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Venezia - Ospedale al Mare venduto senza vincoli
Enrico Tantucci
La Nuova di Venezia e Mestre 03/02/2008

LIDO. L`area dell`ex Ospedale al Mare sarà ceduta dall`Asl 12 al Comune senza alcun tipo di vincolo, per facilitarne, così, la valorizzazione e la successiva vendita a fini alberghieri, per investire poi il ricavato nella realizzazione del nuovo Palazzo del Cinema. Lo annuncia il commissario di Governo per la costruzione del nuovo Palacinema, l`ingegner Antonio Maffey,
che in queste settimane con gli altri subcommissari
- sta lavorando proprio alla definizione del passaggio.
«Proprio grazie ai poteri commissariali - spiega l`ingegner Maffey - e d`intesa con la stessa Soprintendenza ai Beni ambientali e Architettonici di Venezia, ho emesso un decreto che riduce sensibilmente i tempi di risposta per l`abolizione del vincolo che riguardano sia i Beni Culturali, per alcuni edifici dell`ex Ospedale al Mare, sia lo stesso Demanio, che ne possiede
altri. In questo modo la vendita tra Asl e Comune sarà agevolata
e sarà poi più semplice per l`Amministrazione vendere l`area da cui deve scaturire una parte importante dei proventi per il nuovo Palazzo del Cinema. Quanto al prezzo della vendita tra Azienda sanitaria locale e Comune (il direttore dell`Asl 12 Antonio Padoan chiederebbe una cifra superiore ai 25 milioni di euro
pattuiti ndr), questo riguarda la trattativa tra le parti,
ma c`è una stima che è stata già svolta sull`area dell`ex
Ospedale al Mare da periti scelti dai due soggetti interessati
e che dunque dovrebbe favorire l`accordo».
La valorizzazione e la successiva vendita dell`area dell`ex
Ospedale al Mare resta strategica per tutta l`operazione del nuovo Palacinema, perché da essa dovrebbe essere ricavata quella cifra vicina ai 50 milioni di euro, indispensabile per andare avanti, al di là dei 20 milioni di euro già stanziati dal Governo e dei 10 nuovamente promessi dalla Regione, dopo che la protesta
nei confronti del commissario è rientrata.
«I1 cronoprogramma dei lavori del nuovo Palazzo del Cinema
- ammette Maffey dipende molto dalla vendita dell`area dell`ex Ospedale al Mare. Intanto, il fatto che nel frattempo sia stato respinto il ricorso al Tar sulla gara per il nuovo Palazzo del Cinema conferma la bontà delle nostre decisioni e ci conforta
nel rispetto dei tempi previsti per la realizzazione dell`opera,
che devono essere tassativamente quelli del 2011, perché
essa è legata alle celebrazioni per i 150 anni dell`Unità
d`Italia, Da questo traguardo non si puà derogare e i lavori,
come previsto, devono iniziare prima dell`estate».
Ma intanto anche la Biennale è diventata interlocutore attivo del progetto, con un incontro che il nuovo presidente della fondazione Paolo Baratta ha già avuto a Roma con Maffey.
«I rapporti con il presidente Baratta sono ottimi - spiega
il commissario - e l`intento comune: quello di fare sì
che i lavori si svolgano speditamente e che il cantiere non
disturbi lo svolgimento della Mostra del Cinema. Stiamo
anche studiando delle soluzioni sul piano estetico che servano
proprio a questo obiettivo, rendendo la sua presenza durante la Mostra - che ha comunque una durata limitata - la meno invasiva possibile. Ma dalla Biennale ci sono arrivate anche indicazioni
precise riguardo al progetto del nuovo Palacinema, che riguardano
le loro esigenze e necessità e di cui terremo certamente
conto nella stesura del progetto definitivo ed esecutivo
dell`opera». Si attende ancora l`aggiudicazione definitiva
dell`opera alla Sacaim.



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