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Edilizia: in Sardegna dieci illeciti al giorno
Pier Giorgio Pinna
La Nuova Sardegna, 5 febbraio 2008

Splendide coste e vaste zone urbane ancora minacciate dalle speculazioni.
Vincenzo Tiana (Legambiente): Negli ultimi tempi sono stati fatti passi avanti in positivo.

SASSARI. Piccoli e grandi abusi edilizi. Stati di necessit e maxi-speculazioni. Disperata fame di case nei centri urbani e mega-lottizzazioni in cale esclusive. Mini-ampliamenti in aziendine familiari nel profondo entroterra e saccheggi sistematici lungo le coste. In Sardegna, mai come oggi, appaiono stridenti le diverse facce della diffusa illegalit nelle costruzioni. Gli ordini di demolizione a raffica disposti dalla magistratura nuorese mettono il dito su questa piaga multiforme. Facendo riflettere su un universo di violazioni normative capillari e incresciose ma spesso di lieve entit: terrazzini, box, balconi, verande. E rilanciando il pi ampio tema degli interventi spesso inadeguati contro gli scempi sui litorali devastati da ecomostri. Se naturalmente la legge uguale per tutti, di tutto c pure in questo mondo cementificato. Ingenui. Smaliziati. Furbetti fai-da-te. Volpi professioniste condono dopo condono. Ignoranti colombe. Insaziabili falchi. Imprudenti per caso. Principi, re, imperatori e vassalli del mattone selvaggio. Perci importante delineare il quadro degli abusi nellisola, accompagnato da carenze, omissioni, abbattimenti mancati o disposti in ritardo. Una situazione grave. Con dati che negli ultimi decenni (come dimostrano le statistiche della Regione per il pi recente periodo settembre 2006-ottobre 2007) indicano una mole impressionante dirregolarit. In tutto quasi 60mila, stando a calcoli prudenziali. Ma al di l del numero fa riflettere la tipologia. Dal dopoguerra ci sono stati interi territori che hanno cambiato connotati. Con una forte accelerazione dovuta allindustria delle vacanze ed enormi scempi provocati da alberghi, residence, seconde case, camping, villaggi turistici. Con la complicit di tanti amministratori e troppi dirigenti sindacali nel tollerare industrie inquinanti quando la massiccia disoccupazione portava a chiudere tutti e due gli occhi sui contraccolpi. Le storie di Pittulongu, proprio in questi giorni al centro di uninchiesta su intrecci con la ndrangheta, sono significative. E con questioni che ora si spostano inevitabilmente dal piano della semplice legalit ai danni comunque subti - autorizzati o no, sanati o no - dal paesaggio. Qualche esempio per capire meglio? Eccolo. Il riferimento a casi come La Marmorata a Santa Teresa o Rocca Ruja a Stintino. Ripeterli oggi non sarebbe neppure immaginabile. Anzi, proprio oggi in tutta la loro prorompente regolarit giudiziaria, ricordano le strade da evitare per non compromettere lambiente. Concetto che riporta al consumo senza ritorno del territorio caro a Renato Soru e alla sua legge salvacoste. E concetto che, nella fase pi vicina a noi, ha visto lo sviluppo di una moderna coscienza ecologista. In campo, su questo fronte, le maggiori associazioni per la difesa della natura. Dal Wwf a Italia Nostra. Dal Gruppo dintervento giuridico agli Amici della terra. Da Marevivo a Legambiente. spesso grazie alla loro vigilanza che le aspetti preoccupanti sono tenuti sotto osservazione. sempre grazie a loro, oltre che allassessorato allUrbanistica e alle amministrazioni locali pi sensibili, che lentit di un abusivismo senza freni si contratta sebbene faccia ancora paura suscitando sempre allarmi e timori. Dice Vincenzo Tiana, presidente sardo di Legambiente: Le cifre fornite in questi giorni dalla Regione confermano che la gran parte delle violazioni si riscontra in aree agricole. Cos la nostra isola si avvicina sempre pi al Nord Italia e