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Sardegna - Caso Tuvixeddu, la Procura apre uninchiesta
Mauro Lissia
La Nuova Sardegna 12/02/2008

CAGLIARI. Dopo la sentenza-choc del Tar, sul caso Tuvixeddu la parola passa alla Procura della Repubblica: i due esposti presentati dallavvocato Agostinangelo Marras su incarico dellIniziative Coimpresa sono stati assegnati al sostituto procuratore Daniele Caria, che ha iscritto il fascicolo al modello 45 notizie non costituenti reato. Lesame degli atti comincer in queste ore e nel pomeriggio di venerd scorso Coimpresa ha trasmesso al pm la decisione dei giudici amministrativi, che riguarda gran parte degli aspetti adesso allattenzione del magistrato penale. Non abbiamo ipotizzato alcun reato - ha spiegato Marras - ma ci siamo limitati a offrire alla valutazione della Procura tutti gli atti compiuti dallamministrazione regionale in questa vicenda, perch si accerti se oltre alle questioni di carattere amministrativo sulle quali si espresso la scorsa settimana il Tar possano essere rilevati anche profili penali. Se il Tar ha dato ragione su tutta la linea ai ricorrenti - il comune di Cagliari, Iniziative Coimpresa e la ditta Cocco costruzioni - con una sentenza contro la quale Renato Soru ha annunciato di volersi appellare al Consiglio di Stato, il pm Caria potr partire dalle valutazioni dei giudici amministrativi per approfondire i tre punti sui quali il collegio ha pesantemente censurato loperato della Regione. Il primo riguarda la nomina dei quattro membri esterni e lintera procedura di costituzione della commissione per il paesaggio destinata a proporre alla giunta il notevole interesse pubblico dei colli cagliaritani: per il Tar doveva essere nominata con una legge, perch era stata una legge regionale a istituire le commissioni provinciali in attivit prima del Codice Urbani. Una commissione costituita in base a una norma votata dal consiglio regionale - secondo il Tar - non pu essere rimpiazzata da un organismo messo insieme sulla base di criteri imprecisati. Qui poi gli interrogativi si sommano, perch a far parte del quartetto di membri esterni era stata chiamata Maria Antonietta Mongiu: ed stata lei stessa a proporre in commissione e poi ad approvare come componente della giunta regionale la proposta di bloccare Tuvixeddu, la sola proposta trattata fino ad oggi da quando lorganismo stato costituito. Curioso osservare poi come tutti i componenti la commissione - che in base al Codice Urbani hanno dovuto lavorare gratis allesame del caso Iniziative Coimpresa-Tuvixeddu - hanno poi beneficiato di altri incarichi retribuiti da parte della Regione: il docente Ignazio Camarda, che aveva gi lavorato come consulente per il piano paesaggistico (43.280 euro) e poi allo studio del Ppr per le zone interne (35.666 euro), il 5 dicembre 2007 stato chiamato a far parte con la delibera 49/35 e con un successivo decreto presidenziale (23 gennaio 2008) del comitato scientifico per la Conservatoria delle coste. Di questorganismo fa parte grazie agli stessi due provvedimenti anche un altro membro della commissione, larchitetto Sandro Roggio. Infine il professor Raimondo Zucca, gi impegnato sul Ppr (40.734 euro), ha ricevuto lincarico per il piano delle zone interne (33.666 euro) e il 23 ottobre 2007 stato nominato dallassessore Mongiu membro dellOsservatorio regionale dei musei. Si tratta quindi, a parte lassessore Mongiu la cui nomina politica, di persone di consolidata fiducia dellamministrazione. Secondo il Tar per la loro competenza in materia non stata documentata agli atti, cos come i criteri per la nomina. Ma ad accendere lattenzione della Procura potrebbe essere anche il secondo aspetto della vicenda richiamato in uno degli esposti: lincarico conferito allarchitetto francese Gilles Clement, che ha presentato al Festarch dellestate scorsa un piano alternativo per Tuvixeddu: il Parco Karalis. Secondo lesposto depositato dallavvocato Marras negli uffici della Regione non c traccia della sua nomina: Inizitive Coimpresa ha chiesto in base alle norme sulla trasparenza degli atti amministrativi di avere copia della delibera che riguarda Clement - ha confermato il penalista - ma non arrivata alcuna risposta. Come e da chi larchitetto sia stato nominato resta un mistero. Non sarebbe un mistero invece il compenso riconosciuto al grande professionista: secondo Marras ammonta a 150 mila euro. Quindi - a giudizio dellavvocato - per affidare lincarico di progettazione sarebbe stata necessaria una selezione pubblica. Tra laltro il progetto alternativo firmato da Clement - prevedeva anche unarea di sosta sotterranea e un anfiteatro - ha indotto i giudici del Tar a esprimere il sospetto che la Regione non abbia voluto, con le delibere di sospensione dei lavori sui colli e la successiva dichiarazione di interesse pubblico, fermare realmente ledificazione dellarea di Tuvixeddu. Ma semplicemente abbia cercato di aprire la strada a un piano alternativo. Lo confermerebbe il fatto che Clement era al lavoro sul progetto prima ancora che i vincoli imposti dalla giunta regionale divenissero esecutivi. Infine laccordo di programma. In base al Codice Urbani poteva essere rivisto soltanto se la situazione dei luoghi interessati dallintervento fosse profondamente mutata dalla firma del contratto, nellagosto 2000, ad oggi. Ma secondo i giudici del Tar - che hanno compiuto un sopralluogo e si sono riferiti agli atti della causa amministrativa - negli ultimi sette anni a Tuvixeddu non avvenuto alcunch di significativo, al di l dei lavori (imponenti scrivono i giudici) avviati dallimpresa. Ecco perch, al di l dei riflessi civilistici e dei risarcimenti conseguenti richiesti da Coimpresa attraverso il tribunale competente, lavvocato Marras ha proposto la questione dellaccordo disatteso anche allattenzione della Procura: se realt e descrizione ufficiale della realt non coincidono, qualcuno ha voluto mischiare le carte?



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