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VERONA - I tesori sepolti possono diventare una risorsa
Alessio Pisan
Domenica 2 Marzo 2008 L'ARENA


LA CITT NASCOSTA. Lo storico Battiferro Bertocchi interviene sul dibattito relativo ai ritrovamenti archeologici. E spiega come trasformare un disagio in vantaggio

In lungadige Capuleti cera un forno visconteo E piazza Corrubio cela una necropoli romana


Verona non una citt qualsiasi, e quello che si trova nel suo sottosuolo non sono reperti qualsiasi. Esprime indignazione lo storico dellarte Riccardo Battiferro Bertocchi sul dibattito a proposito dei ritrovamenti archeologici in occasione dei recenti scavi per la realizzazione di parcheggi pertinenziali. Non si pu dire che un muro od una tomba valgano meno di unaltra, aggiunge, insistendo sullidea che Verona si renda finalmente conto dellinestimabile valore storico-artistico di cui depositaria. I reperti che vengono portati alla luce non vanno visti come un problema, bens come una risorsa. Oltre che sul valore artistico, Battiferro pone laccento sui risvolti turistici che tali ritrovamenti possono avere. La complessit architettonica e urbanistica della nostra citt non si pu semplificare nei percorsi stereotipati e ormai stantii dei tour operator. Il trittico Casa di Giulietta, piazza delle Erbe e piazza Bra ormai logoro e semplicistico rispetto alla reale portata culturale del veronese. Secondo Bertocchi, ormai tempo di creare dei circuiti turistico-artistici alternativi, che rendano veramente onore al valore millenario della storia di Verona.
Nel caso i recenti ritrovamenti vengano ignorati, lo storico propone di presentare Verona allUnesco come luogo a rischio, cos come la valle di Noto in Sicilia.
Per meglio comprendere cosa sta sotto i piedi dei veronesi, disegna una mappa ideale.
LE STRADE. Tre erano le arterie principali che in epoca romana attraversavano la citt. La via Augusta, corrispondente allattuale via Mameli, conduceva a Nord, verso Trento. La via Postumia che da est ad ovest entrava in citt attraverso un ponte che non esiste pi (tra ponte Pietra e ponte Nuovo) e diventata Decumano Massimo nella sponda interna dellAdige, correva lungo lattuale corso Porta Borsari, corso Cavour e corso Porta Palio, portando in direzione di Genova; infine, la via Gallica, che arrivando dallattuale corso Milano incrociava la via Postumia a San Zeno, in piazza Corrubio.
PIAZZA SANTI APOSTOLI. I reperti antichi ritrovati in piazza Santi Apostoli, potrebbero appartenere a strutture abitative o sepolcrali di epoca romana o longobarda. Si tratta di uno dei primi luoghi dove, nellAlto Medioevo (VIII-XII secolo dopo Cristo), si costru fuori dalle mura cittadine. Questa zona era divisa in quattro piccole contrade: Fratta, Ferraboi, Falsorgo e San Michele alla Porta. Proprio in prossimit di piazza Santi Apostoli, si ergeva la chiesa Sacello delle Sante Teuteria e Tosca, edificata dai Longobardi nellVIII secolo dopo Cristo, spiega Bertocchi.
Il passaggio della via Postumia lungo lattuale corso Cavour, testimoniato anche dai ritrovamenti de unantica pavimentazione romana in occasione del rifacimento del corso nel 1999. Senza considerare il ritrovamento di una villa romana perfettamente conservata in occasione dei lavori allex cinema Astra di via Oberdan. Questa villa faceva parte di unimmensa necropoli che si spingeva fino a viale Colonnello Gallieno: A riguardo si ricordino i ritrovamenti nei primi anni Novanta in occasione della realizzazione dei due sottopassi.
PORTA SAN GIORGIO. Gli antichi romani erano soliti costruire le loro necropoli al di fuori delle mura cittadine, proprio ai lati delle vie consolari principali. Per questo pi che ipotizzabile lesistenza di unampia necropoli ai lati di via Mameli, dove un tempo correva via Claudia Augusta. Ne una prova il rinvenimento di una villa romana in via Nino Bixio, in occasione dei lavori per la realizzazione di una palazzina ancora nel 1926. sempre in coincidenza con via Mameli, scorre lacquedotto romano che portava lacqua in citt tramite tubi di piombo dalla Valpolicella, continua Bertocchi. Lacquedotto entrava in citt tramite ponte Pietra versando lacqua direttamente nel Foro Romano (lattuale piazza Delle Erbe). Inoltre, proprio in prossimit di porta San Giorgio, si dovrebbe trovare la chiesa di San Barnaba, di epoca romanica (XII e XIII secolo dopo Cristo).
LUNGADIGE CAPULETI. Quello portato alla luce in lungadige Capuleti il muro a fiume della cittadella viscontea della fine del 1300. Si trattava di un muro di cinta del piccolo forno militare che Giangaleazzo Visconti fece erigere per proteggere la citt dallestero ma anche dallinterno, cio da eventuali sommosse popolari. Le altre facciate del quadrilatero (corso Porta Nuova e Circonvallazione Maroncelli) sono andati distrutti durante la dominazione austriaca. Il muro scoperto recentemente durante gli scavi, costituisce lunica traccia superstite di quella fortezza e dovrebbe essere lungo circa 100 metri. La sua locazione si vede benissimo dalla mappa disegnata nel 1648 dal Frambotti, illustre cartografo del XVII secolo.
PIAZZA ARDITI. I ritrovamenti di piazza Arditi appartengono al cimitero della chiesa romanica di San Silvestro, dipendente dallomonima chiesa di Nonantola in provincia di Modena.
PIAZZA CORRUBIO. Piazza Corrubio, dal latino quadrivium, vale a dire incrocio. Il nome stesso della piazza rivela che proprio alla sua altezza, in et romana, cera un incrocio tra due grandi strade: la via Consolare Gallica e, molto probabilmente, la via Postumia. Allepoca, gli antichi romani erano soliti costruire le loro necropoli al di fuori delle mura cittadine, proprio ai lati delle vie consolari. I ritrovamenti di molti resti avvenuti in occasione di lavori ai sottoservizi in piazza Corrubio non fa che avvalorare questa tesi. Inoltre, il vano sotterraneo recentemente ripristinato allinterno della pasticceria San Zeno corrisponde alla superstite cripta della primitiva chiesa di San Luca, costruita probabilmente nel XII secolo, lungo lantica via Mantovana (lodierna via Scarsellini), che conduceva un tempo alla Porta di San Massimo. Questa Porta faceva parte della cinta muraria scaligera, poi ricostruita in et veneziana e successivamente dagli austriaci. Solo successivamente lOrdine Crocifero costru un ospizio con annesso luogo di culto dedicato a San Luca evangelista nei pressi dei portoni di piazza Bra.



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