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ROMA - Troppi da Michelangelo
Antonio Paolucci
Il Sole 24 Ore 17/02/2008

Una voltasi andava nei Musei Vaticani per l`Apollo detto del Belvedere e per il Laocoonte, per le sculture classiche del Pio Clementino e per il Raffaello delle Stanze e delle Logge. Oggi ci si va praticamente soltanto per il Michelangelo della Sistina. lui l`attrazione fatale, l`irresistibile magnete che orienta e
governa tutti i percorsi.
I visitatori dei Musei Vaticani sono stati quattro milioni e trecentomila nel 2007. Grazie all`apertura pomeridiana andata a regime dal gennaio scorso, al termine di quest`anno saranno 5 milioni.
Ebbene di questi almeno il 60% bypassa le Stanze di Raffaello, laCappella Niccolina dell`Angelico, il Pio Clementino, la Pinacoteca con i Caravaggio, i Guido Reni, i Poussin e i Guercino
pi belli del mondo, per arrivare in linea retta e nel tempo pi breve agli agognati celeberrimi affreschi di Michelangelo.
Partendo dalla Scala Simonetti attraverso la Galleria dei Candelabri, la Galleria degli Arazzi, la Galleria delle Carte Geografiche, si arriva alla Sistina e dalla Sistina si esce senza neppure toccare gli Appartamenti Borgia e il reparto dell`arte contemporanea. Questo il percorso tipo scelto dalla maggioranza dei visitatori. Durata media un`ora e venti minuti. Ci sar
ancora tempo per visitare la Basilica di San Pietro, il Colosseo e i Fori, per sostare in Piazza di Spagna e in Piazza Navona e per essere, la mattina dopo, all`Accademia di Firenze. Cos il turista americano o giapponese potr dire di aver visto il meglio di Michelangelo pittore (la Sistina) e di Michelangelo scultore (il David).
Non mia intenzione criticare i tempi e i modi del turismo culturale di massa che resta comunque un fenomeno imponente e positivo di libert e di emancipazione. Nessuno rimpiange i tempi (ed era ieri) quando gli uomini non uscivano dall`ombra del campanile e se andavano all`estero ci andavano come migranti o come soldati. Meglio, molto meglio, la democrazia dei consumi,
anche culturali, tipica del nostro tempo con gli inclusive tour di dieci giorni attraverso le capitali d`Europa.
Quello che mi interessa il dato, per cos dire, antropologico. Il pubblico dei Musei Vaticani, anche per la sua internazionalit, rappresenta il gusto moderno, la sensibilit degli uomini e delle donne dei nostri giorni.
E allora come si spiega l`emersione prepotente esclusiva di Michelangelo e la contestuale eclisse di Raffaello, il pittore in assoluto pi grande del passato millennio?
Io credo che ci dipenda dal fatto che Raffaello rappresenta l`ordine, la calma, la "facilit" intesa come supremo raggiungimento dello stile. Lo aveva capito benissimo Ingres quando scrive: ... in Raffaello la creazione sembra facile e, come nelle opere di Dio, in lui tutto appare come un moto della volont. Di fronte alla Scuola di Atene o alla Disputa del Sacramento si ha l`impressione che quelle immagini sublimi esistano semplicemente perch Raffaello le ha volute,
che non ci sia fatica, studio, elaborazione concettuale dietro di loro. Si ha l`impressione che siano "facili", come sono facili le nuvole, gli alberi, le montagne, le cose uscite senza sforzo dalla mente d Dio. Ma gli uomini e le donne dei nostri giorni vivono in un universo sociale e culturale che il contrario
dell`ordine, della calma, della facilit. La Modernit dramma, contraddizione, tensione e Michelangelo in qualche modo la prefigura e la significa.
Io sono talmente entusiasta di Michelangelo che neppure la natura mi soddisfa pi dopo di lui, non potendola vedere con occhi grandi come i suoi. Cos Goethe nel suo Viaggio in Italia. E Stendhal in Passeggiate romane aggiunge: Il solo sentimento che la divinit pu ispirare ai deboli mortali il terrore
e Michelangelo sembra nato apposta per imprimere questo spavento nelle anime col marmo e coi colori....
In queste due citazioni c` gi in nuce lo spirito che ai nostri giorni allunga code infinite all`ingresso dei Musei Vaticani
e dell`Accademia di Firenze. Michelangelo dismisura (Goethe) ed terrore (Stendhal), drammaticit ed eccezionalit. La sua arte, dir Woelfflin, come ... un violento torrente montano portatore di felicit e al tempo stesso di devastazione. Anche la vicenda biografica (cos abitualmente curata e divulgata da Giorgio Vasari) sembra fatta apposta per affascinare i contemporanei. L`artista polemico e antagonista, individualista e solitario, religiosit tormentata e omosessualit sublimata, avvertito come uomo del nostro tempo. Per i visitatori della Sistina egli il protagonista di Tormento ed estasi, titolo di un libro e poi di un film che ha avuto vasta fortuna.



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