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Al San Carlo cinquanta milioni per il restauro
Donatella Longobardi
24/02/2008 il mattino




Napoli. Cinquanta milioni di euro per un San Carlo tutto nuovo. La sfida parte subito: il teatro chiuder per sei mesi, da luglio a dicembre, per permettere i primi importanti interventi, ma lattivit non si fermer, ospitata tra Auditorium Rai e Teatro di Corte. Sar una vera rivoluzione, come per la Scala. Un palcoscenico nuovo e raddoppiato, nuove tecnologie in sala e dietro le quinte, stucchi e poltrone restaurati, rinnovati i camerini, le sale di prova e una di registrazione tanto sofisticata che, secondo il commissario Nastasi, hanno solo il Metropolitan e il Covent Garden. Sar la pi grande dEuropa. E poi uffici spostati, nuove sedi per la scuola di ballo, per la sartoria, la falegnameria. Unoperazione coraggiosa, guardata anche in teatro con ammirazione, sospetto, speranza. Proprio nel momento in cui la citt offre di s unimmagine tristemente offuscata dalla crisi dei rifiuti, la cultura arriva in suo soccorso. Muti ha detto di s, verr a Napoli a dirigere orchestra e coro di casa, e verr in un teatro rimesso a nuovo, il pi bello del mondo, lo definisce il maestro. Nato nel 1737, ricostruito dopo un incendio nel 1817, - in meno di un anno - finora il San Carlo non ha mai subito interventi tanto drastici, anche se negli ultimi anni stato spesso al centro di delicati lavori che non hanno intaccato il fascino e lacustica dellantica struttura: sono stati adeguati alle norme tutti gli impianti, rifatti i sottopalchi, rinforzati i soffitti. Lanno scorso stato anche installato un impianto di condizionamento, peraltro mai entrato in funzione. E ora? Il monumento sar rispettato, assicura il sovrintendente ai beni architettonici, Guglielmo, che segue attentamente liter del piano di investimento strategico presentato dal commissario Nastasi a Bassolino e varato ieri grazie a un accordo con il quale la Regione stanzia i cinquanta milioni provenienti dal Fas, il fondo della Cee per le aree sottoutilizzate. Grazie a questi interventi strutturali e al nuovo programma artistico che vede un importante ruolo di Riccardo Muti, che ringrazio davvero di cuore per la sua disponibilit, e la presenza di altri grandi nomi come Zubin Mehta - ha sottolineato Bassolino - il San Carlo potr competere con i pi importanti teatri del mondo e avr un livello di innovazione in grado di accogliere gli allestimenti dei principali teatri internazionali, esportando al contempo le proprie produzioni. Lobiettivo quello di triplicare la produzione in un arco di tempo che va dai tre ai cinque anni, con un ritorno anche occupazionale di grande impatto, almeno il 25 per cento in pi. Perch in un teatro che potr ospitare pi spettacoli servir pi personale: orchestrali, tecnici, ausiliari. Puntiamo ad aprire una nuova stagione del pi antico teatro dEuropa, una grande istituzione che sar in grado di produrre ed esportare cultura confrontandosi coi grandi mercati internazionali, auspica Bassolino. Quando Nastasi, qualche mese fa si present negli uffici di Santa Lucia per chiedergli aiuto lui fu chiarissimo: Non mi stupisca con effetti speciali, mi dia un piano e io le dar una mano. Ora il piano c, ci sono anche i fondi. Il progetto in fase di elaborazione. Sar pronto dopo Pasqua, assicura il commissario, e anche la programmazione artistica sar modulata tenendo conto dei periodi di chiusura. Entro maggio faremo il bando di gara, i lavori devono iniziare a luglio. Alloperazione lavoreranno tutti i migliori tecnici specialisti nel campo, annuncia Guglielmo reduce da una visita alla Scala per conoscere da vicino le tecnologie e i nuovi impianti utilizzati nella sala del Piermarini. Anche se al San Carlo la situazione diversa. La Scala era stata distrutta dalle bombe durante lultima guerra e ricostruita, il teatro napoletano quello di 200 anni fa. Per questo abbiamo stabilito uno stretto rapporto con il commissario - spiega il sovrintendente - e stiamo collaborando anche alla fase di progettazione per assicurare la massima tutela del monumento. Io stesso seguir anche i lavori di restauro e, visto che si tratta del primo vero intervento, potremo facilmente rifare il teatro comera. Poi si vedranno i colori delle tapezzerie e quegli degli stucchi. Ma con i 50 milioni dellEuropa non si rifar solo il San Carlo. Saranno restaurati due piani di Palazzo Cavalcanti donati dal Comune al teatro per accrescerne il patrimonio, e qui troveranno casa la scuola di ballo e il coro di voci bianche. La sartoria e la falegnameria, invece, saranno spostati al porto, negli ex magazzini Cirio di Vigliena, gi in possesso del teatro. Nei locali liberati saranno spostati i camerini, gli uffici, le nuove sale di prova, indispensabili per permettere di realizzare pi produzioni contemporaneamente. Il futuro si gioca tutto qui.



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