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in difesa dei beni culturali e ambientali

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CODICE - Sarà. più facile demolire gli "ecomostri"
FABIO ISMAN
Il Messaggero 20/03/2008

SARA' PIU' FACILE DEMOLIRE GLI "ECOMOSTRI" (F.Isman)
Tutela del paesaggio/Nuove norme e fondi per assistere i Comuni
Lo Stato si riappropria - almeno in parte - del paesaggio; taglia i tempi burocratici; vara una struttura (e già ci sono i relativi fondi) per favorire le demolizioni degli "ecomostri" ed assistere i Comuni in tema di abusivismo edilizio. Il governo ha approvato
due schemi di decreto, con cui pone rimedio ad alcune storture del Codice varato quando ministro dei Beni culturali era Giuliano Urbani: le soprintendenze erano tagliate fuori da ogni possibilità di interventi nelle aree vincolate,
che coprono circa la metà del Paese, e che, entro un anno,
verranno obbligatoriamente riviste.
Adesso, oltre a partecipare alla pianificazione paesaggistica,
emetteranno pareri preventivi e vincolanti sulla conformità
ai vincoli degli interventi proposti.
Non solo: al Ministero nasce una struttura tecnica per assistere i Comuni, ma se occorrerà potrà pure intervenire, nelle demolizioni; dal 2008, per gli interventi di recupero del paesaggio sono stanziati 15 milioni di euro all`anno. Così,
sarà più facile abbattere i cosiddetti "ecomostri": il primo è
stato l`Hotel Fuenti sulla Costa Amalfitana; poi, il complesso
di Punta Perotti, a Bari; ma in Campania, lo scheletro di
un hotel ad Alimuri, proprio in riva al mare, e il Villaggio Coppola a Pinetamare attendono ancora; come, in Liguria, lo
"scheletrone" di cemento sull`Isola di Palmaria; o, la "palafitta" nel Catanzarese e tante altre brutture anche legalmente degne di essere abbattute.
Il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli parla di
«modifiche molto attese» e qualifica come «storiche» queste
decisioni («un passaggio fondamentale per tutta la cultura
italiana»), che permettono «più tutela, ma senza aggravio
burocratico». Anzi, i tempi per le decisioni in materia di
paesaggio delle soprintendenze sono ridotti da 60 giorni a
45, dopo i quali la Regione, o il Comune delegato, possono decidere autonomamente. Anche il Consiglio superiore dei
Beni culturali presieduto da Salvatore Settis ha lavorato alla
revisione delle norme, che saranno legge dopo la firma del Capo dello Stato, e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
«E` il mio ultimo atto da Ministro, frutto di due anni di
lavoro, e l`opposizione ha avuto atteggiamenti positivi. Contribuirà a dare al Paese un ordine, nel sempre difficile rapporto tra la trasformazione e la tutela nelle aree di pregio paesaggistico, che rendono l`Italia diversa da` qualsiasi altra Nazione», continua Rutelli. Positivi i commenti delle associazioni che difendono il patrimonio, a cominciare dal Fai e da Giulia Maria Crespi. Il governo ha anche deciso di confermo
mare la disciplina Unesco del 1970 sull`illecita esportazione
di beni culturali, e confermato(ci voleva) che i beni culturali
non sono assimilabili alle normali merci; infine, promossa
la salvaguardia culturale degli immobili pubblici destinati ad
essere dismessi.



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