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Politiche per la qualit di architetture e paesaggi. Intervista al vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli
Carlo Olmo
Il Giornale ARCHITETTURA, 12 febbraio 2008

ROMA. Nel momento in cui andiamo in stampa ancora non sappiamo quale sar il dopo-Prodi. L'incontro, venerd n gennaio, di Umberto Allemandi e Carlo Olmo con l'onorevole Francesco Rutelli sull'operato del ministero per i Beni e le Attivit culturali da lui retto si focalizzato sui progetti in corso. Un'altra parte dell'intervista, riportata questo stesso mese su II Giornale dell'Arte, traccia un bilancio della sua azione in un anno e mezzo.

Olmo: Nella scorsa legislatura stata portata avanti una proposta di legge sulla qualit dell'architettura, in questa legislatura stata presentata una nuova proposta, a firma dell'onorevole Luigi Zanda, pi centrata sulla difesa del diritto d'autore del progettista: qual la sua opinione su questo tema?
Rutelli: Dovreste tener conto di due cose. Il ministero naturalmente non pu agire con propri disegni di legge su tutto: saggio che su alcune materie intervenga il parlamento, secondo una propria motivazione autonoma. Altra considerazione: talmente bassa, purtroppo, la produttivit legislativa del parlamento che noi abbiamo usato moltissimo la legge finanziaria, perch l'unica che ha un approdo ceno. Quindi vi abbiamo inserito le nuove assunzioni di funzionari e assistenti museali, per quanto riguarda l'editoria il Centro per il libro e tutte le norme, molto innovative, del tax credit per il cinema, o la riforma della legge Ronchey sui servizi per il pubblico. Leggi comunque ne abbiamo proposte e ne cito due: quella sulle sanzioni in materia di patrimonio, furti d'arte, vandalismo e guasti al paesaggio, che andata molto a rilento; pi quella sulla riforma della vecchia censura cinematografica, dove ci siamo mossi sul modello inglese, cio responsabilizzare molto i produttori, innalzare il livello di tutela nei confronti dei bambini e uscire dalla vecchia dinamica della censura degli anni cinquanta. Per citare altre due riforme, d'iniziativa parlamentare, ricordo quella sulla qualit dell'architettura, appunto, e la proposta di legge sull'arte contemporanea. Penso che la legge sull'architettura, che Zanda mi ha illustrato e che reputo una buona proposta seppur aperta a integrazioni, dovrebbe essere approvata: credo si tratti di una normativa ormai matura.

