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Sardegna - Lo spoil system fa solo danni
Marcello Madau
La Nuova Sardegna 09/02/2008

Ogni tre anni, ogni governo e ogni ministro, vi sono cambiamenti in sedi e direzioni del Ministero dei Beni e delle Attivit Culturali. Gli ultimi, arrivati pochi giorni prima della scedenza dello scorso anno, si inseriscono in una fase molto particolare: grave crisi politica, tensioni fra Stato e Regioni,
la sentenza 367/2007 della Corte Costituzionale che ribadisce
il ruolo esclusivo dello Stato nella tutela del paesaggio, aggiustamenti all`ultimo momento del Codice dei Beni Culturali. Si conferma il peso dello spoil system: i ministri fanno nomine e spostamenti non tutti impeccabili nelle competenze; molto attenti, piuttosto che alla realizzazione di un criterio univoco
di rotazione triennale, a bilanciamenti politici.
Lo spostamento che ha fatto pi scalpore, a livello nazionale,
certamente quello legato a Pio Baldi, architetto che ha avuto il merito di organizzare e far crescere il Darc (Dipartimento Arte Contemporanea).
In Sardegna il Direttore regionale Paolo Scarpellini (spedito qualche anno fa, sotto l`allora ministro di Forza Italia Giuliano Urbani, in Basilicata e poi rientrato nell`isola) viene nuovamente trasferito, questa volta in Calabria.
Se vi stata la forte e convinta denuncia di Vittorio Emiliani, fra le organizzazioni sindacali favorevole la UIL; positiva, ma non completamente, la CGIL Funzione pubblica, che arriva a percepire un sentore di punizione politica o di stand by - in attesa di prove di fedelt pi certe - che non giovano al disegno.
Qui, appunto, la questione del Contemporaneo e del paesaggio, il Lazio, l`Innovazione, la Sardegna eccetera, mentre sono rimaste ferme quelle che non lo dovevano proprio rimanere (Abruzzo,
Umbria, Liguria, Friuli eccetera)).
Il sistema dello spoil system, ormai corroborato dalle
tensioni fra Stato e Regioni, mina il principio della tutela
pubblica esercitata da funzionari statali almeno teoricamente
indipendenti o meno dipendenti dai meccanismi elettivi, e quindi da condizionamenti diretti della politica dei partiti. L`aria che circola sanziona la grave difficolt di questo meccanismo; la tradizione della pubblica tutela in una crisi assai profonda
(si veda da ultimo, l`evidente calo qualitativo delle caratteristiche professionali richieste per i concorsi a Soprintendente).
II previsto mutamento del quadro politico fa temere un
nuovo e pi grave attacco alla tutela pubblica di beni culturali
e paesaggio e, con la succitata sentenza della Corte costituzionale, una sicura tensione sul tema. Sar interessante
capire, anche in vista della prossima scadenza elettorale, le posizioni delle varie forze politiche: nel Partito Democratico prevarranno quelli che pensano al passaggio di competenze alla Regione (come ad esempio Renato Soru) oppure si rafforzeranno
le tradizioni di unitariet della tutela nazionale?
La Sinistra-Arcobaleno, come si esprimer?
Nel centrodestra prevarranno le forze legate all`unit nazionale oppure quelle separatiste (con nuove forzature del Titolo V
della nostra Costituzione?).
C` da augurarsi, in attesa della seconda tornata di nomine
(i soprintendenti) da parte del Ministro - chiunque sar, dopo il voto, il titolare - un confronto almeno aperto e comprensibile.



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