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La lunga scia lasciata dagli ecomostri
La Nuova Sardegna, 6 febbraio 2008

Tante vicende hanno richiesto processi estenuanti ma non sempre seguito il ripristino ambientale. Vicende giudiziarie tenute sotto costante osservazione dalle associazioni per la difesa della natura C il pericolo che si ripresentino situazioni del passato. Pier Giorgio Pinna SASSARI. Ecomostri in Sardegna: col passare degli anni, assieme alle situazioni dimpunit, si sono rivelati tanti i casi chiusi da sentenze definitive di condanna. Ma tanti sono anche i cascami insoluti delle decisioni della magistratura. Con danni spesso non definiti. Soprattutto lungo le coste nord e lungo i litorali est dellisola si ha infatti frequentemente limpressione di osservare villaggi fantasma. Deserti e abbandonati. Con ancora visibili i sigilli giudiziari. Ma che a volte, misteriosamente, si ripopolano nei mesi estivi: super abusivi dellabusivismo si danno appuntamento anno dopo anno in questi bungalow o nei residence semidiroccati in violazione delle pi elementari norme igieniche e sanitarie. Storie sconcertanti. E degne, nella loro sintesi comportamentale, di qualche trattato di antropologia o di un testo sullasocialit tout court. Fenomeni diffusi molto pi di quanto simmagini. E tutto ci lasciando da parte i lavori top secret realizzati negli ultimi tempi a Villa Certosa, una delle sette residenze estive di Silvio Berlusconi in Sardegna. Lavori clamorosamente contestati dallautorit giudiziaria nella primavera 2006. Uninchiesta non definitivamente conclusa. Ecco comunque qualcuna delle vicende pi scottanti. Storie monitorate e tenute sotto osservazione dagli ambientalisti. In particolare dagli archivisti del Gruppo dintervento giuridico. Portu Malu. A Baia delle Ginestre, sulla spiaggia di Teulada, oltre dieci anni fa stata ordinata leliminazione degli abusi realizzati da una societ. Infrazioni e illeciti a go go. Per lesattezza, si parla di un parcheggio coperto, alloggi per il personale, un campo da tennis, lampliamento del ristorante, un vascone, una cabina elettrica, locali di servizio, la reception del complesso alberghiero, unintera ala dellhotel (cento camere), una piscina con locale-filtri, una piattaforma-pizzeria, tre baracche di legno, una pista daccesso al litorale, tre pontili galleggianti, una barriera frangiflutti. In tutto, la bellezza di 15.600 metri cubi. Ma finora - come sottolineano gli ambientalisti - stato demolito poco. Dopo una serie di tentati stop da parte dei proprietari per fermare le ruspe inviate dalla procura generale della Repubblica, nel giugno 2001 le ruspe del Genio militare hanno abbattuto diverse opere irregolari, ma si attende ancora il ripristino ambientale. Pende poi - informano gli ecologisti del Gruppo dintervento giuridico - un ulteriore incidente di esecuzione davanti alla corte dappello di Cagliari. Nel settembre 2006 un gruppo privato ha acquistato allasta fallimentare lintero complesso per oltre 4 milioni di euro, compresa la parte divenuta propriet del Comune di Teulada per effetto della confisca penale. Si attende di conoscere quali saranno gli sviluppi. Baccu Mandara. Sulla costa di Maracalagonis, nel 1996, sono stati ordinati demolizione e ripristino ambientale di una 29 unit immobiliari e basamenti di cemento per complessivi 12.900 metri cubi. Anche in questa circostanza, dopo diverse sospensioni e attese giudiziarie per i ricorsi, i bulldozer militari hanno eseguito le sentenze della magistratura di Sinnai. seguito, in collaborazione con il Comune, lavvio delle procedure per risanare il litorale sotto il profilo naturalistico. Piscinn. Sulla costa di Domus de Maria, sempre a met degli anni 90, lautorit giudiziaria decide di far buttare gi due moli frangiflutto e nuove strade costruite a meno di 300 metri dalla battigia. Oltre che di far ricoprire scavi e sbancamenti. Solo le numerose denunce ecologiste, lintervento del ministero per i Beni culturali, della Soprintendenza e della stessa magistratura fermano alla fine la lottizzazione da 80mila metri cubi. Oggi la spiaggia, grazie allazione del mare, sta riacquistando il suo aspetto. Ma sullintera zona - lanciano lallarme gli ecologisti - incombe tuttora un altro maxi-progetto edilizio non ancora scongiurato definitivamente. Piscina Rey. Vicino a Muravera viene stabilito, sempre negli stessi anni e sempre da parte della magistratura, labbattimento di villette a schiera per un totale di migliaia di metri cubi in unarea destinata a uso civico. Dopo ben dieci pronunce giurisdizionali, nel novembre 2001 seguono lauto-demolizione e il ripristino ambientale. Il caso di Punta Cardinalino. Scandalo messo a tacere dalle ruspe quattro anni fa. PALAU. Punta