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COMO - Che tesoro di lago: lo salvi l'Unesco
Sara Bracchetti
17 febbraio 2008, LA PROVINCIA DI COMO



PPer "costruire il lago" non bastano i mattoni. Lo ribadisce il tema di un convegno che prende a prestito il verbo pi frequentato nell'edilizia per scongiurare invece il prolificare di grigio nel verde: edifici malamente incastonati fra la bellezza naturale di un lago che nell'ultimo decennio qualcuno, pochi, si prodigato invano di difendere. Difficile dire oggi quale sia la "ferita" pi grave. Di stilare una classifica di demerito si rifiut perfino il soprintendente Alberto Artioli, quando l'estate scorsa il giornale cominciava la sua rassegna di stonature e lui subito si chiamava fuori, attribuendo la responsabilit dei danni a una malaugurata legge del 1997. "Costruire il lago" vuol dire anche, e anzitutto, unire esperienza e competenze, confrontare interpretazioni e punti di vista, decidere con pi ampia consapevolezza "quale futuro per il paesaggio del Lario". La tavola rotonda di ieri non poteva pretendere certo di risolvere in una giornata, pur ricca di interventi e dibattiti, una situazione aggravatasi gradualmente e irrimediabilmente, fra impotenza e distrazione. La devastazione nel parco di villa Roccabruna a Blevio, secondo agli interessi della gestione di un hotel lussuoso, la progressiva distruzione dei pendii di Menaggio, sacrificati a complessi residenziali che non smettono di sorgere dove ancora sia rimasto spazio, sono ormai realt permanenti: non le canceller il senno del poi n le voci di protesta. Eppure, oggi, l'impressione che il lago sia un po' meno ferito. Che qualcosa sia cambiato, o sia sul punto. Ne sono testimoni quanti hanno partecipato al lungo dibattito sulle ferite paesaggistiche: sindaci, architetti, ambientalisti, ma anche tanta gente comune, sensibile all'estetica del Lario e al suo destino. Dacch i cittadini hanno realizzato che il paesaggio un patrimonio collettivo, e non un assemblaggio di pertinenze private su cui i proprietari hanno diritto esclusivo, si sono organizzati in comitati civici, per tentare di salvaguardarlo laddove le istituzioni latitino. Mentre nasce un'associazione intercomunale, che si appresta a preservare dagli scempi gli ulivi del Centro Lago, un'altra gi consolidata dalle battaglie si arma per la prossima, in disaccordo con il solito comune di Blevio che vuole una piscina al posto della spiaggia. L'amministrazione sembra intenzionata a ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar, che a novembre ha bocciato il progetto: un intervento che, nessuno ne fa mistero, rimpinguerebbe le casse comunali. Lo sa bene un altro sindaco del Lario, Mauro Guerra, quando invoca vincoli e gratificazioni per aiutare i meno forti a resistere alla lusinga del denaro, cos che i Comuni virtuosi non siano penalizzati dalla rinuncia al cemento e ai suoi introiti. Nell'attesa, non rimane che confidare in Italia Nostra, al lavoro affinch le rive del lago siano riconosciute patrimonio mondiale dell'Unesco, come la Costiera Amalfitana e le Cinque Terre, le Isole Eolie e le iscrizioni rupestri della Valcamonica. E sugli uffici della Soprintendenza e della Provincia: meno soggette alle pressioni che un piccolo ente locale faticherebbe a sostenere, capita ancora che oppongano dei no a qualche redditizia ambizione di troppo.






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