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Firenze - Battistero, assedio smog copie per tutte le porte
MARA AMOREVOLI
la Repubblica (Firenze) 27/02/2008

Lo smog divora le porte del Battistero. Corrode la patina doro che da secoli le ricopre. E il Cnr annuncia il suo responso dopo tre anni di analisi e studi sullossidazione dei bronzi dorati della porta nord di Ghiberti e sud di Pisano: Un processo di alterazione irreversibile, il punto critico non lo stato del bronzo, ma la doratura che si sfalda in piccole bolle e crateri a causa dellossidazione. Lunica soluzione toglierle e sostituirle con delle copie, come gi avvenuto per la porta est, quella del Paradiso spiega Mauro Matteini, coordinatore del progetto di monitoraggio del Cnr. Tra qualche mese, la decisione sar formalizzata con un gruppo di lavoro tra tutti i soggetti interessati. A cominciare dallOpera del Duomo, che sta pensando ad allestire spazi per collocarle nel Museo, secondo il nuovo progetto di ampliamento.Il "bel San Giovanni", come Dante chiamava il Battistero, si avvia a perdere le sue porte originali. Dopo quella del Paradiso, capolavoro di Lorenzo Ghiberti realizzato tra il 1425 e il 1452 e sostituita nel 1990 da una copia, un identico destino toccher alla porta nord, sempre di Ghiberti e a quella sud di Andrea Pisano. Dopo tre anni di studi e monitoraggio delle formelle in bronzo dorato, la diagnosi sul Progetto Battistero sta per essere formalizzata: polveri e smog provocano corrosioni irreversibili e sollevamenti delle superfici in oro. Lannuncio ufficiale con i dati dei rilevamenti sar dato tra qualche mese, durante un workshop dallquipe di ricercatori che ha lavorato al monitoraggio e che ha visto impegnati tre istituti del Cnr (Istituti di Fisica applicata, di ottica applicata e di conservazione dei Beni culturali), Dipartimento di Chimica delluniversit di Firenze, Opificio delle Pietre Dure e Arpat.
Linquinamento ha lasciato segni vistosi e preoccupanti - avverte Mauro Matteini del Cnr, coordinatore del gruppo - Abbiamo riscontrato che le polveri minacciano in modo pi intenso la porta nord, quella che guarda via Martelli, dove il traffico intenso, mentre il depositi e particellati su quella sud, verso la zona pedonale, mostra minore criticit. Ci sono anche differenze stagionali, tra i depositi invernali e quelli di primavera ed estate, tra le parti superiori e quelle inferiori delle porte. Ma di fatto soffrono della stessa malattia che affliggeva la Porta del Paradiso, una malattia che corrode e minaccia la doratura. Un degrado progressivo e inarrestabile. Lunico modo per fermarlo la rimozione delle porte, il loro restauro e la loro collocazione allinterno del Museo dellOpera del Duomo.
Una sentenza gi pronunciata e scritta da tempo, che tuttavia viene confermata dagli ultimi rilevamenti ormai giunti al termine, prosegue Matteini: Linquinamento agisce tra il bronzo e la doratura, con microfessure, piccole pustole di meno di 1 millimetro che aprono crateri nelloro. Non c altra cura, o manutenzione possibile, visto che non davvero possibile eliminare il passaggio di 2333 bus, pi taxi e altri veicoli che ogni giorno transitano nellarea del Duomo. Cos, lunica cura possibile, rimuovere le porte e sostituirle con copie.
Un progetto che allOpera del Duomo hanno ben presente: Sappiamo che il destino delle due porte sar di essere portate nel museo insieme a quella del Paradiso - spiega il tecnico Paolo Bianchini - Non a caso il nuovo progetto di ampliamento del museo prevede spazi per la porta del Paradiso, che sar rimontata interamente alla fine del restauro dei battenti ancora in corso, e sono previsti altri locali per le due porte, sulle quali da oltre 20 anni non facciamo alcun tipo di intervento di manutenzione, al di l di semplici spolverature, per non alterare i critici equilibri delle superfici. Ma ci vorranno ancora anni prima di spostarle: servir una decisione corale tra esperti, soprintendenza e Opera del Duomo, vanno commissionate le copie, cercati vecchi o fatti nuovi calchi e chiss con quali costi. La copia della Porta del Paradiso commissionata al bronzista fiorentino Marinelli, cost nel 90 qualcosa come 800 milioni di vecchie lire, pi 200 milioni per la doratura. Un cammino tuttavia da imboccare, visto che non esistono alternative.
Intanto un altro progetto Bronzi dorati guidato dalla funzionaria dellOpificio Anna Maria Giusti, sta studiando come assicurare in futuro la conservazione delle porte, per evitare la nefasta ossidazione che proseguirebbe anche nei locali del museo. Oggi tutti i passanti possono osservare il loro degrado guardando la patina nera e uniforme che copre sia la porta nord che quella sud. Un sistema di conservazione delle dorature quello che attualmente vede le singole formelle di Ghiberti esposte nel museo in teche con gas inerte di azoto, prive di ossigeno - precisa Matteini - Ma la tecnologia pi avanzata potrebbe permettere di scoprire altre modalit, altrimenti dovremmo prevedere unenorme teca per contenere le tre porte e lasciarle cos esposte la pubblico.





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