Olmo: Il problema interno alla legge, qualsiasi essa sia. La proposta Zanda guarda alla qualit con gli occhi dell'architetto, la proposta Urbani era pi co' struita su una visione Nellinteresse pubblico per la qualit.
Rutelli: La Versione che ho visto molto attenta alla definizione degli obiettivi pubblici per quanto riguarda la qualit dellarchitettura. Se non fosse sufficiente, si interverr.
Ma mi pare che la sua caratteristica principale sia di mettere al centro la progettazione, recuperandone la funzione: costruire conseguenza del progettare. Io, tra laltro, ho ritenuto necessario introdurre nel Codice del paesaggio una previsione per cui interesse dello Stato anche la qualit delle trasformazioni. Gli interventi sulla parte del territorio nazionale che non prevede vincoli, intatti, debbono realizzare nuovi valori paesaggistici rispondenti a criteri di qualit sostenibili. Sappiamo che c un importante dibattito sulla definizione giusta di paesaggio, se quella della Corte costituzionale o quella della Convenzione sul paesaggio. La prima volta maggiormente alla difesa del territorio vincolato, mentre la seconda pi propensa a incentivare la qualit delle trasformazioni. Occorre trovare una sintesi. Il Codice del Paesaggio si occupa della parte del territorio su cui insistono dei vincoli, ma la collaborazione fra Regioni, Comuni e Stato non pu riguardare solo i valori paesaggistici.
Il paesaggio la storia culturale e civile del territorio italiano per come si venuto configurando attraverso lintervento delluomo. Un obiettivo fondamentale delle autorit pubbliche, dello Stato, ma anche delle regioni per la parte di programmazione e degli enti locali per la parte di pianificazione urbanistica, il miglioramento del territorio , attraverso trasformazioni architettoniche, infrastrutturali ed estetiche. Le attivit di tutela, il rispetto dei vincoli su cui il ministero esercita la sua funzione primaria, ribadita con forza da una recente sentenza della Corte costituzionale, devono essere espletati oggi con pi severit, alzando, se posso riassumere cos, lasticella della strasformazione, rispetto allincombente disastro di villettopoli..
Quello italiano, come sappiamo, uno dei territori pi densi, pi modificati e pi antropizzati del mondo. Dal secondo dopo guerra a oggi la sua trosformazione stata imponente: con la costruzione, nelle aree urbane, di nuovi quartieri troppo spesso di scarsa qualit , adizioni edilizie ai centri storici quasi sempre inadeguate e, sopratutto, una scarsissima progettazione paesaggistica, specialmente in rapporto alla infrastrutture. Negli anni che stiamo vivendo c qualcosa di nuovo ed estremamente allarmante: la crescita dirompente dei valori immobiliari, lestrema fragilit della pianificazione urbanistica, al confusione di poteri che ancora caratterizza questo delicatissimo settore e la scarsa qualit media delle realizzazioni. E adesso abbiamo uno strettissimo margine per cercare di fermare la proliferazione di villettopoli, per evitare unulteriore, irreparabile alluvione di ediliza dozinale dalle Alpi alla Sicilia.
Abbiamo predisposto una serie dimportanti misure legislative, di nuovi controlli, dindirizzi e regole pi severi, nonch forme dintervento diretto (tra le quali sono comprese demolizioni esemplari). Abbiamo bisogno che in questa battaglia il ministero della Cultura sia appoggiato, oltre che dalle preziose associazioni che difendono il patrimonio, da una parte sempre pi ampia di cittadinanza.
Le scelte di questi anni daranno forma al volto civile dellItalia che elasceremo alle future generazioni.

Olmo: Proprio il paesaggio consolidato , forse, loggetto su cui pi difficile esercitare una nuova qualit diffusa: lItalia de capannoni insdutriali e dei centri commerciali, delle strade che escono dalle citt e che consumano territorio, energia, ambiente.
Rutelli: Lamministrazione pubblica esercita un potere di vincolo solo in determinate aree, quelle in cui esiste una dimensione, storica, artistica e monumentale e nel paesaggio extraurbano. Per quanto rigurda larchitettuta, sincermanete vorrei stimolare il protagonismo del parlamento. Adesso, secondo me, il problema pi grnade relativo a come internalizzare la qualit progetturale nei processi di costruzione, di trasformazione del territorio e di costruzione dinfrastrutture e architetture, Ed il problema che abbiamo affrontato con listituzione del Consiglio del design, immaginato come luogo di dialogo tra le imprese e qual mondo dei servizi che ormai il desing, che non pi quello dellestetica applicata alle funzioni ma una realt complessa di servizi intergrati tra loro. Il problema che la qualit della progettazione nei servizi scadente: il Consiglio del design sta coordinando un gruppo che avanzer delle proposte al governo su come inseire nelle procedure di gara, negli appalti e in generale nella committenza pubblica lelemento di qualit senza che questo sia vissuto come un aggravio dei tempi e un appesantimento delle procedure.