sempre meno ai disastri che continuano registrarsi sui litorali in Sicilia e in Campania. Tutto perch sono stati fatti moltissimi passi avanti. Specialmente se si riflette sulle sanatorie del passato. Durante una prima fase, negli anni 80, sono sorti dincanto interi rioni: a Olbia Pittulongu e Murta Maria, a Quartu si andati da un piano di risanamento allaltro fino a collezionarne sette - prosegue Tiana - Nel 94, con il condono voluto da Berlusconi, c stato un proliferare di singoli abusi costieri. Adesso, al contrario, con lOsservatorio regionale che raccoglie le segnalazioni dei Comuni e laiuto della Forestale, la vigilanza stata notevolmente rafforzata. Lunico scandalo resta il rione illegale di Testimonzos a Nuoro. Finora in Sardegna sono state eseguite su richiesta dei Comuni qualcosa come 1.100 ordinanze di abbattimento per violazioni non condonabili. Tutte in aree tutelate da vincoli dinedificabilit assoluta. Con la conseguente demolizione di 300mila metri cubi di volumetrie illecite. In gran parte si agito fra il 1986 e il 1987 - ricordano i responsabili del Gruppo dintervento giuridico - Con una breve ripresa fra il dicembre 1994 e il gennaio 1995. Da allora, ogni anno, vengono emessi almeno un migliaio di nuovi provvedimenti di abbattimento. Ma, sottolineano gli stessi ambientalisti, quasi nessuno viene eseguito dai trasgressori. Sono tuttora giacenti decine di richieste comunali di personale e mezzi regionali per procedere: inutilmente, perch da anni non si bandiscono neppure le gare dappalto, rimarcano gli Amici della terra. Proprio in questi giorni, per, lassessore Gianvalerio Sanna ha reso noto che numerose squadre di demolitori sono a disposizione per i casi nei quali si ravvisa la necessit di un aiuto da parte della Regione. Soltanto nel 2007 in Costa Smeralda sono state sequestrate una trentina di ville abusive. Interventi analoghi a Monte Ricciu, poco distante da Alghero, in un hotel di Orosei e, appena qualche giorno fa, in 16 alloggi non lontano da San Teodoro. Ma le ruspe nella residenza del ministro Antonio Gava a Palumbalza, vicino a Porto Rotondo, o a Punta Cardinalino, non lontano da Palau, rimangono un ricordo vago. Gli abusivismi insanabili cumulati negli anni sono ora stimati in 4500, la gran parte lungo i litorali. I nuovi monitorati dallOsservatorio 1.694, relativi per al 48,28 % dei Comuni. Dati, quindi, parziali e numeri ragionevolmente raddoppiabili perch molte amministrazioni ritardano nellinformare la Regione. Ancora malessere a Quartu, che detiene sempre il record sardo negativo. Oltre che sulla Riviera del corallo: 140 i nuovi casi accertati dal Comune, pi di 80 gli avvisi di garanzia. Molte le storie clamorose. Come 185 edifici nelloasi di Molentargius. I 26 complessi (campeggi con bungalow e roulotte fissate al suolo) nellarea protetta di Porto Conte. I sigilli a unintera lottizzazione di Punta Lu Cappottu, vicino a Porto Torres. Cinquanta tra pontili e villette irregolari nel parco della Maddalena. Una baraccopoli con 13 unit abitative a Capo Ceraso. Una quarantina di strutture fuori norma nellisoletta di Corrumanciu, stagno di Porto Pino. I contestatissimi lavori per il campo da golf sulle sponde dello stagno di Chia, prima sequestrati e poi dissequestrati per permettere, sotto vigilanza, il ripristino ambientale. Valanga di abusi a Pula, Baia delle ginestre, non lontano da Teulada, a Carloforte, Olbia, Golfo Aranci. E lelenco, quasi senza fine, potrebbe continuare: si calcola che ogni giorno nellisola si commettano non meno di dieci abusi. Di qui le conclusioni del portavoce del Gruppo dintervento giuridico, Stefano Deliperi: Tanti casi scottanti non possono venire lasciati incancrenire: contro labusivismo si deve fare di pi.



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