Tosi tuona contro le Soprintendenze FLAVIO TOSI Giovedì 28 Febbraio 2008 l'arena
LA POLEMICA. Il sindaco attacca gli uffici territoriali del ministero dei Beni culturali competenti per la tutela del patrimonio storico «Non possono bloccare la crescita della città, devono avere tempi veloci e regole certe» Un muro antico in più non aggiunge nulla mentre alla città servono posteggi
Contro le Soprintendenze, colpevoli di «frenare la crescita della città», si era già scagliato in campagna elettorale. E ora, ai primi ostacoli, le bordate del sidnaco Flavio Tosi ripartono. Del resto, come abbiamo documentato ieri, tutti gli scavi iniziati in queste ultime settimane per i parcheggi pertinenziali, da piazza Viviani a piazza Arditi e lungadige Capuleti hanno tutti fatto emergere pagine di storia della Verona antica. Deve quindi intervenire la Soprintendenza, sia essa archeologica o ai beni ambientali, con le competenze e i tempi che le sono propri. E qui scatta l’ira del sindaco. «Non è ammissibile che lo sviluppo e la crescita di una città vengano fermati dalle Soprintendenze», dice Tosi commentando il fatto che molti cantieri cittadini siano bloccati, in attesa di un parere da parte della Soprintendenza archeologica. «Tutti gli enti pubblici devono avere dei tempi e delle regole di funzionamento - ha aggiunto il sindaco- cosa che però non avviene nel caso delle soprintendenze che sono un organo di derivazione borbonica e hanno potere assoluto, in grado di fermare anche per anni qualsiasi opera pubblica o privata, anche se strategica per la città, come si può vedere nel caso del parcheggio di piazza delle Poste». «Bisogna considerare il fatto -ha aggiunto ancora Tosi- che ci troviamo a Verona, città con un patrimonio monumentale splendido e ricco. Probabilmente per un paese di provincia, che non possiede grandi reperti storici, i ritrovamenti archeologici di piazza delle Poste potrebbero rappresentare un evento importante, mentre per una città come Verona non hanno alcun significato aggiuntivo; la cosa più sensata invece sarebbe quella di sbloccare l’intervento e proseguire nella realizzazione di un parcheggio che realmente serve alla città. Lo stesso ragionamento si può fare per Lungadige Capuleti, dove è stato rinvenuto un pezzo di cinta muraria; anche in questo caso si deve considerare che Verona possiede diverse cinte murarie, spettacolari e ben conservate: le mura scaligere, romane, veneziane e le fortificazioni austriache; non è un pezzo di muro sottoterra che qualifica l’offerta culturale, museale ed espositiva della nostra città mentre invece blocca una grande opera, crea disagi aggiuntivi ai cittadini facendo allungare i tempi del cantiere». «Da parte nostra -conclude- chiederemo con forza al prossimo governo che alle Soprintendenze venga dato l’obbligo di avere tempi e regole certi e di fornire motivazioni che dimostrino concretamente la prevalenza di un diverso interesse rispetto ad un prevalente interesse pubblico».
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