Olmo: In seguito alle nuove nomiene ministeriali, si aperta, anche sulla stampa quotidiana, una questione Pio Baldi. Qual la situazione?
Rutelli: Non rimango mai sorpreso dalle polemiche in un paese nel quale esse sono, nel senso buono, il sale della discussione critica e, nel senso negativo, lanima di una mentalit un po troppo frammentaria con la quale ci misuriamo. Baldi era il direttore generale della DARC. (Direzione Generale per l'Architettura e l'Arte contemporanee ora Direzione Generale per la Qualit e Tutela del Paesaggio e per l'Architettura e l'Arte contemporanee, n.d.r.) da pi tempo: se avessimo prorogato il suo incarico, sarebbe rimasto nella stessa posizione per dieci anni, e nessuno dei dirigenti centrali al ministero si trova in questa condizione. La mia opinione : mentre i soprintendenti promossi portano con s anche una sapienza relativa al territorio e alle competenze di cui sono espressione, questo non pu e non deve accadere per i dirigenti centrali del ministero, che devono avvicendarsi. Non si pu avere per dieci anni lo stesso funzionario sta' tale che si occupa dei musei, dei prestiti delle opere d'arte, della collaborazione con i musei internazionali. Siccome il ministro fa le nomine per tre anni, io mi sono curato che ci fosse, per i dirigenti di ruolo, un criterio inoppugnabile e uguale per tutti: che nessuno rimanesse per pi di sei anni, ossia due mandati. A Baldi ho affidato un incarico per quattro progetti di rilevante importanza: la costituzione del soggetto giuridico, probabilmente una Fondazione, che gestir il MAXXI di cui stato l'artefice, la Grande Brera a Milano e l'Arsenale di Venezia come centro pulsante per la Biennale. Gli ho poi attribuito un altro incarico centrale: nella Finanziaria c' una norma, chiamiamola Visco-Rutelli, per la valorizzazione dei grandi compendi urbani. Certo, anche sulle nomine si possono fare errori: su 29 nomine effettuate, non detto che tutte siano perfette.

Olmo: Quali sono gli interventi previsti per il 2011, in occasione del 150 anniversario dell'Unit d'Italia?
Rutelli: Invece di fare illusone grandi opere per la cui realizzazione non c' tempo, o una congerie d'interventi a pioggia di natura assistenziale, clientelare e dispersiva, la mia proposta, accolta da governo e parlamento, ha puntato su 15-20 interventi significativi, di taglio medio ma importanti. A livello di procedure, queste opere sono realizzabili solo con appalti integrati, nei cui bandi ho inserito riferimenti molto alti dal punto di vista della qualit progettuale e tecnologica e dell'esperienza nella gestione del cantiere, rispetto al ribasso dell'offerta economica. Lunico caso in cui un'opera per il 2011 basata su un concorso quello del Palazzo del Cinema di Venezia. Il concorso stato bandito dalla Biennale e noi, in quanto Stato, abbiamo acquisito il progetto vincitore dello studio genovese 5 + 1 AA e abbiamo finaliziato le risorse, d'intesa con enti locali e Regione. Tutti gli altri progetti sono attuati con appalti integrati. Per il 2011 sono previste importanti realizzazioni a Torino, il Museo della Fotografia a Milano, il nuovo auditonum a Firenze, l'ampliamento dell'aeroporto Sant'Egidio di Perugia, progettato da Gae Aulenti. Sul Centro per la Scienza di Roma, il mio sogno un piccolo museo (il primo edificio sar di circa 5.000 metri quadri) dedicato al futuro delle citt o, meglio, alle citt del futuro: una sorta di laboratorio dell'esperienza, della trasformazione contemporanea, dei materiali, delle tecnologie, ma anche dei servizi per le persone e, ovviamente, dell'architettura.
Mi sto battendo per una parte veramente rilevante del lavoro che ho fatto e di cui vado orgoglioso, partendo dall'esperienza, tra dolori e gioie, fatta come sindaco: le infrastrutture culturali che rappresentino la trasformazione delle nostre citt. Tra i progetti che ritengo indispensabile portare a termine, la riapertura del Teatro Petruzzelli di Bari, incendiato e chiuso da 16 anni, la conclusione del MAXXI, che era a un punto morto, la trasformazione del Palazzo Lina di Milano nella Cittadella della cultura, il nuovo Palazzo del Cinema e dei Congressi di Venezia, gli auditorium di Firenze e di Perugia. Sono inoltre in corso cantieri di grandi musei: dagli Uffizi a Firenze all'Accademia a Venezia, fino a quello in via di definizione per il nuovo Museo Egizio di Torino. Cantieri in corso senza impedire l'accesso al pubblico, e resi complessi da questioni connesse alla climatizzazione, alla messa in sicurezza e all'adeguamento alle norme della 626. Sono intervenuto affinch la Fortezza da Basso, che il luogo delle mostre e delle fiere di Firenze, possa essere affidata a quelli che la gestiscono. Poi ci sono una decina di progetti di trasformazione urbana da varare nel corso del 2008 con l'intervento privato, tesi alla valorizzazione di parti di citt in accordo con i cittadini.



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