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FIRENZE La tramvia bocciata? Il sindaco se ne frega
Dsire Ragazzi
Secolo dItalia, 19 febbraio 2008

Firenze dice no alla nuova tramvia? Chissenefrega, il progetto va avanti lo stesso. E cos mentre a Torino la sinistra e gli pseudoambientalisti continuano ad opporsi alla Tav aderendo alla campagna d'acquisto dei terreni interessati dalla ferrovia all'alta velocit, un po' pi gi fanno a gara per far passare nel cuore di Firenze, a due passi dal campanile di Giotto e dalla cupola del Brunelleschi, un eurostar di trentadue metri camuffato da tram. Incongruenze e scelte folli di una sinistra a corto di idee. Ma nella vicenda fiorentina c' anche un altro dato che va registrato: il Pd nel suo primo confronto, sia pur locale, con i cittadini incassa una sonora bocciatura. Il 53 per cento dei votanti ha detto no al referendum sul progetto di una nuova tramvia. Sulla linea due si dichiarato contrario il 53,84 per cento dei fiorentini mentre ha votato a favore il 46,16 per cento. Sulla linea tre, che collega Careggi a viale Europa, ha votato contro il 51,87 per cento e a favore il 48,13 per cento degli aventi diritto. L'affluenza alle urne, nei 234 seggi allestiti, stata del 39,36 per cento, pari a 124.239 elettori su 315.641 aventi diritto.
Il referendum aveva mero valore consultivo e, secondo quanto prevede lo statuto del Comune, solo con un'affluenza alle urne superiore al 50 per cento la giunta sarebbe stata obbligata a convocare una seduta consiliare. Malgrado ci ci si aspettava un minimo di riflessione sul tema, e perch no, anche un passo indietro. E invece restano fermi sulle loro decisioni e minimizzano definendo i risultati del referendum pura propaganda. Come fa il sindaco Lenardo Domenici, secondo il quale non sussistono i presupposti per una revoca degli atti amministrativi.
Nessuna amministrazione, il ragionamento del sindaco, sulla base dei principi della democrazia, pu pensare d revocare degli atti perch il 20 per cento dei cittadini si espresso contro. In un incontro con i giornalisti, Domenici ha confermato il passaggio del tracciato della tramvia vicino al Battistero, ma poi si detto disponibile ad aprire un tavolo sulla mobilit. Dicono no alla modifica anche gli ambientalisti del Pd come Ermete Realacci: I risultati non mettono in discussione la tramvia, ma sull'opera non si pu ignorare l'opinione dei cittadini. L'unico a fare autocritica, sempre nel Pd, Erasmo D'Angelis, presidente della commissione Ambiente e territorio del consiglio regionale della Toscana, che affonda senza esitazione la lama sulla ferit: inutile girarci intorno, questa una sconfitta inattesa, che brucia e molto.
Ma la vicenda tutt'altro che chiusa e da Firenze rimbalza subito a Roma diventando un caso nazionale. Vittorio Sgarbi, schierato tra gli oppositori al progetto, parla di una vittoria forte del buon senso rispetto alla cattiva amministrazione, un risultato di cui credo non si possa non tener conto: d'altra parte se non ne tiene conto il consiglio comunale ne dovr tenere conto il prossimo governo. Per Sgarbi Firenze un problema nazionale e sovranazioale, e il sindaco va di fatto commissariato per ci che riguarda la dimensione monumentale e storica: non si pu immaginare che una citt storica cos importante sia minacciata da una serie di ipotesi vagamente moderniste.
Critico anche Riccardo Migliori, parlamentare di An: La banalit con la quale la sinistra sottovaluta il giudizio di oltre centomila fiorentini alla stregua di un ininfluente sondaggio misura l'incolmabile lontananza tra Palazzo Vecchio e i cittadini. Firenze ha messo in minoranza Domenici e la sua giunta comunale -sottolinea - Chi non ha votato, si appresta alle. prossime politiche e comunali a manifestare uguale giudizio critico nei confronti dell'arroganza di chi intende governare non ascoltando la citt. Da Roma Fabio Rampelli, primo firmatario di un'interrogazione al ministro Francesco Rutelli sulla tramvia di Firenze, attacca Realacci: Destano stupore le sue dichiarazioni. Il campione alla Camera della tutela dei centri storici, sconfessa un impegno decennale imbracciando il piccone per distruggere il cuore di Firenze. Questo dimostra un vizio atavico della sinistra in tutte le sue evoluzioni partitiche.
Anche dall'opposizione di Palazzo Vecchio arrivano critiche al vetriolo. Il sindaco -osserva Giovanni Donzelli, consigliere comunale di An - ha annunciato in aula la volont di aprire una attivit di concertazione sulla mobilit, ma anche di proseguire con le linee due e tre della tramvia poich il referendum per lui non ha valore. Se Domenici vuole aprire un tavolo di responsabilit per risolvere i problemi della mobilit a Firenze deve prima di tutto ascoltare i cittadini che si sono espressi con il referendum. La situazione per il Pd davvero imbarazzante. Cerca di metterci una pezza l'alleato Antonio Di Pietro: II Comune di Firenze dovrebbe prendere atto del risultato del referendum sulla tranvia e comportarsi conformemente. Visto che si tratta di un'opera che interessala citt stato giusto rimettere ai cittadini la discussione. Un referendum o non lo si fa, o se lo si fa ci si comporta di conseguenza. Un modo come un altro per invitare l'amministrazione fiorentina a chiudere il caso senza troppe polemiche. La partita che si gioca a livello nazionale per il Pd e i suoi alleati troppo importante per rischiare di essere messa in crisi da un progetto contestato non solo dal centrodestra, ma anche da esponenti della cultura e dello spettacolo. E soprattutto bocciato dai cittadini.



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