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Benvenuti a Fucecchio, la città dei cantieri infiniti
GIULIO CORSI
MERCOLEDÌ, 06 FEBBRAIO 2008 IL TIRRENO - Empoli





Tre opere pubbliche, 16 anni di ritardo

Tra piscina, ponte e teatro Pacini lavori indietro di quasi seimila giorni



In piazza Montanelli pochi operai e i tempi annunciati dal sindaco puntualmente smentiti dalla lentezza della ricostruzione



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FUCECCHIO. Piscina intercomunale: inizio lavori 15 aprile 2004, fine lavori prevista un anno dopo, il 15 aprile 2005. Stato dell’opera a quasi quattro anni dalla posa della prima pietra: in collaudo. Ritardo attuale: 1025 giorni.
Nuovo ponte di San Pierino: consegna lavori il 21 febbraio 1997, durata lavori 540 giorni, fine lavori prevista per il settembre 1999. Stato dell’opera a undici anni esatti dalla posa della prima pietra: cantiere fermo in attesa di una nuova gara d’appalto. Ritardo: 3045 giorni. Nuovo teatro Pacini, piazza Montanelli: inizio lavori di ricostruzione 4 giugno 2002. Conclusione prevista per il 31 dicembre 2003. Stato dell’opera a quasi sei anni dalla posa della prima pietra: in costruzione. Ritardo: 1500 giorni.
Si chiama Fucecchio, ma potrebbe essere ribattezzata la città dei ritardi. Si dirà: in Italia è letteralmente un miracolo la consegna di un lavoro secondo i tempi stimati dal progetto. Verissimo, anche se l’esempio del nuovo svincolo della superstrada di Empoli Centro aperto con tre mesi di anticipo racconta che possono esserci anche delle belle eccezioni. A Fucecchio però la questione sembra diventata patologica. Sommando le tre più importanti opere pubbliche iniziate nell’ultimo decennio - piscina, ponte e teatro - siamo a quasi seimila giorni di ritardo rispetto ai tempi dichiarati per le inaugurazioni. Tradotto significa 16 anni per tre opere. E in due casi su tre (piazza e ponte) non si vede neanche la fine del tunnel. Per la piscina invece potrebbe davvero essere questione di mesi, ma il condizionale continua ad essere d’obbligo.
Attenzione: non sempre è colpa dell’amministrazione comunale. Nella storia infinita del nuovo ponte sull’Arno ad esempio è l’Anas la responsabile di aver appaltato l’opera alla Di Cesare sas di Gaeta che poi - appena qualche mese fa, dieci anni dopo la gara - ha dichiarato di non essere in grado di concludere i lavori. Molto spesso però i ritardi sono attribuibili a interventi partiti da piazza Amendola. Qualche altro esempio? Piazza Amendola stessa, ad esempio, cioè la piazza che ospita l’entrata principale del municipio. A inizio settembre 2007 l’assessore ai lavori pubblici Banti annuncia un’iniziativa già in ponte da tempo: entro la fine del mese un concorso di idee per ridisegnare lo spazio nell’ambito della rinascita del centro storico. A febbraio 2008 di quel concorso di idee e della nuova piazza Amendola - chiusa al traffico o no? - della nuova pavimentazione e dei nuovi alberelli non c’è traccia. Ancora? Eloisa, la famosa statua che l’ex sindaco Florio Talini scomparso di recente aveva commissionato all’artista Arturo Carmassi. Dopo anni - tre! - di polemiche e discussioni, a gennaio 2007 l’enorme blocco di marmo bianco arriva a Parco Corsini, chiudendo definitivamente dubbi e zittendo comitati, associazioni e raccolte di firme che si opponevano alla statua. Oggi però, a distanza di quasi 13 mesi, Eloisa è ancora attorniata da un cantiere. Fu Il Tirreno a settembre scorso a denunciare il suo stato d’abbandono. Immediatamente l’amministrazione fece partire i lavori («I ritardi - fu detto - sono stati causati dalla Sovrintendenza») e la pavimentazione in effetti è stata sistemata. Ma mancano ancora le luci. «Speriamo arrivino presto», dice tra lo sconsolato e il perplesso l’assessore Cardellicchio. Già, speriamo. Intanto anche Eloisa è incompiuta e il taglio del nastro è rimandato a data da destinarsi.