Cardinalino: uno scandalo messo a tacere dai bulldozer. Per uno strano scherzo del destino, una delle vicende pi clamorose sullabusivismo edilizio in Sardegna ha riguardato un tratto della costa nordorientale vicino a un altro reso famoso, a partire dai mitici Sessanta, dallormai leggendario Raphael. Destino cinico e baro: perch Raphael stato certo un personaggio che ha animato lungamente le dorate vacanze di tanti esponenti del bel mondo che ogni estate convergevano da queste parti, ma sempre dimostrando, e per tutta la sua vita, sino alla morte, un amore per il paesaggio e un rispetto per il territorio che lospitava lontano anni luce dalla mentalit di chi abituato a qualsiasi illecito ai danni dellambiente. Ecco i fatti, comunque. Lo scenario appunto lestremit settentrionale di Punta Cardinalino. Nella mattinata del 22 marzo 2004 e nei giorni immediatamente successivi, sul litorale di Palau, appunto a pochi chilometri da Porto Raphael, un complesso da novantamila metri cubi, vero ecomostro considerato dai giudici del tutto fuori norma, viene raso al suolo. Nellisola una delle ultime demolizioni in grande stile di fronte allo splendido mare delle Bocche. Gli alloggi destinati ai turisti, una cinquantina, erano stati costruiti quasi trentanni fa in una zona ricchissima di macchia mediterranea e di altre stupende specie floreali. Linsediamento sorgeva in uno dei punti pi panoramici dellintero litorale, alle spalle di una delle pi celebrate icone naturali della Sardegna, la Roccia dellOrso. Bulldozer come deterrente. Stefano Deliperi parla della battaglia per la legalit condotta dal Gruppo dintervento giuridico con denunce e processi. SASSARI. Come associazioni ambientaliste abbiamo gi chiesto alla Regione di riprendere in via sostitutiva e coattiva le demolizioni: in molti casi indispensabile aiutare o sostituire i Comuni. Stefano Deliperi, dinamico e deciso portavoce sardo del Gruppo dintervento giuridico, non ha paura di apparire impopolare: I rischi sono evidenti, non si pu pi attendere, aggiunge infatti con estrema convinzione. Da quindici anni, insieme con laltra organizzazione strettamente vicina degli Amici della terra, il Gruppo si batte per difendere i litorali dellisola dalle speculazioni immobiliari. Una campagna su larga scala. Che ha visto i militanti delle associazioni lavorare a fondo in diversi settori. Un impegno dimostrato dai numeri degli interventi. Fra il giugno 1992 e il dicembre 2007 i due movimenti ambientalisti hanno presentato 1325 tra esposti, richieste di atti giudiziari, segnalazioni. Azioni da cui sono scaturiti oltre un migliaio di provvedimenti da parte delle pubbliche amministrazioni e della magistratura, con una rispondenza dell88,22% rispetto alle richieste originarie. Di una cosa non bisogna certamente dimenticarsi mai - aggiunge in proposito Stefano Deliperi - Labbattimento di fabbricati abusivi effettivamente portato a termine riveste un enorme effetto deterrente. Scoraggia cio altre violazioni di legge da una parte e spinge allautodemolizione delle costruzioni illegali dallaltra. Pu darsi che tanti sindaci e amministratori considerino poco produttivo parlare di abusivismo, ma il discorso va affrontato. Anche perch le leggi a volte forniscono le soluzioni opportune. Per esempio, quando in determinate situazioni suggeriscono lacquisizione dei beni al centro delle irregolarit al patrimonio municipale. unalternativa intelligente: consente di dare risposte adeguate su pi livelli differenti. Nellattivit del Gruppo dintervento giuridico, sempre nel campo della battaglia contro gli illeciti edilizi, si segnalano comunque una quarantina di ricorsi ai magistrati amministrativi e speciali: Tar Sardegna, consiglio di Stato, commissario per gli usi civivi. E perfino al capo dello Stato. Oltre a una quantit (25 per la precisione) di costituzioni di parte civile in procedimenti per violazioni ambientali. Le denunce ecologiste in tutti i casi di mancata esecuzione degli ordini di demolizione e ripristino ambientale conseguenti a sentenze irrevocabili hanno portato la procura di Cagliari a svolgere indagini sulloperato dei sindaci e dei tecnici comunali di Teulada, Domus de Maria, Maracalagonis e Muravera - spiega in conclusione il responsabile del Gruppo - Davanti al tribunale del capoluogo regionale ancora in corso un clamoroso processo: riguarda gravi ipotesi di reato come corruzione, abuso dufficio, concussione. Tutte contestate a funzionari ai vertici del Servizio tutela del paesaggio della Regione, imprenditori, dirigenti degli uffici tecnici di vari Comuni. Al centro della vicenda, sempre la salvaguardia o, meglio, la non salvaguardia del paesaggio nel sud dellisola



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