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Chiesa del ritiro a Mesoraca: nessuno si arrende
G. Pipita
IL CROTONESE DEL 15 FEBBRAIO 2008

Non ho nessuna intenzione di arrendermi dinnanzi alla questione del Ritiro. Lo aveva scritto Stefano Cropanese in uno dei suoi numerosi interventi pubblicati sul nostro giornale, circa la vicenda della splendida chiesa monumentale di Mesoraca e cos, effettivamente, si sta dimostrando. Dopo il Consiglio Comunale straordinario, svoltosi nello stesso Ritiro lo scorso 4 settembre, sembrava che, come lo stesso Cropanese aveva affermato, fosse iniziata una seria concertazione tra gli enti civili ed ecclesiastici. Invece, a quanto sembra, nulla stato ottenuto di concreto da quella seduta del Consiglio Municipale. Stefano Cropanese, per, sulla questione del Ritiro non demorde; infatti, specie nel periodo post natalizio ha tempestato di lettere vari enti e riviste nazionali. Fra tutti il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al quale Cropanese ha scritto una lettera lo scorso 9 gennaio. Questo il testo della missiva: Signor Presidente, ho seguito il Suo discorso augurale del 31 dicembre scorso e ho apprezzato, insieme a moltissimi italiani, il riferimento al patrimonio storico-artistico-culturale del nostro paese. Proprio per questo, desidero metterLa a conoscenza della gravissima situazione in cui versa la Chiesa monumentale del Ritiro in Mesoraca (Kr), considerata la testimonianza pi importante del Tardo Barocco in Calabria e tra le pi interessanti del Mezzogiorno. Il complesso monumentale del Ritiro rappresenta un punto di riferimento importantissimo per il patrimonio culturale ma anche sociale: stato, per oltre due secoli, un luogo di formazione per migliaia di giovani meridionali; venne elevato a Collegio Reale di Scuola Secondaria nellanno 1815; in moltissime occasioni, specie durante i conflitti bellici del secolo scorso, venne utilizzato come luogo di asilo dallo Stato. Molte sono le testimonianze artistiche che conserva, beni che testimoniano la pi raffinata maestranza meridionale del Settecento. Questo complesso monumentale , senza ombra di dubbio, lemblema del rinascimento culturale che la Calabria visse nel Settecento, durante il regno di Carlo III di Borbone delle Due Sicilie. Il problema che il Ritiro versa in condizioni strutturali, artistiche ed architettoniche molto gravi: non sono io ad affermarlo ma i vari uffici delle Sovrintendenze calabresi, nei verbali redatti durante i sopralluoghi. Mi sono rivolto a vari esponenti politici ma, a quanto sembra, linteresse verso questo vero gioiello darte assai poco! Nel mese di settembre 2007, dopo tanta insistenza, stata convocata una seduta pubblica dellAssemblea Municipale, nella stessa Chiesa, con un unico punto allordine del giorno: la Chiesa del Ritiro! A quel Consiglio Comunale, hanno partecipato vari rappresentanti politici ed ecclesiastici i quali hanno promesso di impegnarsi per la salvezza del monumento. Purtroppo, per, non si vede nulla, non si muove niente! Sarebbe una grave perdita per il patrimonio culturale se questo monumento, a causa del disinteresse da parte degli enti preposti, volgesse verso un declino irrimediabile. Onde evitare che ci accada, Le chiedo di voler prendere a cuore questo problema culturale assai serio che riguarda non solo la Calabria ma lItalia intera, essendo il Ritiro un monumento di interesse nazionale. In attesa di un Suo riscontro, sicuramente positivo, loccasione propizia per porgerLe il mio pi rispettoso saluto e la mia pi sincera gratitudine. Uno scritto simile stato inviato anche allArcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontifico Consiglio per la Cultura; alla Commissione Nazionale Italiana per lUNESCO; a Famiglia Cristiana che lha pubblicata nel N. 2 del 13 gennaio scorso con il titolo In pericolo un capolavoro dellet Barocca; al sito patrimoniosos.it che lha pubblicata nella rubrica interventi e recensioni. Effettivamente le preoccupazioni di Cropanese sono pi che realistiche visto che la stessa Sovrintendenza, nellultima relazione redatta, tra le varie cose ha scritto: A seguito dei movimenti tellurici costanti nella regione, il monumento ha subito importanti dissesti perlopi concentrati lungo gli assi principali del transetto e dellabside, in quanto qui si conforma la parte pi vulnerabile della struttura costituita da quattro possenti archi a tutto sesto, sorreggenti una grande cupola ottagonale. Le gravi fessurazioni scaturite da problemi endogeni ed esogeni impongono un pronto e decisivo intervento di consolidamento statico delle strutture essenziali e il restauro delle opere di finitura, per scongiurare la perdita del bene o di parte di esso. Stefano Cropanese, sulla questione del Ritiro, promette una battaglia senza mezzi termini ed convinto che, nel corso della prossima campagna elettorale per le imminenti amministrative, i politici locali, cos com stato fatto altre volte, sbandiereranno illegittimamente il nome del Ritiro durante i comizi.



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