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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Come proteggere il patrimonio museale italiano, i beni librari e quelli archivistici?
Alberto Cappelli
Igiene Alimenti 1/3/2008

L'Italia notoriamente considerata - a ragione! - la nazione con il pi grande patrimonio artistico del mondo, conservato in gran parte nei musei pubblici e privati e nei luoghi di culto e possiede anche un ingente patrimonio librario ed archivistico- Purtroppo tutto questo soggetto agli attacchi degli agenti biotici, che. se non correttamente controllati, lo deteriorano, portandolo anche alla distruzione. Condizione essenziale perch questo non avvenga, un controllo costante delle condizioni ambientali, sia per quanto concerne le temperature che l'umidit, perch molti degli agenti biotici che determinano il degrado di questo patrimonio, si sviluppano con temperature comprese fra 20 e 30 C, anche se ve ne sono alcuni che sopravvivono a temperature superiori a 30 C o anche inferiori a 0 C. mentre l'umidit relativa necessaria al loro sviluppo compresa fra il 40% e il 60%, ma per alcune specie pu essere superiore anche al 70%. Per questo vi sono delle norme tecniche, quali la norma UNI 10829/1999, che stabilisce le condizioni ambientali di conservazione dei beni di interesse storico e artistico; o la norma UNI 10586/1997 sulle condizioni climatiche per ambienti di conservazione di documenti grafici e sulle caratteristiche degli alloggiamenti; oppure la norma UNI 10969/2002 che indica i principi generali per la scelta ed il controllo del microclima per la conservazione di beni culturali in ambienti interni.
Un'altra norma tecnica - la UNI 11130/2004 - indica la terminologia del degradamento del legno dei manufatti lignei dei beni culturali e spiega cosa si debba intendere per degrado o degradamento, per biodegradamento (provocato questo da funghi, insetti, batteri organismi marini), per alterazione. In questo campo vi stato anche un intervento del Ministero per i Beni e per le Attivit Culturali, con un Decreto del 10 maggio 2001 contenente un atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei. Negli ambienti museali, come nelle biblioteche e negli archivi, pu essere presente una fauna deteriogena costituita, oltre che da insetti, anche dai roditori (Mus domesticus. Rattus rattus, Rattus norvegicus) e da uccelli, in particolare dal comune piccione {Colomba li via).
Per ostacolare la presenza degli agenti biotici, oltre a tenere sotto controllo le condizioni ambientali, devono essere approntate tutte le altre misure che impediscano l'ingresso ed il successivo insediamento di quelli dannosi per il legno, la carta, il cuoio, i tessuti e per qualsiasi altro materiale impiegato nella produzione delle opere d'arte, dei libri e dei materiali d'archivio; e vanno effettuate frequenti ispezioni per la ricerca delle tracce lasciate dagli infestanti presenti e monitorare la loro presenza con apposite trappole, anche per valutare la soglia d'intervento. Per eliminare le infestazioni si impiegano agenti disinfestanti chimici, autorizzati dal Ministero della Salute e registrati come Presidi Medico Chirurgici o come biocidi, in possesso di uno spettro d'azione comprendente gli agenti biodeteriogeni da eliminare e che non siano dannosi per il materiale da proteggere. I prodotti pi impiegati nel recente passato sono stati gli insetticidi in polvere, i ratticidi con esca ed i fumiganti.
Fra gli ultimi citati, il gas pi usato nel settore stato il bromuro di metile, gas inserito fra quelli tossici dalla legislazione italiana (R.D. 9 gennaio 1927, n. 147, modificato dal D.P.R. 10 giugno 1955, n. 854 e dalla legge 13 marzo 1958, n. 296). Il Regolamento (CE) n. 2037/2000 stabil che in Europa dal 1 gennaio 2005 doveva cessare l'impiego del bromuro di metile, perch nel 1992 questa sostanza era stata inserita fra quelle ritenute lesive dell'ozono stratosferico e dannose per l'ambiente, come richiesto dal Protocollo di Montreal del 1987.
Conseguentemente ne fu vietata la produzione, l'importazione e l'impiego, fatta eccezione, su richiesta degli Stati membri, per alcuni usi ritenuti dagli stessi richiedenti critici; fra questi era previsto anche l'impiego nella protezione degli oggetti museali. Per questo motivo e su richiesta, l'Italia per gli usi critici, ottenne di poter impiegare per la protezione dei beni museali, 4.180 kg di bromuro di metile nel 2005, che, nel 2006, divennero 5.000, ma per il 2007 nessuna richiesta stata avanzata dallo Stato italiano per questo scopo. Dal 1 gennaio dell'anno in corso, comunque, non pi possibile impiegare nell'Unione Europea, per nessuno scopo, neppure per usi critici, il bromuro di metile.
