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La Legge sull'ambiente, un dono agli abusivi.
Salvatore Settis
La Repubblica, 01/12/2003


SI ERA capito che la Finanziaria di quest'anno passer alla storia come il pi selvaggio e determinato attacco al patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale del nostro Paese; ma sbaglia chi crede che abbiamo gi toccato il fondo con la sequenza di provvedimenti come il condono edilizio e silenzio- assenso.
Con un nuovo colpo di mano, infatti, la legge sull'ambiente, gi pi che criticabile e pi che criticata anche su queste pagine, si sta trasformando in una sanatoria senza confini e senza regole di qualsiasi abuso, di qualsiasi forma di distruzione del paesaggio.

IL TESTO della legge delega in materia ambientale (A.S. 1753 B) stato presentato dal ministro dell'ambiente, Matteoli, di concerto con altri dieci ministri (Tremonti, Lunardi, Castelli, Moratti, Frattini, Buttiglione, Marcano, Alemanno, Stanca, La Loggia), ed ora al Senato, in attesa della finale approvazione.
Ma il testo tornato al Senato in seconda lettura radicalmente diverso da quello originario: vi si insediato infatti un perverso emendamento, presentato da parlamentari di maggioranza e votato alla Camera in presenza di esponenti del governo (fra cui il sottosegretario all'ambiente), che modifica radicalmente la portata della depenalizzazione degli illeciti penali in materia paesaggistica.

Che cosa cambiato rispetto al testo approvato dal Senato in prima lettura?

All'art. 32, la totale depenalizzazione era prevista solo "per i lavori compiuti in difformit dalla autorizzazione" rilasciata al richiedente, il che almeno ipotizzava che vi fosse stata una qualche richiesta di autorizzazione.

Nella nuova versione, l'estinzione del reato estesa anche ai "lavori compiuti in assenza di autorizzazione", cio alle forme pi bieche e becere di abusivismo.

Non tutto. Nella versione originaria del testo, si prevedeva almeno che l'estinzione del reato avvenisse solo a condizione che "le difformit non abbiano comportato aumenti delle superfici utili o dei volumi": questo comma, nella nuova versione emendata, stato semplicemente soppresso, il che vuoi dire che chi ha trasformato abusivamente un canile in un condominio di venti piani riscuote il plauso del legislatore.

Infine: nella versione originaria l'estinzione del reato era subordinata al pagamento di una sanzione pecuniaria, mentre ora tale sanzione viene rinviata sine die, e solo "ove sia accertato il danno arrecato".

In altri termini, con la nuova norma anche chi avesse costruito un grattacielo su una spiaggia senza nemmeno provare a chiedere l'autorizzazione non solo non ha pi commesso alcun reato, ma nemmeno pagher un centesimo di multa.

Peccato che questa norma non sia arrivata in tempo a salvare le otto orripilanti torri del villaggio Coppola (Caserta), "la citt degli abusi", appena demolite dopo decenni di battaglia civile, come ha raccontato Francesco Erbani nel suo "L'Italia maltrattata": sembra fatta a misura - per casi come quello.

Con questo emendamento, la possibilit di sanare piccoli abusi paesaggisticamente irrilevanti si trasforma in una generale depenalizzazione degli illeciti contro il paesaggio di qualsiasi forma e dimensione. Il paesaggio del Bel Paese diventa terra di nessuno, regalata agli abusivi, dei quali non c' dubbio che, con una norma come questa, vincer il peggiore, cio chi ha meno scrupoli, il pi violento nel distruggere il paesaggio per proprio tornaconto. Inutile e ingenuo sarebbe sperare che la valutazione di compatibilita delle opere abusive, delegata ai Comuni, sia un argine sufficiente: complicatezza delle procedure e le ovvie pressioni locali inducono al pi grande pessimismo.

Infine, un'aggravante ulteriore: questo art. 32 della legge sull'ambiente interviene amodifica dell'art. 163 del testo unico sui beni culturali e ambientali (490/1999), e ci a meno di un mese da quando il Consiglio dei ministri ha approvato il testo del Codice Urbani, che certo non contiene nulla di remotamente simile auna norma tanto incivile e devastante. Chiediamoci per un momento: cuiprodest?L'art. 163 del testo unico halo scopo di scoraggiare, con multe e con sanzioni penali, le edificazioni abusive nelle aree vincolate: la nuova
legge, se approvata, destinata a contrario a sancire e incoraggiare l'abusivismo, senza nemmeno la scusa (sbandierata ai temp; del condono) di "far cassa", viste che in questo caso anche le sanzioni pecuniarie sfumano nel nulla. La conclusione inevitabile: lanuovanorma, cheperlo Stato non comporta alcun vantaggio, nemmeno quello (assai dubbio) di raggranellare un po' di soldi, concepita fatta nell'esclusivo interesse degli abusivi come quelli del villaggio Coppola, cio di cittadini che si sono distinti per aver violato la legge, e che verranno in tal modo premiati.
Con questo emendamento, dunque, la legge sull'ambiente non solo calpesta tutte le norme vigenti, non solo delegittima preventivamente il cdice Urbani, ma fa impallidire persino le recentissime norme sul condono edilizio, che prevedono s la depenalizzazione degli illeciti contro il paesaggio, ma subordinando la concessione del condono a una valutazione favorevole di compatibilita espressa dalle Soprintendenze. Nel giro di poche settimane anche quella legge, che pure aveva destato le pi gravi (e giuste) preoccupazioni dell'opinione pubblica, dev'esser parsa troppo soft agli estremisti dell'assalto all'ambiente. L'arrembaggio continua, senza rego-le e senza remore. Gli 11 ministri che hanno firmato il disegno di legge originario sono tutti d'accordo con questo emendamento? E gli altri ministri? E il presidente del Consiglio? E i senatori dellaRepubblica (maggioranza e opposizioni), alla cui responsabilit ora affidata la prossima mossa? Dovere dei cittadini in questo triste frangente ricordare al governo e al Senato l'articolo 9 della nostra Costituzione, secondo il quale "La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico dellaNazione ". Lo rileggano, sel'hanno dimenticato, e fermino, finch siamo in tempo, questa norma scellerata.



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