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IL "BOLLINO" UNESCO DA SOLO NON BASTA PER I TESORI ITALIANI
Antonello Cherchi
Il Sole 24 Ore 10/03/2008

Il record italiano di 41 realtà culturali e paesaggistiche
"certificate" dall`Unesco è in discussione.
A luglio l`organizzazione delle Nazioni Unite deciderà se espellere le isole Eolie, a causa di un`invasiva cava di pietra pomice a Lipari (ora chiusa), dalla lista dei patrimoni
dell`umanità. Se accadrà, si tratterà comunque di una mezza
bocciatura: le Eolie transiteranno, infatti, in un elenco di bellezze in pericolo, perle quali il bollino Unesco è a rischio.
Per un caso finito "sotto processo", ci sono quelli di altri tesori dell`umanità che, pur avendo perso buona parte dello
splendore che li aveva portati a conquistare il riconoscimento
Unesco, continuano a far parte dell`elenco. Napoli, per esempio.
Il suo centro è nella lista del patrimonio mondiale dal `95. Allora, però, il problema dei rifiuti non era sicuramente grave quanto oggi. Oppure la Valle dei Templi ad Agrigento, realtà ieri minacciata dall`abusivismo e ora dalla realizzazione di un rigassificatore a Porto Empedocle.
Casi che fanno riflettere sull`efficacia dei controlli.
«Non abbiamo leggi né truppe - commenta Giovanni Puglisi,
presidente della Commissione italiana per l`Unesco -. Chi deve
vigilare sulla corretta tutela e valorizzazione è il Paese in cui si trova il sito. Certo, anche noi, come Unesco, riceviamo tantissime segnalazioni di abusi. Sulla base delle esigue forze ci concentriamo su quelle più clamorose, che vengono verificate sul campo da un gruppo di esperti, i quali inviano poi un rapporto al comitato Unesco di Parigi, che decide il da farsi».
Finora - nonostante il più alto numero di siti riconosciuti subito dopo viene la Spagna con 40 tesori) - il nostro Paese è finito nel mirino degli "ispettori" solo due volte: per le Eolie e per un tratto dell`autostrada A31 nella Val d`Astico, in Veneto, che sarebbe dovuta passare a poche centinaia di metri da una villa palladiana. Alla fine il progetto è stato modificato. Si è poi verificato il caso della costruzione di villette a schiera a Monticchiello, nella Val d`Orcia. L`intesa tra il ministero dei Beni culturali e le amministrazioni locali ha, però, ridimensionato i danni, senza che sia stato necessario far intervenire Parigi.
«Attenzione, però, a non sollevare problemi che non esistono - avverte Puglisi -. Come quello del rigassificatore a Porto Empedocle.
Con la Valle dei Templi non c`entra nulla. Di questo passo
finiremo per sentirci dire: "Perché inserire nell`elenco nuovi
siti italiani, visto che non sanno proteggere quelli che hanno?".
Qualcuno già lo pensa».
Resta il fatto che i controlli sui beni inseriti nell`elenco dei tesori mondiali non sono proprio stringenti. L`unica verifica
di routine è prevista ogni sette anni. Le altre ispezioni
scattano solo dietro segnalazioni e denunce.
Eppure il riconoscimento Unesco può dare indubbi vantaggi (se non altro in termini di immagine internazionale; si veda a fianco il caso di Matera) anche se ottenerlo non è facile, soprattutto da quando, nel 2001, sono state modificate le regole e contingentate le candidature: ciascun Paese può avanzarne non più di due (una per i beni culturali e l`altra per quelli, paesaggistici) per anno. «Preparare il dossier - spiega Manuel Guido, responsabile dell`ufficio Unesco presso il ministero dei Beni culturali - comporta tempo, competenze e soldi.
Anche centinaia di migliaia di euro. Oneri che deve sopportare
chi, a livello locale, propone la candidatura».
Patrimonio dell`umanità Beni e luoghi italiani che hanno ottenuto il riconoscimento Unesco:
Arte rupestre della Valcamonica (Brescia) 1979 Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e San Paolo fuori le mura (1980
La chiesa e il convento domenicano di Santa Maria delle Grazie 1980 e il "Cenacolo" di Leonardo da Vinci e 1990
Centro storico di Firenze 1982
Venezia e la sua laguna 1987
Piazza del Duomo a Pisa 1987
Centro storico di San Gimignano (Siena) 1990
Sassi e parco delle chiese rupestri di Matera 1993
Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto 1994
Centro storico di Siena 1995
Centro storico di Napoli 1995
Crespi d`Adda (Capriate S, Gervasio - Bergamo) 1995
Ferrara città del Rinascimento e il delta del Po (**) 1995
Castel del Monte (Bari) 1996
Trulli di Alberobello (Bari) 1996
Monumenti paleocristiani di Ravenna 1996
Centro storico della città di Pienza (Siena) 1996
Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata(Napoli) 1997
Reggia di Caserta con il parco, l`acquedotto di Vanvitelli e il complesso di San Leucio 1997
Costiera amalfitana 1997
Modena: Cattedrale, 1997
Torre civica e Piazza Grande Portovenere, Cinque Terre 1997
e isole Palmaria, Tino e Tinetto
Residenze sabaude (Torino) 1997
Villaggio nuragico "Su Nuraxi" 1997 di Barumini (Cagliari)
Area archeologica di Agrigento 1997
Piazza Armerina: 1997 villa romana del Casale (Enna)
Orto botanico di Padova 1997
Area archeologica di Aquileia e basilica patriarcale (Udine) 1998
Centro storico di Urbino 1998
Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano con i siti archeologici di Paestum e Velia e la Certosa di Padula (Salerno) 1999
Tivoli: Villa Adriana (Roma) 1999
Isole Eolie 2000
Verona 2000
Assisi: la Basilica di S. Francesco 2000
e altri siti francescani (Perugia)
Tivoli: Villa d`Este (Roma) 2001
Città barocche della Val di Noto (Catania, Ragusa, Siracusa) 2002
Sacri monti del Piemonte e Lombardia 2003
Val d`Orcia (Siena) 2004
Necropoli etrusche dì Cerveteri e Tarquinia (Roma, Viterbo) 2004
Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica 2005
Genova: le strade nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli 2006
Nota: (*) Riconoscimento estesa nel 1990; (**) riconoscimento esteso nel 1996;
(***) riconoscimento estero nel 1999

