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Sardegna - Un ruolo di primo piano per la Sardegna nella creazione dei distretti culturali
Vincenzo Santoni
La Nuova Sardegna 20/02/2008

Perfezionando quanto ho anticipato in altra sede (AA.VV., Umberto Cardia: La cultura e letica, 2006, a cura di E.Orr e N.Rudas), di certo, per le popolazioni parlanti il sardo - il popolo sardo - si dovr ribadire la sussistenza di una nazione senza Stato, nella pienezza del valore culturale immateriale. Ci connesso con le ragioni della specialit, fra cui assumono un distinto rilievo la diversit delle espressioni culturali (v. Convenzione Unesco, Parigi, Ottobre 2005) e la specialicit della lingua duso, sa limba, di cui alla Legge 482/1994, recante norme in materia di minoranze linguistiche. E forte il contenuto identitario, relazionato, sia con i beni culturali materiali, sia con i beni paesaggistici e con le attivit culturali, queste ultime ulteriormente accresciute di valore, ove finalizzate con la promozione dei medesimi beni culturali e con il paesaggio. Sul tema, ai primi di gennaio 2007, nella veste di Soprintendente ai beni archeologici, proposi al Ministero la modifica integrativa degli art. 134-136 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, al fine di introdurre in norma legislativa la tutela, la valorizzazione e da gestione dei parchi e dei distretti culturali immateriali del grande e vasto patrimonio nazionale della Repubblica. Lidea derivata dallanalisi di studio dei contesti archeologici, storico artistici, antropologici, linguistici e paesaggistici dellisola, sullo sfondo dei relativi ambiti geografici, paleontologici, naturalistici e morfologici. Di fatto, in una mirabile linea di successione eco-ambientale, parzialmente venuta meno con loccupazione aragonese e spagnola, gli eventi archeologici, storico artistici e di urbanistica minore dei piccoli paesi, insieme con i valori immateriali etnoantropologici, di ambito religioso e della comunicazione linguistica locale del mondo rurale, determinano linsorgenza di quadri coesi e condivisi di bacini culturali immateriali, vivacemente legati, come in simbiosi, con le attuali regioni storiche o con parti di esse. E esemplificativo il caso della Marmilla. Ora, questi bacini culturali attendono di essere riconosciuti, tutelati, valorizzati e gestiti nel quadro delle potenzialit del Codice Urbani. Quanto leggibile per la Sardegna, non si avr difficolt a riscontrarlo nella cultura immateriale delle tante piccole regioni storiche delle restanti Regioni, per cui la proposta di norma costitutiva di parchi e distretti culturali immateriali da ritenere ben estensibile a tutto il patrimonio nazionale immateriale della Repubblica. NellIsola da ribadire che il vero deposito culturale distintivo e peculiare dato da questa linea di continuit sociale assicurata dalle popolazioni dei diversi comparti geografici che, sulle orme delle organizzazioni antropiche cantonali prenuragiche e nuragiche, come una linfa vitale, hanno composto i successivi distretti culturali dellevo antico, da cui sono state ritagliate le partiture amministrative delle curatorie medioevali, e da ultimo, gradualmente, le attuali regioni storiche. Ununit cantonale ben definita dalla geografia, dalla preistoria e dalla storia, stata individuata nel bacino territoriale gravitante intorno al sito paleocristiano di Cornus, a sud del rio Mannu: dalla originaria unit cantonale nuragica, poi aperta al riuso di et punica, romana e altomedioevale, si prepararono la successiva curatoria medieovale del Montiferru e la diocesi di Bosa, cos pure, sul piano linguistico, il formarsi del logudorese comune centro-occidentale, con i gruppi del Marghine, della Planargia, oltre che del Montiferru stesso. Non diversamente, potremo ipotizzare sia intervenuto nel rapporto dei populi Sulcitani citati da Plinio, con il territorium della romana Sulci, e, poi, con lattuale futura regione Sulcis. E cos via di seguito, per le altre regioni storiche. Di certo la individuazione dei parchi e dei distretti culturali immateriali, si delinea come operazione sistemica, in rete interdisciplinare, di ambito archeologico, storico, economico, geografico, antropologico, storico-artistico, urbanistico e paesaggistico, linguistico e delle tradizioni popolari, e per il settore gestionale, di ambito giuridico e amministrativo. Il riconoscere nei distretti culturali delle attuali regioni storiche, e/o in parti di esse, il comporsi pluristratificato delle ragioni della identit culturale plurisecolare dellisola, si configura di certo come evento sociale antropologico di straordinario interesse sociale, anche idoneo a configurarsi come il valore identitario in s e per s, e perci a superare in positivo la teoria autoreferenziale improduttiva della costante resistenziale sarda di Giovanni Lilliu. Il valore culturale immateriale di questo gioiello di antropologia culturale, dal forte contenuto identitario di matrice anaurbana, rimane uno dei tanti lieviti delle diversit regionali, perci da riporre, come quello delle altre Regioni a statuto speciale e ordinario, nella disponibilit della sovranit della tutela dello Stato, perch tutti insieme, unitariamente, siano fattori di integrazione e di interazione fra i poteri istituzionali articolati e differenziati della Repubblica. Al riguardo, rimane condivisibile quanto dichiarato dal sottosegretario di Stato del Mibac, on. Daniela Mazzonis: la inseparabilit della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale (...) e quindi la necessit di una costante e leale collaborazione, nel rispetto del principio d sussidiariet, tra Stato, Regione ed Enti Locali. La Stato non pu cedere i compiti di tutela, ma pu e deve arrivare a una gestione partecipata, come avviene con varie modalit, e come pu avvenire di pi e meglio (Giornale dellArte, Febbraio 2007). Aggiungerei; fatta salva la condizione che la collaborazione leale integrata, sia intesa in termini di leale interazione attiva fra le Parti, e non sia invece gestita in termini unilaterali e autoritari, cos da produrre, sul fronte regionalistico, una sorta di statalismo formale rovesciato, non idoneo ad incrementare le risorse e le potenzialit di progresso della Repubblica.

* Gi Soprintendente per i beni archeologici delle province di Cagliari e Oristano e ad interim per le province di Sassari e Nuoro.



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