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BARI - Un cannocchiale choc a Santa Scolastica Archeologico, ecco il progetto di Mari. Borri:
TITTI TUMMINO
SABATO, 23 FEBBRAIO 2008 LA REPUBBLICA - Bari


Presentato il piano preliminare che è stato preferito a quelli di Gae Aulenti, Franco Purini Luca Zevi e Alberto Ferlenga
Lo studio dovrà essere però sottoposto al parere vincolante della Soprintendenza prima della definitiva approvazione
Le proporzioni della struttura high-tech sono importanti: lunga 75 metri è stata immaginata color corallo
"È difficile che il piano particolareggiato della città vecchia di Bari possa consentire un intervento così traumatico"
Ma l´invenzione degli architetti di Panstudio non convince l´urbanista del Politecnico: "Un´alterazione della struttura"
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Sarà il "cannocchiale", una struttura tubolare lunga 75 metri, in acciaio color corallo, sospesa al di sopra del complesso di Santa Scolastica, l´elemento simbolo del Museo archeologico di Bari. Il progetto preliminare di Cesare Mari, architetto bolognese vincitore del concorso bandito dalla Provincia, andrà ora al vaglio della Soprintendenza. Ma già fioccano dubbi: per l´urbanista Dino Borri si tratta di una soluzione "traumatica".


Dopo Gae Aulenti, incaricata dalla giunta Vernola, e dopo Marcello Benedettelli, autore di uno studio di fattibilità, adesso ci prova Cesare Mari, architetto a capo del gruppo Panstudio di Bologna, a restituire alla città di Bari, dopo oltre quindici anni, il Museo archeologico. Il professionista emiliano è il vincitore del concorso internazionale bandito dalla Provincia: il suo progetto preliminare è stato preferito dalla giuria presieduta dall´architetto Amerigo Restucci, a quelli presentati da colleghi come Franco Purini, Luca Zevi, Alberto Ferlenga e dalla stessa Aulenti. «Studi tutti di alto livello e grande interesse - sottolinea il presidente della Provincia, Enzo Divella - che presto saranno oggetto di una mostra».
Nuovo atto, dunque, per la storia infinita e tormentata del Museo archeologico barese. E non è detto che sia il definitivo. Secondo l´iter procedurale, infatti, ora la palla passa alla Soprintendenza per il competente parere sul complesso tutelato come bene monumentale; parere che, se fosse affermativo, darebbe il via alla stipula del contratto con il gruppo Mari al quale verrebbe così assegnata la progettazione definitiva. Se tutto procederà per il verso giusto, il nuovo Museo archeologico nel complesso di Santa Scolastica, cuore del Borgo antico, potrebbe vedere la luce un anno e mezzo dopo l´inizio del cantieramento: costo, dodici milioni di euro già reperiti.
Il progetto Mari prevede non solo il recupero della struttura del complesso benedettino in qualità di Museo archeologico, ma anche la valorizzazione di un luogo fortemente simbolico nel suo dialogo con la città vecchia, il mare e la Basilica di San Nicola. Proprio in omaggio a questo dialogo, lo studio prevede la realizzazione di un "cannocchiale", una struttura tubolare lunga 75 metri, in acciaio rivestito color corallo, sospesa al di sopra del complesso.
Simbolo del nuovo Museo, secondo il progetto, il "cannocchiale" sarà l´elemento che ricongiunge idealmente l´ex convento con la città e il mare attraverso due punti di vista panoramici opposti e ugualmente affascinanti: San Nicola a Sud, porto e mare a Nord. L´elemento permetterà anche di connettere le nuove scale e le nuove situazioni espositive con quelle sale del complesso già esistenti e altrimenti difficilmente collegabili.
Ma è proprio questa novità a suscitare i primi dubbi. «Il progetto preliminare vincitore - osserva l´urbanista Dino Borri - è sicuramente discutibile in quanto va ad incidere su un complesso di grande rilevanza per la città antica di Bari. L´area di Santa Scolastica ha enorme importanza per la stratificazione storica, ancor più che per i pur notevoli elementi architettonici: è un vero e proprio museo all´aperto, dove c´è stata fra l´altro una delle prime fondazioni della città».
L´inserimento di un elemento moderno, per la verità, ha un precedente: negli Anni ´70, il complesso ebbe un primo restauro ad opera dell´architetto Angelo Ambrosi del Politecnico di Bari, il quale inserì in uno spazio libero all´interno dell´ex convento una sala in acciaio di 150 metri quadrati affacciata sul mare di Levante, tuttora esistente.
«Ma quell´inserimento - commenta Borri - è elemento ben più discreto del "cannocchiale" previsto dal progetto Mari, che è un grande intervento, per di più in quota e forse bisognoso di pilastri di acciaio a sostegno, in una posizione perfettamente visibile da tutto il Borgo antico ed anche colorato in maniera estrosa. Mi sembra costituisca un´evidente alterazione dell´organismo antico e quindi sarà una bella responsabilità per la Soprintendenza, nella valutazione del progetto, approvare un tipo di intervento così forte».
Non solo. Secondo l´urbanista del Politecnico, potrebbe profilarsi anche un problema per il Comune di Bari. «Il piano particolareggiato della Città vecchia, approvato qualche anno fa e tuttora in vigore, non credo consenta un intervento del genere. Il "cannocchiale" dovrebbe quindi essere approvato in variante al piano particolareggiato del Borgo antico. Insomma, alla soluzione ardita del gruppo Mari non c´è solo da guadagnare il consenso dello Stato, ma forse anche il parere del consiglio comunale. E, in questo caso, bisognerà vedere se la Soprintendenza, chiamata in causa una seconda volta, accetterà l´eventuale variante. In definitiva - conclude - una bella impresa a fronte di una soluzione a mio parere troppo forte, se non traumatica».



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