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Possagno. Un mese per salvare i gessi
Angela Dussin
La Tribuna di Treviso 22/2/2008

Gipsoteca canoviana chiusa per climatizzare le sale

POSSAGNO. La Gipsoteca canoviana ha chiuso ieri i battenti. Le porte del museo riapriranno tra un mese per consentire di condurre i lavori di climatizzazione dell'ambiente. «Dopo due anni di indagini e monitoraggi — spiega il responsabile della Gipsoteca, Giancarlo Cunial — la ditta incaricata può ora installare un impianto studiato appositamente per evitare danni ai gessi del Canova». La porosità del gesso trattiene e attira a sé polveri e umidità e richiede quindi una temperatura costante nelle diverse stagioni e particolari accorgimenti. E lo studio della ditta «Alfier», con sede a Venezia, ha progettato l'impianto proprio tenendo conto delle tre misure dell'aria, ovvero umidità, pressione e temperatura. Speciali sensori hanno monitorato i diversi fattori e i loro effetti sul gesso e un normale impianto di riscaldamento, secondo quanto rilevato, risulterebbe altamente dannoso alle opere stesse. Una speciale fascia al posto del battiscopa fornirà un soffio moderato di aria, proveniente dal basso. E i 1.500 visitatori, soprattutto le scolaresche, che avevano prenotato, dovranno attendere l'arrivo della Pasqua per far visita al museo. Un disagio che il presidente della Fondazione Canova, Gian Pietro Favaro, ha voluto riparare fornendo la possibilità alle scolaresche di far visita al museo gratuitamente entro il 2008. Il costo dell'opera, di 720 mila euro, è interamente finanziato da fondi provenienti dall'8 per mille, concessi dal Ministero dei Beni Culturali. «I disagi procurati ai visitatori — commenta Favaro — sono stati ampiamente compresi dagli stessi, data l'importanza e l'urgenza dell'intervento». Il museo canoviano, da ieri e fino al 24 febbraio, è partecipe alla 28° edizione della Borsa internazionale del Turismo (Bit) di Milano. All'interno dello stand della più importante rassegna turistica italiana, saranno quindi presenti guide, operatori e amministratori dell'ente canoviano di Possagno e un eccezionale prestito dell'«Adone e Venere», gesso del marmo che è a Ginevra. «Il materiale pubblicitario — aggiunge Favaro — fornito per la Fiera, è stato costruito in collaborazione con il Comune di Possagno, la Comunità Montana del Grappa, la Provincia di Treviso e la Regione Veneto». La presenza della Fondazione a Milano costituisce un importante rilancio per il turismo asolano.

Venti opere vanno a Cracovia
POSSAGNO. Venti opere di Canova da Possagno in Polonia. «Per la prima volta — spiega il presidente della Fondazione, Gian Pietro Favaro — si terrà la grande "Mostra Antonio Canova", in terra polacca. Da questi giorni e fino a luglio, le opere saranno esposte prima a Cracovia, al Museo Czartoryski e poi al Museo Castello di Lancut».
Il pubblico e gli studiosi polacchi avranno dunque modo di visitare una sezione di modelli in gesso, bozzetti in terracotta, dipinti e incisioni del grande maestro.
Il successo di Canova, a fine Settecento, raggiunse anche la Polonia.



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