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URBANISTICA - BOLOGNA: Portoghesi: il Prg di Bologna unavventura melanconica
ELEONORA CAPELLI
MARTED, 05 FEBBRAIO 2008 LA REPUBBLICA - Bologna



Il documento che ha disegnato la citt moderna portava la firma anche del grande urbanista



"Ma i grattacieli offrono identit alle periferie"






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Il piano regolatore di Bologna del 1985 ha attraversato una serie di difficolt, a partire dai cinque anni che impieg per essere approvato. Cos ha finito per tradursi in unavventura malinconica. Una nascita travagliata, costruzioni che ancora stanno prendendo forma, tante modifiche da perdere il filo dellidea originale, il disegno della citt cui appose la firma anche Paolo Portoghesi, grande star dellarchitettura contemporanea, finisce per trovarsi al centro del fuoco incrociato delle critiche. A partire proprio dai padri pi nobili, dopo lautocritica di Giuseppe Campos Venuti, che non esitano a individuare i segni del tempo del piano che ha ridisegnato intere aree della citt, come la zona Fiera, via Larga e anche il comparto della ex Veneta. Oggi che lo skyline della citt sta cambiando secondo le linee di quel piano, con esiti incerti, Portoghesi prende le distanze da unesperienza per certi versi esemplare.
Architetto, a tanti anni dalla sua ideazione, cosa ne pensa oggi di quel Prg da cui prendono origine molte delle costruzioni oggi in cantiere?
Penso che adesso sappiamo tutti che i piani regolatori sono strumenti superati e insufficienti per lo sviluppo del territorio.
Di questa malinconica avventura lei non salva niente?
Del mio impegno di ventanni fa rimane la battaglia per il legame tra il centro e la periferia, lindividuazione di logiche di crescita ispirate agli elementi della tradizione dellarchitettura bolognese, come i portici e le torri, anche grazie al significativo contributo di Pier Luigi Cervellati.
A chi parla di cementificazione lei cosa risponde?
Non mi sono mai occupato di indici di edificabilit, cio della quantit di costruzioni che dovevano andare a insistere su una determinata area.
Qual il difetto maggiore di questo piano che porta la sua firma e che oggi sta cambiando lo skyline di Bologna?
Lenorme ritardo con cui stato attuato, che porta a una oggettiva difficolt per i cittadini nellinterpretare le costruzioni che oggi vedono sorgere. Del resto in tutto il Paese siamo cos in ritardo su tutto che non mi stupisce. Ma il Prg ha avuto anche un grande pregio, quello di costituire un modello, in tutta Italia, di urbanistica contrattata, di disegno della citt concordato tra le forze politiche e con i cittadini.
In questo piano, c anche un suo tassello, gli edifici di via della Repubblica, tra i pi criticati.
Una piccolissima maglia di questa rete riconducibile a me, si tratta della torre di via della Repubblica, unarchitettura completamente tradita nella sua realizzazione dal disegno originale. Basti pensare che al posto di quella che io avevo individuato come piazza, nato un supermercato.
Alcuni della costruzioni oggi in cantiere rischiano di prendere la forma di ecomostri, stato sollevato da pi parti il problema della qualit come elemento per tenere insieme la citt storica e quella moderna. Lei cosa ne pensa?
Questo il ruolo dellarchitettura, lurbanistica non pu portare con s la qualit del progetto. Lurbanista traduce in piano unidea di citt ma poi si limita a consigliare degli standard e il successivo piano particolareggiato individua i criteri di massima dei nuovi edifici. La qualit per nella matita degli architetti, lessenza stessa della citt moderna.
A Bologna lei ritrova questa qualit dellarchitettura contemporanea?
Il tentativo di coinvolgere grandi personaggi c stato, ma quasi sempre le cose sono andate male. Oggi c una grande attenzione per gli architetti stranieri, che sono delle vere star delle capitali, anche perch hanno lavorato in realt pi dinamiche e hanno avuto lopportunit di esercitarsi. In proposito mi auguro che anche Bologna faccia le sue scelte.
Lei ha contribuito a disegnare il volto della citt di oggi, ma quali linee guideranno il disegno di Bologna nei prossimi anni?
Uno degli elementi pi interessanti per il futuro della citt sono gli edifici che si sviluppano in altezza. Le torri per Bologna hanno sempre avuto un significato preciso, noto un certo ritorno a questa forma di progetto, che in modo semplicistico chiamiamo grattacielo. Certo, non dovr essere una soluzione normale, adottata su grande scala. Penso piuttosto a elementi eccezionali, utili per rendere percepibili da lontano le distanze tra i diversi punti della citt e dare unidentit alle periferie.



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