Ma la statua in fondo è solo arredo urbano: è quando si tratta di servizi che il dente duole. Come per la piscina, ad esempio: qui lo stillicidio di speranze va avanti da un anno. In effetti l’opera per chi passa da via di Confine, a cavallo tra Fucecchio e Santa Croce, è completata. Ed è pure molto bella: soffitto in legno lamellare, vetrate ovunque, due vasche, di cui una da gare, tribune accoglienti e spaziose e un parcheggio enorme. Però... c’è un però, anzi due: sono i collaudi e gli arredamenti. I primi sono in corso dalla fine dell’anno scorso, da quando ToscanaEnergia ha finalmente allacciato il metano alla struttura. Ma ancora quando termineranno non si sa. «Presto», continua a ripetere il sindaco Toni. Ma quel presto non si traduce mai in una data. E lascia pensare che ci siano problemi nei collaudi e nell’organizzazione affidata ad AcquaTempra, da poco passata da Publiservizi a una società consortile (Imid) di proprietà dei Comuni. Si sperava a gennaio, ora si sussurra a marzo. Si andrà in estate? Con due domande: sono state scoperte magagne negli impianti? E ancora: quanto serve per avere cento stipetti, dieci panche per gli spogliatoi e il bancone del bar?
Se per la piscina l’attesa potrebbe comunque essere in dirittura d’arrivo, piazza Montanelli rischia invece di diventare una barzelletta. I lavori vanno a rilento e sembra impossibile che l’amministrazione non abbia il potere di dare un’accelerata. Con una lettera pubblica del 5 ottobre 2006 - dunque un anno e passa fa - il sindaco Toni sottolineava che “i lavori procedono secondo le previsioni e l’opera sarà terminata, come già detto all’inizio dell’estate, entro l’autunno 2007”. Questa era in effetti la speranza del sindaco. Poi però ci sono stati altri slittamenti. Dovuti - secondo la versione proveniente da piazza civica - ai ritardi della Sovrintendenza che ha impiegato diversi mesi per scegliere il colore del muro esterno del teatro. Ben quattro. Alla fine - era giugno 2007 - da Firenze trassero il dado: il nuovo teatro Pacini non sarà né giallo oro, né rosso fuoco, né azzurro cielo, come qualcuno aveva paventato. La facciata della struttura sarà color grano. Un giallino delicato vicino alla sabbia, all’aurora luccicante. Dopo qualche giorno - era metà dell’estate scorsa - tornarono gli operai e il sindaco potè sbilanciarsi: «A settembre i ponteggi spariranno e potremo finalmente restituire alla città la sua nuova piazza». Purtroppo però anche stavolta è andata male: tutto rimandato. «Sono lavori impegnativi, che richiedono tempo», ha spiegato a più riprese Toni, che tuttavia sperava di togliere almeno il recinto in latta grigia dalla piazza per il Natale scorso e che invece anche in questo è stato “tradito” dagli operai. Ad oggi, l’esterno sembra quasi pronto, ma ogni giorno non ci sono più di due, tre operai sulle impalcature del teatro. Con questi tempi quando sarà pronto il nuovo teatro? E con esso la piazza? E con essa il nuovo cuore del centro? E con esso gratificati gli occhi dei fucecchiesi e dei commercianti che non saranno più costretti a vedere gru, impalcature e calcina nel loro salotto?
Per il ponte solo un accenno, perché la faccenda è nelle mani dell’Anas e il ministro per le infrastrutture Di Pietro si è impegnato in prima persona sulla faccenda: «Su indicazione del ministero, l’Anas ha risolto il contratto in danno dell’impresa e bandirà, nei tempi tecnici previsti, una nuova gara per completare al più presto l’opera. Il ministero mantiene alta l’attenzione alla quale mi ero impegnato e lavora per risolvere i problemi che si sono creati», dichiarò a novembre il ministro. Speriamo che la crisi di governo non dia un’ulteriore frenata a questi impegni. In tal caso tuttavia la gente di San Pierino non si stupirebbe: il 21 febbraio, tra 15 giorni esatti, festeggerà l’undicesimo compleanno del cantiere. Un record di longevità nella città dei ritardi.



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