L'alternativa agli insetticidi ed ai fumiganti nella disinfestazione in archvi e biblioteche costituita dall'impiego di metodi fisici, quali i raggi y, le microonde, il congelamento e le atmosfere modificate.
Nella protezione dei manufatti lignei pu essere impiegata l'aria calda o le microonde per creare temperature letali alle larve di xilofagi; oppure esche lignee e cartacee contenenti i Regolatori di Crescita (IGR); oppure le atmosfere modificate e controllate a basso contenuto di ossigeno. In genere, i risultati ottenuti con i mezzi fisici non sono giudicati soddisfacenti. Negli USA, come in altri Stati americani, nelle fumigazioni - anche per la protezione del legname in opera contro gli attacchi di xilofagi e di termiti - da anni impiegata una sostanza attiva, il floruro di solforile (denominazione IUPAC: difluoruro di solforile), nota comunemente come Pro-Fum. Nel 2003 stata registrata anche in Italia come sostanza attiva da impiegare nella preparazione di prodotti fitosanitari, ma, per il Decreto del 27 agosto 2004, ha visto autorizzate solo le fumigazioni di impianti destinati allo stoccaggio e alla lavorazione dei cereali e in generale degli impianti alimentari preventivamente svuotati, quali molini, riserie, pastifici, industrie dolciarie, mangimifici. Una recente direttiva comunitaria - la n. 2006/140/CE del 20 dicembre 2006 - inserisce il principio attivo fluoruro di solforile nell'allegato I della Direttiva 98/8/CE (immissione nel mercato dei biocidi), attuata in Italia con il D. Lgs. n. 174/2000. Quindi, prossimamente, anche nell'Unione Europea vi sar la possibilit di preparare biocidi con questa sostanza attiva. L'allegato I della Direttiva 98/8/CE viene modificato conformemente a quanto stabilito nell'allegato della Direttiva 2006/140/CE. Entro il 31 dicembre 2007 gli Stati membri hanno dovuto adottare e pubblicare le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per attuare la direttiva e queste disposizioni entreranno in vigore dal 1 gennaio 2009. Le condizioni di immissione sul mercato della sostanza attiva biocida fluoruro di solforile richiedono una purezza della stessa superiore a 994 g/kg. Le autorizzazioni rilasciate dagli Stati membri devono essere subordinate a queste condizioni;
il prodotto deve poter essere venduto esclusivamente a professionisti appositamente formati e deve esse
re impiegato esclusivamente da essi;
devono essere previste misure idonee per ridurre i rischi per gli operatori e le persone presenti nelle vicinanze;
devono essere monitorate le concentrazioni di fluoruro di solforile nella troposfera e i titolari delle autorizzazioni devono trasmettere, ogni 5 anni, relazioni sul monitoraggio alla Commissione europea, a partire dal 1 gennaio 2009.
Questa sostanza attiva autorizzata solo per i biocidi del Gruppo 2: Preservanti e in particolare per il Tipo di prodotto 8: preservanti del legno (allegato V della Direttiva 2000/8/CE): come noto, sono prodotti usati per la preservazione del legno sin da quando tagliato e lavorato, o dei prodotti in legno, e effettuano il controllo degli organismi che distruggono o alterano l'aspetto del legno; la tipologia di questi prodotti comprende sia quelli ad azione preventiva che curativa.
Prossimamente, quindi, anche nell'Unione Europea il bromuro di metile trover nel Pro-Fum un valido sostituto al bromuro di metile nella protezione delle opere in legno degli ambienti museali in genere. auspicabile che l'Italia rispetti i tempi indicati nella direttiva comunitaria e che l'impresa titolare della registrazione si attivi per ampliare la tipologia dei Gruppi e dei Tipi - in primis in sede europea - affinch questa sostanza attiva venga autorizzata anche come biocida del Gruppo 3 -Controllo degli animali nocivi, che comprende una vasta tipologia di prodotti che vanno dai rodenticidi agli insetticidi, tutti in grado di danneggiare qualsiasi componente i materiali degli archivi, delle biblioteche e delle opere conservate nei musei in genere, soddisfacendo, quindi, non solo le aspettative dei responsabili delle strutture museali e archivistiche, ma anche quelle degli operatori professionali.



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