La convenzione Unesco (United nations educational, scientifiic and cultural organization; Organizzazione delle Nazioni Unite per l`educazione, la scienza e la cultura) che ha istituito la lista delpatrimonio mondiale è del 1972. A oggi risultano inseriti nell`elenco 830 siti (644 di beni culturali, 162 naturali e 24 misti), la maggior parte dei quali si trovano
in Europa e nell`America del Nord. L`Italia ha il maggior numero di siti "certificati" Unesco (41), seguita dalla
Spagna(40).
Per il 2008 l`Italia ha presentato le candidature di Mantova-Sabbioneta e del fenomeno del bradisismo nell`area flegrea, che verranno esaminate a luglio insieme a tutte le altre. Quest`anno sono state presentate per il 2009 le proposte delle Dolomiti
e dell`Italia dei Longobardi.
La candidatura delle Dolomiti, avanzata anche negli anni scorsi, potrebbe, però, essere ripescata e portata in discussione
già quest`anno.
A decidere sull`inserimento nella lista del patrimonio mondiale è il comitato dell`Unesco, formato a rotazione da 21 dei 180 Paesi che hanno sottoscritto la convenzione. Il comitato valuta i dossier predisposti da ciascun candidato con il supporto degli
organi istituzionali (in Italia è il ministero dei Beni culturali).
Ogni anno il comitato può esaminare al massimo 45 candidature.



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