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LIVORNO. Livorno, 1500 case fantasma Non sono mai state censite al Catasto, mai pagate le tasse
07 MARZO 2008, il tirreno. LIVORNO

Gli immobili scoperti con le foto aeree: sanzioni in arrivo, ecco come fare per mettersi in regola


A Livorno non ci sono solo un migliaio di annessi agricoli che sono stati trasformati “abusivamente” in piccole abitazioni e centinaia di alloggi di categoria A/5 (ultra-popolari, con i servizi igienici all’esterno) e A/4 (popolari) che nel corso degli anni sono stati ristrutturati - diventando così villette o appartamenti residenziali - senza però essere stati riclassificati. Ci sono infatti anche 1.500 immobili costruiti o ampliati che non sono mai stati dichiarati al catasto. Insomma, 1.500 edifici “fantasma” scoperti dall’Agenzia delle Entrate con le foto aeree.
di Alessandro Guarducci
Il Catasto scopre 1.500 case fantasma
Sorpresa: dalle foto aeree spuntano immobili mai censiti. Sanzioni in arrivo
Gli edifici non risultano sulle mappe ma esistono e non hanno mai pagato l’Ici o l’Irpef. Ci sono solo quattro mesi di tempo per regolarizzarsi
LIVORNO. A Livorno non ci sono solo un migliaio di annessi agricoli che sono stati trasfermati “abusivamente” in piccole abitazione e centinaia di alloggi di categoria A/5 (ultra-popolari, con i servizi igienici all’esterno) e A/4 (popolari) che nel corso degli anni sono stati ristrutturati - diventando così villette o appartamenti residenziali - senza però essere stati riclassificati. In realtà, a proposito di abusivismo, c’è molto di più. Ci sono infatti anche 1.500 immobili costruiti o ampliati che non sono mai stati dichiarati al catasto. Insomma, 1.500 edifici “fantasma”.
Almeno per l’Agenzia del Territorio, che è arrivato a questa clamorosa scoperta - in Italia sono state individuate 1.247.584 case “invisibili - attraverso la fotoidentificazione, cioé fotografando dal cielo (le foto aeree sono state fatte dall’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura) il territorio di tutti i comuni e poi sovrapponendo le immagini sulle mappe catastali, incrociando anche le caratteristiche contenute nelle varie banche dati. E per quanto riguarda il territorio comunale di Livorno sono apparse per la precisione 1.531 particelle catastali che contenevano edifici che non erano mai stati dichiarati al Catasto. Insomma, tutti edifici spuntati dal nulla.
Fatto questo, l’Agenzia delle Entrate punta adesso a convincere quei contribuenti che si sono “dimenticati” di dichiarare la costruzione o l’ampliamento di un edificio a mettersi in regola. Per farlo i proprietari hanno quattro mesi di tempo: il così detto decreto mille proroghe ha infatti dilazionato il termine per la regolarizzazione, che potrà avvenire tra il 10 marzo e il 28 luglio di quest’anno. L’operazione è stata compiuta in 4.238 comuni italiani (su un totale di 8.103) e tra questi appunto Livorno: un dato choc, anche se va detto che in qualche caso potrebbero esserci degli errori. Magari in qualche vecchia mappa del catasto.
Certo è che il dato relativo a Livorno - errori a parti - deve far riflettere: tra i capoluoghi toscani, solo Arezzo (4.574) e Grosseto (2.491) contano un numero maggiore di edifici totalmente abusivi. Tutti gli altri sono nettamente staccati. Segno che nella nostra realtà, il fenomeno dell’abusivismo immobiliare ha raggiunto livelli preoccupanti, anche per le ricadute in termini di pagamento dell’Ici, dell’Irpef, etc.
L’elenco degli immobili scoperti dall’Agenzia delle entrate è stato comunque pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e poi sul sito www.agenziaterritorio.gov.it/ (ora consultabile anche su www.iltirreno.it), dove si possono trovare indicati il foglio e il numero della particella catastale. Mancando il riferimento all’indirizzo, non è facile per i proprietari in buona fede capire se la loro casa rientra nell’elenco degli edifici fantasma. Bisogna dare un’occhiata al contratto d’acquisto o fare una verifica alla Conservatoria dei registri immobiliari.
Chi si metterà in regola con l’accatastamento volontario dovrà pagare una sanzione tra i 258 e i 2.066 euro, ma eviterà di incorrere in ulteriori sanzioni e interessi sulle imposte. E’ altrettanto vero che tutti questi immobili diventeranno visibili agli occhi del fisco, e quindi ci sarà da pagare l’Ici, l’Irpef, la tariffa sui rifiuti etc. In caso di mancato accatastamento nei prossimi quattro mesi, l’operazione verrà comunque effettuata d’ufficio dall’Agenzia delle Entrate, con tanto di sopralluogo e con tutti i costi tecnici a carico del proprietario “distratto”.



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