorese si occupano di arte moderna e contemporanea, il Man e la fondazione intitolata a Costantino Nivola, che a Orani gestisce il museo dedicato allo scultore. La facciata quella di un piccolo edificio su due piani di fine Ottocento, che la Provincia di Nuoro principale azionista del Man ha acquisito negli anni scorsi in piazza Sebastiano Satta (opera, come si sa, di Nivola) proprio per destinarlo allampliamento del museo, che sorge poche decine di metri pi in l, nella via intitolata anchessa al poeta nuorese. Nella stessa piazza un altro edificio, ben pi imponente, sar destinato al museo: ristrutturato un decennio fa per quello che sarebbe dovuto essere un albergo, stato poi ceduto alla Provincia che ha deciso di riservarlo ugualmente al Man. Che qui intende realizzare mostre, laboratori, ma anche un punto di ristoro e un book-shop, esattamente come accade nei musei di tutto il mondo. Uno dei problemi che i progettisti della nuova sede, gli architetti Ignazio Caredda e Gianni Filindeu, hanno dovuto affrontare riguarda lingresso del museo, individuato per lintero complesso nelledificio pi piccolo. E proprio qui il nocciolo della polemica. evidente che il portone (attualmente in alluminio anodizzato) di quella che era in origine unabitazione privata non pu diventare, senza alcuna modifica, lingresso di unistituzione, per di pi un museo che, nel caso del Man, accoglie decine di migliaia di visitatori lanno. Dopo una prima ipotesi, i progettisti hanno cos pensato allingresso come a ununica apertura, larga poco pi di sette metri e alta circa 2,70, con un atrio che dia unimpressione di continuit con la piazza e, allinterno, una vetrata che consenta al visitatore una visione dinsieme del nuovo spazio, sviluppato su un unico volume. Un intervento certo di stampo moderno, in una piazza i cui edifici hanno sostanzialmente un impianto primo Novecento, ma se si vuole minimalista rispetto ai tanti interventi contemporanei nei centri storici di qualunque citt. La Soprintendenza ai beni architettonici, retta da Stefano Gizzi, aveva gi dato parere positivo, ma lufficio urbanistico del Comune di Nuoro non ha approvato la variante in considerazione, evidentemente, della specificit di piazza Satta demandando la decisione al consiglio comunale. I lavori, che andavano avanti da oltre un anno, sono stati cos sospesi. A rincarare la dose contro la proposta del Man arrivata nei giorni scorsi una lettera di Ugo Collu, presidente della Fondazione Nivola, indirizzata al sindaco Mario Zidda e al responsabile del settore urbanistico. Collu manifesta grande preoccupazione per le ventilate modifiche che si intendono praticare alle facciate, e definisce il progetto gravemente lesivo della dignit storico artistica della piazza, offensivo non solo per Nuoro, ma per i significati che essa rappresenta a livello nazionale e internazionale. Ma da dove nasce la protesta della Fondazione Nivola? Essenzialmente dal fatto, come Ugo Collu sottolinea pi avanti nella lettera, che lorditura sequenziale delle case che stanno intorno non pertanto pura cornice esterna, ma parte integrante della testimonianza a Satta che lartista ha voluto con fine poesia installare nel suo monumento: di Satta rappresenta lepoca, il gusto e la semplicit. Per questo non una piazza con dentro un monumento, ma una piazza-monumento . Il timore della fondazione che tutela e promuove lopera di Nivola dunque che le ventilate modifiche introdurebbero elementi di destrutturazione e lavvio di una morte certa della piazza. Non si capisce infatti come da questo momento si potr impedire laccesso ad altre legittime pretese di modifiche. A supporto della propria totale opposizione, Collu accludeva il parere del comitato scientifico della stessa fondazione e dello storico dellarte Fred Licht, gi curatore del Guggenheim di Venezia, studioso che in passato ha collaborato con il museo di Orani: pareri, va da s, fortemente critici sulloperazione. Un assist niente male, insomma, per lufficio urbanistico e per quella parte della giunta Zidda che vede negativamente lintervento sponsorizzato dalla Provincia. E pensare che proprio il prospetto di quella facciata finito, a mo di esempio di integrazione tra un museo e il suo tessuto urbano, sul numero di febbraio scorso di Abitare, una delle pi autorevoli riviste nazionali di architettura e design, a corredo di un servizio dedicato al Man e alla sua direttrice Cristiana Collu. La quale, in questa polemica che approder presto in consiglio comunale, per il momento ha scelto la strada dellunderstatement, lasciando al presidente del museo Tonino Rocca il compito di replicare alle critiche. Il nostro obiettivo dice Rocca non affatto stravolgere lassetto della piazza creata da Nivola, ma al contrario rafforzare il concetto dellintero spazio da vivere come unopera darte, cos comera nelle intenzioni dello scultore oranese. Non la nuova sede del Man a violentare lassetto della piazza, al contrario la piazza stessa ad entrare dentro il museo, attraverso una soluzione architettonica che d il senso della continuit e della connessione. Mi dispiace che ci si ricordi di piazza Satta solo ora che si cerca di renderla effettivamente vitale con lapertura di una sede del Man, quando per troppo tempo la si lasciata in bala del degrado, disattendendo la volont di Nivola. Mi riferisco alla presenza delle auto, problema risolto solo di recente, o al suo appello perch tutte le facciate della case fossero dipinte di bianco (uno degli edifici pi grandi della piazza stato dipinto di rosa alla fine degli anni 80, ndr ). Per non parlare di altre discutibili ristrutturazioni da parte di privati. Ma credo anche di interpretare il pensiero di Nivola dicendo che egli non avrebbe mai amato una piazza museificata, che la citt non riesce a vivere e sostanzialmente non utilizza, perch priva di qualsiasi genere di servizio ricettivo o culturale. A parte lattivit del museo, quella parete bianca potr essere utilizzata per proiezioni durante lestate o in occasione di mostre. A me pare che la Fondazione Nivola voglia condizionare, con un intervento cos ostile, una decisione che ora spetta solo al consiglio comunale. Dai componenti di questultimo mi aspetto un atto di lungimiranza: lo stesso che quarantanni fa consent a Nivola di realizzare la piazza, per la cui costruzione furono demoliti alcuni edifici della vecchia piazza Plebiscito. un passo necessario perch piazza Satta finalmente cominci a vivere. Sin qui le principali prese di posizione su una polemica che comunque destinata a salire di tono. Da una parte la Fondazione Nivola, che vede in un progetto di taglio certo contemporaneo, ma sostanzialmente limitato a un piccolo edificio, un oltraggio allopera dellartista di Orani. Dallaltra il Man, la realt culturale pi dinamica degli ultimi anni a Nuoro e in Sardegna, che chiede anche in nome dellartista di rivitalizzare uno spazio sempre pi astratto dal contesto cittadino. Con un intervento che non certo innovativo come la piramide di vetro realizzata al Louvre nel 1989. Anche perch, strano ma vero, a Nuoro una copia in scala della piramide parigina c gi, da alcuni anni, in pieno centro storico, ma nessuno ha mai gridato allo scandalo.



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