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ROMA - Lungotevere Testaccio, ingorgo di roulotte
di ELENA PANARELLA
Gioved 13 Marzo 2008 IL MESSAGGERO




Altro che case di cartone e di lamiera, qui le famiglie zingare abitano in roulotte calde e accoglienti. Ce ne sono una fila infinita, la maggior parte nuove di zecca, sul lungotevere Testaccio, accanto a largo Gian Battista Marzi, a due passi dallex Mattatoio.
Trenta, trentacinque, dipende dai giorni, dalle famiglie e dagli amici che vanno ad accamparsi da loro per qualche settimana, e allora le roulotte raggiungono anche quota quaranta. Sono abitate da famiglie di sinti, rom italiani, molti dei quali sgomberati, per ordine di sindaco e prefetto, che per loccasione misero in campo uno spiegamento di forze, quasi un anno fa da Campo Boario.
Accanto ad alcune roulotte sono parcheggiate macchine di grossa cilindrata, ma c anche chi, per rendere pi grande la roulotte, ha aggiunto alla struttura semimobile una tenda, (sempre nuova di zecca), e ha creato cos un porticato, altri una sorta di depandance. Le donne, abiti colorati e fioriti, i capelli lunghi sulle spalle, collane e bracciali, stendono il bucato sulla recinzione che costeggia Lungotevere Testaccio. E quando la recinzione finisce usano il filo steso tra i rami degli alberi dei giardini. Le donne giovani rispondono che i loro bambini sono a scuola, certo, la scuola importante, aggiungono come se avessero imparato la parte a memoria, altre dicono che gli uomini stanno lavorando il rame, mentre altri si occupano di lavorare loro. Uno spettacolo che va avanti da mesi, ormai, e sempre sotto gli occhi di tutti.
Per questo crescono le proteste inascoltate dei residenti: E inammissibile che nessuno fa niente per mandarli via. Eppure a differenza di tutti gli altri insediamenti questi hanno i soldi per affittarsi le case, i terreni. Sono ricchi. Stanno l per comodit loro - protesta Letizia, una residente del quartiere insieme a lei un gruppo di altri romani infuriati - Il Comune gli aveva trovato un altro posto dove stare, ma i capi allora dissero di no. E cos nessuno ha detto niente e intanto sono passati mesi. Ma come possibile organizzare uno sgombero senza sapere queste persone dove andranno a finire?.
La gente delusa di tutto quello che vede sotto le loro case. Io pago un affitto di 1.100 euro al mese e non riesco ad arrivare a fine mese cos come tante famiglie, sono sicuro che se per disperazione mi mettessi con una roulotte da qualche parte in centro, finirei assalito da multe e mi caccerebbero immediatamente. La verit che la legge in Italia vale per tutti tranne che per noi italiani.
Degrado e incuria che alcuni commercianti conoscono bene, il caso di Fabio Franceschini, il marmista che ci sta rimettendo lattivit. Luomo le ha provate tutte, ma non c stato niente da fare. La sua bottega si trova proprio su lungotevere Testaccio, devi attraversare tutto il campo per entrare nel suo negozio. Risultato? I clienti piano piano non sono pi venuti, perch passare su questa via inizia a essere pericoloso. Non ci sono solo le famiglie che prima stavano dentro il campo, adesso sono molte di pi, si sono triplicate. Subito dopo lo sgombero si sono piazzati l fuori si sono attaccati con i tubi ad alcune fontanelle, hanno lenergia elettrica, ci manca solo che si mettono a tirare su villette in mattoncini. La bottega di Fabio, esiste dagli anni cinquanta, invece di aiutare chi lavora e paga le tasse che succede? Si volta faccia e si fa finta di niente.
Gli insediamenti crescono. A Roma ci sono pi di settemila rom nei ventiquattro campi del Comune. E molti di pi sono quelli accampati lungo gli argini del fiume, nei parchi, arrampicati sulle colline, sotto i cavalcavia, basta un pilone dove mettere una tenda con lenzuoli e lamiere che linsediamento si popola di decine, centinaia di persone, (per la maggior parte uomini, le donne arriveranno in un secondo tempo). Non c una cifra precisa di questi insediamenti, secondo gli ultimi controlli sono quaranta, cinquanta ma muoiono e nascono con larrivo di nuovi stranieri. Vivono ai bordi della citt e delle regole, molti si arrangiano, ci sono quelli che lavorano nei cantieri, ma ci sono anche quelli che commettono reati.



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