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PISTOIA. La citt snobba Gelli, flop dellarchivio
MERCOLED, 20 FEBBRAIO 2008, IL TIRRENO - Pistoia


A due anni dalla donazione contestata, meno di cento le visite



AllArchivio di Stato si sono rivolti solo alcuni giornalisti, saggisti e studiosi di storia contemporanea



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Licio Gelli e Pistoia rimangono emozionalmente distanti. Nonostante lex grande burattinaio dItalia sia vicino alla soglia dei 90 anni. E nonostante i documenti personali di rilevantissimo interesse storico e culturale regalati recentemente alla citt. Pistoia rimasta fredda di fronte alla donazione, come le gi successo pi di una volta in passato a proposito del capo della P2, considerato un po il concittadino scomodo. Linteresse per quellarchivio e la voglia di conoscerlo non sono mai sbocciati. In pochi, pochissimi pistoiesi, hanno bussato alla porta dellArchivio di Stato.
Eppure, sono passati due anni dalle polemiche, dai cori di protesta, dagli insulti, dai calci e dai pugni allauto che si allontanava dalluscita secondaria del palazzo de Vescovi. Sono trascorsi due anni da quell11 febbraio 2006, quando il pistoiese Licio Gelli si materializz a sorpresa per presenziare alla cerimonia di donazione e consegna dellarchivio personale al Ministero per i Beni e le Attivit Culturali e alla sua citt natale. Presente, in qualit di super esperta, anche la moglie di Massimo DAlema, larchivista Linda Giuva.
Da tempo, ormai, allArchivio di Stato di piazzetta delle Scuole Normali, il cospicuo patrimonio culturale che era dellex gran maestro stato sistemato in modo adeguato e fruibile in unala dello stabile. Vi si trovano documenti, carteggi, libri, oggetti relativi alle vicende personali, nonch allattivit professionale, politica e imprenditoriale, rassegne stampa, recensioni, pubblicazioni, dvd, fotografie di estrema originalit e valenza documentale. La vasta donazione propone incredibili documenti di grande rarit e valore, raccolti meticolosamente da un Gelli amante della storia e maniaco del collezionismo. Fin da ragazzo - disse lex venerabile, che oggi vicino alla soglia dei 90 anni - sono stato un bravo rigattiere. Con la misera paghetta dei genitori andavo per bancarelle a comprare tutto quello che mi sembrava avesse un valore storico. cos che sono stati raccolti, tra gli altri, autografi e documenti di Cavour, Napoleone, Robespierre, Manzoni, Cairoli, Pellico, Hitler, Mussolini, Toscanini, Puccini e Marconi. Oltre alle lettere di papi e regnanti e al piano di ricostituzione della loggia massonica P2, il cosiddetto piano di rinascita democratica.
Ma tutto questo interessa poco. O meglio, sta interessando poco. Nelle intenzioni dello stesso Gelli, questi documenti avrebbero potuto e dovuto attirare semplici curiosi, studiosi, storici, giornalisti, studenti ed estimatori di storia contemporanea. Ed invece, ammontano a poche decine le persone che si sono presentate allArchivio di Stato chiedendo di visionare qualcosa del fondo Gelli. Mi aspettavo - ammette il direttore Carlo Vivoli - un interesse indubbiamente maggiore, alla luce della cassa di risonanza mediatica di cui ha goduto due anni fa la cerimonia in palazzo de Vescovi. Potr sembrare strano, ma temevo il grande interesse previsto, perch il nostro Archivio dotato di una struttura un po debole, soprattutto sotto il profilo del personale. Tra le sedi di Pistoia e Pescia, infatti, siamo in tutto 14, mentre bisognerebbe essere almeno in 20.
Il clamore iniziale, quindi, svanito in poco tempo. Per il momento - spiega il dottor Vivoli - le persone che hanno chiesto di visionare la documentazione di Gelli sono sotto le cento unit. Pochissimi sono i pistoiesi. Per la maggior parte, si tratta di giornalisti, saggisti e studiosi di storia contemporanea venuti appositamente a Pistoia da altre zone della Toscana e dItalia. Tra questi, figurano gli autori degli ultimi tre libri su Gelli usciti nel giro degli ultimi due anni: Sandro Neri (Parola di Venerabile), Mario Guarino (Gli anni del disonore) e Lucia Leonessi (Il potere invisibile, uscito proprio nei giorni scorsi). Numerose le visite illustri per il momento solamente annunciate. Come quelle dei senatori a vita Giulio Andreotti e Francesco Cossiga, le cui curiosit e volont di vedere da vicino qualche documento dellarchivio Gelli sono state manifestate dai loro entourage al direttore generale degli Archivi di Stato di Roma. E poi si stanno muovendo i francesi. Si sono messi in contatto con noi - prosegue Vivoli - quelli della fondazione Napoleone di Parigi. Sono interessati a venire a Pistoia per visionare alcuni documenti.
Il puzzo di flop delloperazione non scoraggia assolutamente Licio Gelli. Che sta continuando a conferire altro materiale allArchivio di Stato. In alcuni casi di persona. Senza contestazioni e senza il bisogno della scorta.
Cristiano Marcacci



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