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Bari - Museo archeologico, bufera
Titti Tummino
La Repubblica, 26 febbraio 2008

Neanche il tempo di presentare il progetto preliminare per il Museo archeologico di Bari, nell'ex complesso benedettino di Santa Scolastica, ed ecco divampare la polemica. Lo studio vincitore a maggioranza del concorso internazionale di idee bandito dalla Provincia, firmato da Cesare Mari, architetto bolognese a capo del gruppo Panstudio di Bologna, raccoglie strali autorevoli e per certi versi inattesi. Come quelli del gruppo di progettisti diretto dall'architetto milanese Gae Aulenti, gruppo nel quale lavora anche l'archeologo dell'Universit di Foggia Giuliano Volpe, classificatosi al secondo posto nel concorso. Ma anche quelli, pi sorprendenti, di Amerigo Restucci, presidente della commissione tecnica che ha valutato i dieci progetti preliminari finalisti.
Sia il gruppo Aulenti che l'architetto veneziano riprendono i dubbi gi espressi dall'urbanista del Politecnico di Bari, Dino Borri: "pietra dello scandalo" il "cannocchiale", la struttura in acciaio rosso corallo, lunga 75 metri e sospesa sul complesso di Santa Scolastica che lo studio Mari ha individuato come simbolo del museo. Elemento innovativo, certamente, ma che, secondo Borri, Aulenti, Volpe e lo stesso Restucci costituisce un'alterazione della struttura monumentale, andando per di pi a cozzare con quanto previsto dal piano particolareggiato del Borgo antico che non consente inserimenti del genere. Lo studio Mari rileva Giuliano Volpe in sintonia con Gae Aulenti risulta in questo senso molto invasivo e del resto, se il bando avesse previsto una sorta di carta bianca, tutti gli architetti in concorso si sarebbero sbizzarriti con proprie soluzioni. Il progetto vincitore peraltro cozzerebbe con la tendenza a livello internazionale che, sinteticamente, prevede, in caso di interventi, il pi rigoroso rispetto dei monumenti, lasciando il minor segno possibile. Pi che dello choc architettonico sottolinea Volpe credo che Bari abbia bisogno di un progetto culturale, archeologico, scientifico e museografico. Nel nostro caso, per esempio, avevamo dato molta importanza al fatto che il complesso di Santa Scolastica e la prospiciente area archeologica di San Pietro fossero il museo di se stessi, un elemento molto integrato nel museo diffuso della citt antica.
Anche il nostro progetto prevedeva tre "cannocchiali", ma molto pi discreti di quello studiato da Mari. Oltre alle valutazioni tecniche, per Giuliano Volpe e Gae Aulenti c' anche una questione di trasparenza da non sottovalutare. Colpisce rileva l'archeologo foggiano che l'esito abbia privilegiato un professionista, a quanto pare negli ultimi anni legato da una serie di collaborazioni ricorrenti con l'ente appaltante, la Provincia, e in particolare con un componente la commissione tecnica giudicatrice. In pratica, Mari l'architetto di riferimento e quindi lavora in maniera continuativa di una societ specializzata nell'organizzazione di mostre d'arte di alto livello, curate da un funzionario della Provincia che anche componente la commissione. Forse sarebbe stato pi opportuno conferire un incarico diretto, visto il rapporto di fiducia consolidato, evitando di scomodare tanti professionisti di livello internazionale.
Se il gruppo Aulenti potrebbe avere, per cos dire, il "dente avvelenato" dopo aver incassato il secondo posto, sorprende non poco Amerigo Restucci, presidente della commissione che ha decretato la vittoria del progetto Mari. Quello studio dice l'architetto venezianonon mi ha convinto affatto, infatti passato a maggioranza. Io non ho certo votato a favore, anzi ho cercato di convincere gli altri membri della commissione a puntare su altri progetti. Restucci chiarisce: A conclusione dei lavori, sono stati stilati dei giudizi unanimi riguardo ciascun progetto; giudizi che riflettevano i pareri di tutti e quindi non ci poteva che essere unanimit. Ma in questi giudizi erano contenute ovviamente delle riflessioni che rendevano il segno della diversit di opinione riguardo i vari progetti. Nella fattispecie a proposito del primo classificato, ho rilevato due aspetti. Il primo: se ci fosse consonanza fra quel progetto e il piano del Borgo antico che mi pare non consenta di toccare niente; il secondo: in che modo lo stesso progetto colloquiasse con la Carta del restauro del '72, secondo la quale non si pu intervenire su monumenti storici, inserendo superfici del tutto poco consone con quella che l'immagine stilistica dell'edificio. Questi miei pareri credo mettano una condizione di non so quale praticabilit circa la realizzazione e la prosecuzione del progetto vincitore
Restucci rivendica di aver sempre sostenuto il colloquio fra antico e nuovo, ma "di aver vacillato non poco" in questa occasione, proprio per l'introduzione di "elementi poco convincenti nella dinamica del rapporto con un monumento cosi delicato come Santa Scolastica". Il progetto della Aulenti conclude era tutt'altra cosa, molto calato nella prudenza dei gesti e molto pi a colloquio con quella che la matericit storica dell'edificio.



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