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SARDEGNA - Accorpare errato
Vannalisa Manca
La Nuova Sardegna 13/03/2008

SASSARI. Il decreto ministeriale del 28 febbraio scorso arrivato - imprevisto - e ha avuto un effetto dirompente nellorganizzazione delle Soprintendenze in Sardegna. Il ministero per i Beni e le Attivit culturali ha infatti deciso di riorganizzare gli uffici ministeriali dislocati nelle varie regioni prevedendo per la Sardegna laccorpamento della Soprintendenza per i Beni architettonici e il Paesaggio di Sassari e Nuoro in un unico ufficio periferico ministeriale di ambito regionale con sede a Cagliari. Nessuno si aspettava unevoluzione di questo tipo. Anzi, sino al 21 febbraio, nella bozza di decreto quella di Sassari era addirittura sede centrale per tutta lisola. Sono bastati pochi giorni per ribaltare il quadro e cancellare Sassari-Nuoro. Si pensava che il ministero valutasse, come accaduto per altre regioni dItalia (ad esempio Calabria e Puglia, Molise e Liguria), le specificit della Sardegna e riconoscesse agli uffici di Sassari quellautonomia garantita ormai da cinquantanni. Niente da fare, la testa sar a Cagliari. Il mezzo secolo di attivit - paradossalmente - viene celebrato con un atto di cessazione, proprio nel momento in cui le Soprintendenze devono cominciare a gestire il piano paesaggistico regionale. Limprevisto ripensamento ministeriale ha giustamento tenuto conto delle specificit proprie della Soprintendenza Archeologica, che a Sassari avr la sua sede regionale. Ma il decreto del 28 febbraio ha declassato gli altri uffici ministeriali del nord Sardegna. Cagliari, infatti, annoverer la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici, una Soprintendenza ai beni architettonici e il paesaggio (accorpando anche Sassari-Nuoro) e su base regionale anche una Soprintendenza per il Patrimonio storico-artistico, una Soprintendenza Archivistica, lArchivio di Stato che accorpa tutti gli altri archivi. Ne hanno parlato ieri pomeriggio, in un incontro con i giornalisti, i funzionari dellufficio di via Monte Grappa, che in mattinata avevano avuto una riunione con il sindaco Gianfranco Ganau e la giunta comunale, per illustrare i contenuti del decreto che inevitabilmente avr contraccolpi sullintero territorio regionale con prevedibile aggravio dei procedimenti e rallentamento dei tempi di rilascio delle autorizzazioni, con ricadute anche a livello economico su imprese e liberi professionisti. Perdita di autonomia significa anche non avere in sede il dirigente di riferimento, poich laccorpamento previsto dal ministero comporta la presenza di un unico dirigente regionale a Cagliari. La scelta appare davvero come irrazionale se si considera che lUfficio ministeriale di Sassari, che ha competenze sul restauro e la tutela del paesaggio, elabora ogni anno almeno 5000 pratiche paesaggistiche (e col Ppr il lavoro pu solo aumentare), ha 500 autorizzazioni nel settore del restauro architettonico e altrettanti cantieri su cui esercitare lalta sorveglianza, venti cantieri di restauro in conduzione diretta, verifiche e dichiarazioni di interesse, controlli sul territorio, attivit di promozione culturale e di divulgazione. Un Ufficio che interagisce con 190 comuni distribuiti sul territorio del nord e centro Sardegna (Sassari, Olbia-Tempio, Nuoro e Ogliastra). Su questarea operano cinque architetti - dice Bruno Billeci -. Ogni giorno facciamo 3-4 conferenze di servizi e interventi nei cantieri. Se c un problema, lo sottoponiamo subito al nostro dirigente e lo si risolve in tempi stretti. Nel momento in cui il decreto dovesse entrare in vigore (deve essere ancora registrato alla Corte dei conti, ndr.), il nostro ufficio dovr soltanto istruire la pratica da sottoporre a Cagliari per le decisioni in merito. La scelta ministeriale - dice il funzionario Daniela Scudino - sembra ignorare che il nostro ufficio svolge compiti di tutela che incidono profondamente sulleconomia del territorio, con finanziamento e gestione diretta di interventi edilizi per centinaia di migliaia di euro ogni anno. Nei suoi cinquantanni di attivit autonoma - aggiunge il direttore amministrativo Simonetta Cattaneo -, abbiamo creato una fitta rete di rapporti interistituzionali con comuni, province, universit, facolt di Architettura, uffici diocesani o sanitari, che saranno negativamente condizionati da questo depotenziamento di fatto e di diritto. Si trattato di scelta politica? Di sicuro la caduta del Governo Prodi non agevola un percorso di dialogo. Ma i dipendenti sperano che qualcosa cambi prima della registrazione del decreto. Consapevoli che il territorio meriti attenzioni maggiori da parte di quella politica che spesso si mostra matrigna.



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