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MACERATA – “Un ecomostro minaccia via Pace”
Edizione del 20 febbraio 2008, CORRIERE ADRIATICO



Un comitato di cittadini lancia l’allarme Sorgeranno 57 appartamenti e un’area commerciale Il nodo dei parcheggi
Polemiche e preoccupazioni dei residenti per il progetto sull’ex mulino Vignati



Una colata di cemento su via Maffeo Pantaleoni – via Pace. Un “ecomostro” di 17 metri con 57 tentacoli minaccia residenti e commercianti della zona che, al grido di “Ridateci il mulino!” lanciano la propria protesta contro l’amministrazione comunale.

Tra rabbia, preoccupazione e confusione una cosa è certa, se al posto dell’ex mulino Vignati verranno edificati tre palazzi, per un totale di 57 appartamenti, e un’area commerciale, il traffico automobilistico rischia letteralmente di scoppiare. La rabbia, dunque, è quella del Comitato spontaneo del quartiere borgo San Giuliano – Pace che, in una nota scritta, ha sottolineato l’impatto ambientale e paesaggistico che la nuova struttura avrebbe sulla zona “a ridosso di uno dei più antichi e belli – hanno scritto – borghi della Macerata antica. Tali mostri urbani, oltre a subissare con la loro altezza e soffocare un patrimonio culturale e artistico cittadino, renderanno invivibile tutto il quartiere, già penalizzato sotto il profilo viario e di spazi pubblici”. E sono proprio viabilità e parcheggi a preoccupare chi in quella zona ci vive o ci lavora perché, da una stima fatta, con i nuovi appartamenti potrebbero arrivare anche un centinaio di macchine.

Tra commercianti e residenti, infatti, serpeggiano preoccupazione e confusione. Tra un “si dice” e un “sembra che” l’identità della costruzione che andrà a rimpiazzare il vecchio mulino fluttua nella vaghezza. L’incertezza è legata sia alla quantità di edifici che edificheranno (da uno a tre), sia alla costruzione o meno di un supermercato, sia ancora alla predisposizione di un parcheggio.

“Dicono che vorrebbero fare la nuova costruzione così com’era il mulino, quindi un solo palazzo”, ha affermato Nello Zuccari. Per Andrea Giustozzi, invece, gli edifici dovrebbero essere tre: “Non ho visto il progetto, ma per quel che mi hanno detto dovrebbero costruire tre palazzi, un piccolo spazio verde, un supermercato e un parcheggio. Non ho timori – ha poi continuato – per la nuova costruzione, tanto cemento c’era prima e cemento ci sarà dopo e il mulino, era un mostro anche quello. Ciò che mi preoccupa invece, sarà l’aumento del traffico che già ora, con la scuola qui vicino, è sostenuto”.

Anche Claudio Arcangelo ha manifestato la propria preoccupazione per le conseguenze connesse al nuovo edificio: “In certi giorni della settimana e soprattutto in alcune ore è praticamente impossibile transitare con la macchina. Con la costruzione del nuovo palazzo o dei palazzi, i problemi legati alla viabilità saranno considerevolmente amplificati”.

E i commercianti? La loro preoccupazione si scinde tra quella legata al nuovo supermercato e quella per i parcheggi. “Se costruiscono un supermercato - ha confessato Anna Maria Coppari -, chi vorrà prendere la gestione delle nostre attività ne sarà sicuramente penalizzato”. Anna Bagnarelli, invece, con la sua tabaccheria non avrebbe di questi problemi: “Da un punto di vista commerciale a me farebbe anche comodo se costruissero i 57 appartamenti, perché così aumenterebbe anche il numero di possibili acquirenti. Il problema invece è che i parcheggi non ci sono, né per chi abita in questa zona, né per chi ci lavora, se aumentano le macchine la situazione diventerà insostenibile”.

Nel clima di incertezze però, c’è chi apre uno spiraglio di speranza come Mario Scarponi, e chi minaccia mobilitazioni, come il comitato di quartiere. Secondo Scarponi, infatti: “L’evolversi della situazione lo vedremo in seguito, l’importante è che si orientino verso un’agevolazione per chi andrà ad abitarci”. Ovvero case a carattere popolare piuttosto che di lusso.

Il comitato di quartiere, invece, ha annunciato già le prossime mosse: “Se il Municipio non ritornerà sui suoi passi, ridimensionando l’ecomostro, i residenti minacciano di attivarsi per intraprendere dimostrazioni e cortei di protesta, oltre ai necessari passi legali”.

BENEDETTA LOMBO



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