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Chiesa di Mesuraca: interviene il Quirinale
Giuseppe Pipita
Il Crotonese, 19 febbraio 2008

Il tono della lettera che Stefano Cropanese ha scritto sulla situazione della Chiesa del Ritiro di Mesoraca al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano deve aver colpito la massima carica dello Stato la cui risposta non si è fatta attendere. Lo scorso 14 febbraio, infatti, il Direttore Regionale dell’Ufficio per i Beni Culturali Pietro Scarpellini, si è recato nella monumentale Chiesa di Mesoraca per redigere una relazione da inviare al Quirinale. Da quanto racconta Stefano Cropanese, pare che Scarpellini sia rimasto profondamente sorpreso per la bellezza artistica-architettonica del Ritiro, ma anche per lo stato di degrado monumentale in cui versa quello che è considerato l’esempio più valido del Tardo-Barocco in Calabria, dichiarato di “interesse nazionale” con Legge N. 1089 dell’1 giugno 1939.
Adesso, il Direttore Scarpellini invierà la sua relazione presso il Quirinale e da lì, si spera, arriverà un impulso decisivo per risolvere la questione del Ritiro; una questione che, di giorno in giorno, diventa sempre più critica visto che, assieme al tempo che scorre inesorabilmente, le numerose e profonde lesioni che caratterizzano i transetti, l’abside e la cupola diventano sempre più preoccupanti. Grande soddisfazione è stata espressa da Stefano Cropanese, il quale assicura che, non appena riceverà notizie ufficiali dal Quirinale, scriverà nuovamente al Presidente Napolitano per porgere un ringraziamento per l’interesse dimostrato, a nome di quanti nutrono un amore culturale e spirituale verso il Ritiro. L’attenzione da parte di alcuni altissimi rappresentanti istituzionali verso il Ritiro è stato incisivo sin dal Settecento. Da quanto si legge nel libro pubblicato da Cropanese nel 2004, il Re di Napoli Carlo III di Borbone delle Due Sicilie autorizzò la dilatazione strutturale del Ritiro, non tenendo in considerazione il Decreto da lui stesso emanato col quale si vietavano nuove costruzioni di conventi; nell’Ottocento, sempre dalla Monarchia partenopea, il Ritiro venne dichiarato Collegio Reale di Scuola Secondaria; nella prima metà del Novecento, poi, sono intervenuti in suo favore personaggi del calibro di Benito Mussolini e del Cardinale Eugenio Pacelli (futuro Pio XII). L’ultimo Presidente della Repubblica, prima di Napolitano, a riconoscere l’importanza del Ritiro è stato Carlo Azeglio Ciampi il quale, nel 2004, nominò, motu proprio, il custode del Ritiro Umberto Esposito Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Quel riconoscimento ad Esposito, effettivamente, fu anche un riconoscimento delle potenzialità culturali che il Ritiro possiede ma che, purtroppo, non riesce ad esprimere per il bene della promozione culturale, a causa di quel disinteresse (soprattutto a livello locale sia ecclesiastico che politico) del quale è divenuto vittima dal secondo dopoguerra in avanti. Il fatto che il Quirinale sia “sceso in campo” lascia ben sperare in una rapida soluzione di questo problema culturale qual è la salvezza della Chiesa del Ritiro.




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