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FIRENZE - TRAMVIA: "Firenze non pu stare in uno scrigno"
ANDREA MANCIULLI
09 febbraio 2008, la Repubblica, FIRENZE

INTERVENTO
Il segretario regionale del Pd a favore della tramvia: il progetto una delle cose importanti da realizzare




Una frase per me profondamente sbagliata che confligge con lessenza profonda di Firenze. Lapogeo di questa citt e della Toscana, quello spazio di tempo che sta tra la fine del Medioevo e la prima epoca moderna, fu un momento di grande innovazione e cambiamento. Da molti stato considerato proprio come lelemento di frattura originario dellepoca moderna. Forse occorre ricordare il dibattito storiografico sulla transizione tra feudalesimo e capitalismo. In quella discussione, che riguard molti degli storici pi importanti del secolo scorso, Firenze e la Toscana furono il caso pi studiato e dibattuto. Perch nella Firenze di quel tempo erano particolarmente visibili i caratteri originari di una societ moderna che si emancipava dal passato.
Un embrione di capitalismo e di uneconomia nuova crebbe tra le viuzze di questa citt. Le sue botteghe, la nascita delle banche e del credito, unidea globale degli scambi, la logica di un profitto da ricercare nella qualit della merce dettero ricchezza a questa regione in una maniera sconosciuta in quel tempo a gran parte del pianeta. Tutto questo favor, e allo stesso tempo fu favorito, da una profonda capacit di innovazione tecnica e da una grande modernit culturale. Un mecenatismo intelligente e aperto port sulle sponde dellArno alcuni tra i pi importanti pensatori dellepoca. Fu cos che giunsero a Firenze i grandi traduttori greci, i matematici alessandrini e gli studiosi aristotelici arabi.
Uomini di rottura spesso indesiderati nelle corti europee, ma che qui trovarono accoglienza e ascolto e in cambio offrirono idee e cultura per innovare la societ. Anche grazie a loro si pot diffondere un nuovo modo di guardare il passato. Fu spazzata via una visione acritica e contemplativa dellantichit, si diffuse unidea per la quale il sapere del passato serviva per costruire una visione nuova e moderna. Era una societ che voleva aprire le porte di nuovi orizzonti per luomo. Lessenza di questo momento della storia per me ci che di pi importante la Toscana ha fatto per lumanit.
Questa sete di futuro e cambiamento che ha prodotto artisti, viaggiatori, scienziati non pu essere conservata in uno scrigno foderato di velluto perch non si sciupi. Lunico modo che esiste di garantirne la conservazione di farla vivere nel presente, cercare cio di ridare a questa terra un futuro non relegato nellappagamento di un passato glorioso, ma proiettato invece nelle vicende di una societ globale e contemporanea.
Per questo non basta la tramvia di sicuro, ma la tramvia una delle cose importanti da fare in una societ nella quale la mobilit diventata una discriminante dello sviluppo. Bisogna avere il coraggio di cambiare, di abbandonare una visione statica e contemplativa. Se si fossero seduti sul loro passato i toscani del Rinascimento non avrebbero prodotto tutto questo. Il passato e la cultura devono diventare le ali del futuro.
Bisogna rendere Firenze una citt che vive nella contemporaneit, che combatte la rendita e limmobilismo, che sono i veri mali di questo paese. Per questo non ho paura di essere una capra ignorante. Lignoranza, se nutrita dalla sete di sapere e dalla curiosit, pu trasformarsi in un motore incredibile. Firenze e la Toscana devono decidere cosa vogliono fare da grandi e se guardano allessenza del proprio passato non possono avere dubbi: andare avanti.






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