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Sardegna - Tuvixeddu, continua il braccio di ferro
Roberto Paracchini
La Nuova Sardegna 11/02/2008

CAGLIARI. Su Tuvixeddu la Regione ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato. Coimpresa e Comune hanno precisato che riprenderanno al pi presto i lavori interrotti da un anno. A questo punto il pericolo che si crei una situazione di contrapposizione che, dietro i ricorsi, blocchi la situazione. La sentenza del Tar su Tuvixeddu ha ripristinato la situazione precedente: lallargamento dei vincoli a tutto il colle stato annullato. Ed valido laccordo di programma del 2000, firmato dalla stessa Regione, dal Comune e dalla Coimpresa: realizzare la lottizzazione integrata (parco da un lato ed edificazioni dallaltro). Limpresa interessata ha affermato che riprender al pi presto le opere (la lottizzazione nellarea di via Is Maglias) e lamministrazione comunale che riaprir i cantieri del parco archeolgico (pronto al settanta cento). Alcuni, come Legambiente, affermano che la sentenza del Tar un momento di arretramento e ribadiscono che larea costituisce comunque un valore importantissimo a livello non solo regionale ma nazionale. Per quanto riguarda la zona della necropoli punica si tratta, secondo gli studiosi, dellarea pi vasta a livello Mediterraneo. Inoltre la necropoli inserita in una collina che ne esalta il valore e costituisce di per se un bene da tutelare per il paesaggio e i punti panoramici che esprime. Pertanto stato corretto che la Regione abbia tutelato tutta la collina, in coerenza con le nuove direttive della carta europea del paesaggio e del Codice Urbani. Azioni di tutela che, giustamente, hanno bloccato il progetto di edificazione. Mentre la sentenza del Tar costituisce un momento di arretramento perch riporta alla ribalta il progetto edilizio della societ Coimpresa al quale Legambiente si era fortemente opposta. Il Gruppo di intervento giuridico (Stefano Deliperi), dopo aver ripercorso gli errori della Regione evidenziati dal Tar (formali, nella nomina della commissione al Paesaggio, e sostanziali, nelluso di cartografie superate), ribadisce la convinzione che tutto il colle debba essere salvaguardato e propone trattative ed espropri. Ma anche nellarea ambientalista vi sono opinioni differenti. Il Gruppo speleo-archeologico cavit cagliaritane lancia un appello affinch ripartano al pi presto i lavori per il futuro parco archeologiclo visto il degrado delle cavit sotterranee e i danni prodotti dalle piante infestanti. Dello stesso tenore il commento del presidente dellassociazione Amici della Sardegna Roberto Copparoni che critica un certo ambientalismo che diventa un uso deviato del potere politico e lamenta il silenzio che ha caratterizzato lo sfacelo avvenuto negli anni passati in tutta larea, ricca di elementi archeologici, situata dallaltro lato di SantAvendrace. Come accennato, per, il problema che molti temono quello di una contrapposizione. Personalmente spiega Ninni Depau, consigliere comunale del Pd credo che ora il sindaco, visto che il Comune interessato allaccordo di programma, debba farsi portatore di una discussione seria che tenga conto: sia dellaccordo, che della crescita anche normativa (Codice Urbani) delle sensibilit ambientali . Nello stesso tempo, per, continua Depau, la certezza del diritto fondamento essenziale per tutti e anche nelle questioni economiche. Da qui la necessit di partire dallaccordo di programma: non possibile agire come se non ci fosse. Credo che il sindaco possa avere un ruolo molto importante. Il primo cittadino nelle dichiarazioni rilasciata laltro ieri, assieme alla volont di riaprire i cantieri per la realizzazione del parco archeologico (che dipende direttamente dal Municipio), ha espresso anche la volont di riallacciare il dialogo con la Regione. Mediatore per temperamento e pragmatico per ruolo, Emilio Floris ha capito che infierire sulla Regione (pur potendo contare su una sentenza del Tar che fa carta straccia delloperato recente del governo dellisola su Tuvixeddu), sarebbe controproducente. Troppe sono le questioni sul tappeto su cui la Regione pi che indispensabile (dalla riqualificazione di SantElia, Betile compreso, allex Manifattura tabacchi, dal Poetto al campus universitario, dalle dismissioni militari ai beni identitari), per non cercare un dialogo anche sui punti di maggior distanza. Nella maggioranza del consiglio comunale, inoltre, c aria di rivincita. Dalla sentenza del Tar afferma Massimiliano Tavolacci, Udc, presidente della commissione consiliare allUrbanistica e ambiente si vede come la Regione abbia disatteso laccordo di programma in maniera pretestuosa. Nello stesso tempo la Regione parla di stipulare altri accordi di programma per altre iniziative. Ma se prima non si ristabilisce la correttezza nei rapporti e il rispetto degli accordi gi presi come si pu pensare di andare avanti? Di fronte alla sentenza del Tar, la Regione non dice sediamoci attorno a un tavolo, ma ricorre al Consiglio di Stato. E questo non significa dialogo.



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