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Parma - La spada di Damocle sull'Ospedale Vecchio
Pierluigi Dallapina
L'Informazione di Parma, 12 febbraio 2008

Affossare i sogni di gloria del Comune o dare il via libera al restauro di uno dei monumenti pi importanti di Parma? La sorte dell'Ospedale Vecchio nelle mani del Consiglio di Stato, che fra poche ore sar chiamato a pronunciare l'ardua sentenza. Sotto i portici di via D'Azeglio spunteranno negozi e in vicolo Santa Maria verr costruito un albergo, oppure a nessuno verr dato il permesso di spostare la bench minima pietra n tanto meno di abbattere qualche muro? Dopo anni di battaglie in tribunale, in consiglio comunale, sui giornali e in piazza non escluso che sull'Ospedale Vecchio si sia cercato di cambiare tutto, ma che alla fine tutto rimanga com'. L'unica cosa certa che la Cittadella della carta, sognata da Ubaldi e difesa daVignali, resta ancora un'idea ferma in un cassetto, perch ci ha pensato il Tar a mettere il freno al progetto. Nella vicenda giudiziaria, per spunta un altro protagonista: l'avvocato Arrigo Allegri, che cre dal nulla l'associazione culturale Monumenta, e con la quale si battuto a suon di carte bollate per arrestare le mire "rinascimentali" dell'amministrazione Ubaldi prima e di quella Vignali ora.
Un'idea "rivoluzionaria"
II primo capitolo sull'Ospedale vecchio stato scritto nel giugno 2003 in consiglio comunale, quando stata votata la variante al Poc (Piano operativo comunale) del centro storico che avrebbe dovuto spianare la strada (i fatti dimostreranno il contrario) al restauro dell'edifico. Sempre a giugno stato pubblicato il bando per il project financing, che si tratta di un modo scelto dal Comune per intervenire sull'edificio. In pratica l'amministrazione, non avendo tutti i soldi per il cantiere, si avvale del contributo economico dei privati, che fanno i lavori ma in cambio vogliono una fetta dell'edificio (poco meno della met) per realizzare negozi (sotto i portici),un albergo e un ristorante nell'ala dell'edificio in vicolo Santa Maria. Circa un anno dopo, il 6 maggio 2005,la giunta diede il via libera alla commissione tecnica incaricata di giudicare il migliore progetto .Vinse l'associazione temporanea di impresa Pizzarotti-Foglia, che batt l'offerta della Bonatti e della Cooperativa Cattolica. E qui iniziarono i problemi per il Comune.
La battaglia in tribunale
L'ultimo stop, che potr essere sbloccato soltanto dalla tanto attesa decisione del Consiglio di Stato,lo ha dato il Tar lo scorso 4 dicembre. Il tribunale amministrativo riconosceva all'associazione Monumenta la facolt di"battagliare"sull'OspedaleVecchio.Pi tranciante il giudizio sull'intervento del Comune in collaborazione con la Pizzarotti. Per gli istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica - si leggeva nella sentenza - non consentita l'attribuzione in uso a terzi soggetti per lo svolgimento di attivit che abbiano il solo limite in negativo della non compromissione del bene .Anche le altre sentenze del Tar, sia quella de 7 giugno 2005, che quella del 3 aprile 2007, sono unite da un filo rosso: essere a favore della sospensione dei lavori in quanto il project financing, lalbergo, i negozi e il ristorante non sarebbero consentiti nel caso dell'Ospedale Vecchio. Infatti la prevista stabile destinazione di una considerevole parte del complesso monumentale ad usi privati - sosteneva la sentenza di aprile - appaiono del tutto estranee alla storia del monumento. Puntualmente il Consiglio di Stato interveniva a ribaltare le sentenze del Tar, e chiss se anche questa volta si ripeter la rivoluzione.
L'intervento del ministero
Avevano voluto visitare l'Ospedale Vecchio di persona, e dopo la gita in citt (nel marzo 2005) i membri del comitato tecnico di settore del ministero per i Beni culturali avevano scritto una relazione a dir poco spinosa per il Comune. Dopo aver bocciato il project financing.i tecnici del ministero avevano imposto all'amministrazione di predisporre un'analisi storico artistica prima di effettuare ogni lavoro. L'incarico fu affidato al professore Carlo Arturo Quintavalle, e nello stesso periodo, per superare i numerosi ostacoli, II Comune decise consegnare nelle mani dell'architetto Guido Canali (premio Sant'Dario 2008) la supervisione del progetto di restauro.
Dal Rinascimento alle boutique
E' stato costruito nel rinascimento e pensato come ospedale,ma dopo secoli di storia stato anche rifugio per gli sfollati della seconda guerra mondiale. Ora, secondo i piani del Comune. l'Ospedale Vecchio si prepara a spogliarsi della sua veste popolare per fare da vetrina a tutto l'Oltre torrente. E boutique di lusso dovrebbero trovare spazio anche sotto i portici di via D'Azeglio facendo drizzare i capelli ai critici del progetto. La sottocrociera verr usata come collegamento pedonale tra via Kennedy e il parco Ducale.Il primo piano verr dedicato per la maggior parte alle funzioni private : ci sar un hotel a tre stelle nel corpo nord-ovest con accesso da vicolo Santa Maria attraverso il cortile interno Al suo fianco sorger una struttura ricettiva di diversa concezione: mini-alloggi pieconomici, gestiti come alberghi ma che offrono agli ospiti anche la possibilit di una gestione autonoma. E' prevista una sala conferenze all'interno del chiostro nord-ovest per ospitare eventi culturali della biblioteca, all'interno della grande crociera. Questo a grandi linee il progetto presentato nel febbraio 2007 dall'ex assessore ai Lavori pubblici Roberto lisi. Ma al cantiere puntualmente il Tar aveva detto stop.
Lo "sfratto" dell'Archivio
Salva solo la documentazione prima dell'unit d'Italia. D resto verr trasferito nei magazzini comunali in via La Spezia vicino alla Villetta. Cos stato deciso il 28 settembre 2006 durante la riunione della Direzione generale archivi del ministero dei Beni culturali, per quanto riguarda l'Archivio di Stato. La sede presso l'Ospedale Vecchio sar concessa in uso all'amministrazione archivistica in comodato d'uso gratuito per almeno 30 anni dal Comune. E cos l'idea di portare la documentazione in via Padre Onorio, dentro la chiesa di San Luca degli Eremitani definitivamente naufragata.





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