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Abusi nelle aree protette
Paolo Conti
Corriere della Sera, 02/12/2003

ROMA Il nutrito fronte dei difensori del paesaggio italiano in allarme. La grande paura si chiama depenalizzazione del reato per chi ha deturpato le aree protette. Rischieremo la previsione altri mostri come il Fuenti ad Amalfi, altri villaggi Coppola come a Castelvolturno vicino a Caserta, altri sfregi simili a quelli compiuti sulle spiagge calabresi. Dice il deputato verde Marco Lion: Ora chiunque potr sfregiare qualsiasi area protetta e non subir pi conseguenze penali.
Dalla maggioranza invece toni tranquillizzanti. Ribatte il relatore Giuseppe Specchia, senatore An: Attenzione. Si parla di depenalizzazione solo nel caso in cui verr accertata la compatibilit ambientale del lavoro in questione. Inutile prevedere conseguenze penali per il cittadino se si decide di chiudere il caso di un intervento non autorizzato. Noi degli Attila? Non ribatto a chi ricorre a questi toni.
Domani la commissione Ambiente del Senato discuter (al quarto, faticoso rinvio con la Camera) la legge delega in materia ambientale. Il testo porta la firma di undici ministri del governo Berlusconi (dal responsabile dellAmbiente, Matteoli, a quello dellEconomia, Giulio Tremonti) e ha alle spalle due anni di tormentatissima vita. Ora ha i giorni contati: o verr approvato entro la fine del 2003 oppure bisogner aprire un nuovo capitolo nel 2004 poich bisogner intervenire sulle modalit finanziarie. Il testo approdato a palazzo Madama contiene un emendamento all'articolo 163 del testo unico dei Beni culturali del 1999: per i lavori compiuti in assenza o difformit dall'autorizzazione, l'accertamento di compatibilit paesistica dei lavori effettivamente eseguiti, anche rispetto alla autorizzazione eventualmente rilasciata, comporta l'estinzione di ogni reato in materia paesaggistica nel caso in cui si rientri tra le tipologie e i materiali previsti dagli strumenti di pianificazione paesistica o siano giudicati compatibili col contesto paesaggistico. Il reato penale decade se i trasgressori avranno pagato la sanzione pecuniaria ove sia accertato il danno arrecato. In poche parole non burocratiche: se una costruzione non autorizzata verr, a cose fatte, dichiarata compatibile con i piani paesaggistici, nessuno dovr temere conseguenze penali. Gli organi competenti per dichiarare la compatibilit erano e restano le Sovrintendenze architettoniche e paesaggistiche. Ma con la deregulation tutti gli enti locali ormai avanzano diritti in materia, dai comuni alle regioni.
Cosa cambia rispetto al testo originario? La depenalizzazione si allarga ai lavori privi di autorizzazione e a quei cambiamenti che comportino l'aumento di superfici e volumi autorizzati (vietati nella prima edizione). Cade l'obbligo del pagamento preventivo della sanzione. Soprattutto tramonta il concetto di reato penale per gli abusi edilizi previsto dal testo unico dei Beni culturali del 1999 che invocava l'articolo 20 della legge 47 del 20 febbraio 1985 sull'attivit urbanistica: arresto fino a due anni, condanna a ripristinare lo stato dei luoghi a spese del condannato.
Le reazioni sono tante. E furiose. Il ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, ha protestato: Io ho gi espresso un parere contrario. Urbani irritato anche per l'intervento sul suo testo unico, che tra poco conoscer una definitiva versione in cui il paesaggio diventer, a tutti gli effetti, bene culturale. Il dissenso si estende ad altre fette della maggioranza. Spiega il senatore Emiddio Novi, Forza Italia, presidente della commissione Ambiente: Condivido le perplessit di Urbani. Nel testo arrivato dalla Camera c' una sanatoria senza limiti, una deregulation non condivisibile. L'ho gi detto durante la discussione generale, lo ripeter domani. Per paradosso, il consigliere nazionale di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, non dice cose tanto diverse anche se ricorre all'ironia: Prevedo l'istituzione di un premio in danaro per l'abuso pi prepotente, e forse anche la glorificazione di qualche abusivo grazie a un reality show con competizione dal vivo nell'alzare muri e balconi su spiagge o nei parchi italiani. In diretta tv e con tanti sponsor, ovviamente.
Insiste Specchia: Questo non un nuovo condono. Resta il vincolo ambientale: e solo se verr
accertata la compatibilita paesistica, si potr procedere alla depenalizzazione. Ma perch depenalizzare? Per venire incontro alle esigenze di un cittadino il quale potrebbe risolvere una vertenza amministrativa ma dovrebbe poi fare ancora i conti con un reato penale. Se si decide di regolarizzare, bisogna farlo su tutti i fronti. Ma Specchia sa che nella stessa maggioranza tira aria di tempesta e annuncia: Il testo ci arrivato cos dalla Camera col contributo anche di alcuni colleghi dell'opposizione. Nulla vieta di approvare in futuro un altro provvedimento che chiarisca definitivamente ogni perplessit.



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