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TOSCANA - un tram il vero mostro di Firenze
di Vittorio Sgarbi
domenica 03 febbraio 2008, IL GIORNALE





Dopo la sciagurata, ma non definitiva, decisione del ministero di autorizzare lorrida pensilina di Isozaki agli Uffizi, e dopo la cementificazione della Fortezza da Basso la citt di Firenze sta per essere aggredita da un altro mostro contro il quale non sono state sufficienti le vibrate proteste, egualmente distribuite in ogni parte politica, della marchesa donna Frescobaldi, di Andrea Bocelli, di Alberto Asor Rosa, di Antonio Paolucci, di Francesco Pardi, di varie associazioni ambientaliste, di Italia Nostra oltre che, provvidenzialmente, degli esponenti della Casa delle Libert: la tramvia in piazza di Santa Maria del Fiore. Ancora una volta non ci si vorrebbe credere, ma ancora una volta il sindaco oscurantista, contro il quale si alzata severa la voce del priore Timothy Verdon, ha sostenuto la posizione pi scellerata contro la sua citt.

veramente triste che Firenze si sia data un sindaco cos lontano dalla sensibilit che la pi importante citt artistica italiana meriterebbe. Ma oggi la sua insolenza ha travalicato le questioni artistiche e monumentali, per violare i principi pi elementari della democrazia. E mentre domenica scorsa ha ospitato il sindaco Veltroni, per ottenere da questo invertebrato culturale lappoggio per i suoi scellerati progetti, ha chiesto in una lettera prima riservata, e poi da lui stesso divulgata attraverso i giornali al sindaco Moratti, soccorso per impedirmi di sostenere la sacrosanta battaglia dei suoi oppositori in difesa della bellezza di Firenze. Ha cercato di fermare lassessore di Milano per non avere lo storico dellarte, con la credibilit della sua competenza nella tutela, a confortare la protesta e a promuovere la raccolta delle firme (compiuta) per il referendum contro la tramvia. Per essere arrivato a tanto deve avere paura, deve essere preoccupato della sconfitta, politica oltre che culturale, se la citt avr la forza di reagire. E cos scrive alla Moratti: Trovo sgradevole e imbarazzante che lamministrazione locale milanese intervenga in modo cos pesante in una vicenda che riguarda unaltra citt. Non trova invece altrettanto sgradevole e imbarazzante che, per sostenerlo, arrivi a Firenze Veltroni. Ma non soltanto in questo imbarazzante tentativo di ottenere dalla Moratti una censura nei miei confronti, costringendomi, come avvenuto, a giustificarmi e a spiegarmi (peraltro ascoltato e compreso) con il sindaco di Milano, che si vedono i limiti di una formazione totalitaria e antidemocratica, ma negli argomenti con cui il sindaco di Firenze sostiene la propria causa. C unevidente insufficienza logica nel rappresentare la contrapposizione fra i difensori della integrit del centro storico e quelli della tramvia come uno scontro fra innovazione e conservazione. Povero Domenici! Conservazione e innovazione non sono valori stabili, definiti in modo schematico, attraverso una vaga idea di un futuro tecnologico, tanto pi incerto con laffermazione del modello slow di Carlo Petrini, fortemente sostenuto soprattutto a sinistra: nel caso di Firenze con la sua grande tradizione artistica, evidente a tutti che la vera innovazione la conservazione, e la possibilit di garantire monumenti e la struttura urbana per il tempo pi lungo possibile procrastinandone la vita. Il futuro di una citt come Firenze la considerazione del suo passato perpetuandone, con la civilt artistica, le tradizioni anche artigianali, i modi di vivere, i locali storici, la dimensione quotidiana, oltre ai musei. Difendere la tradizione fiorentina la miglior prova di innovazione, proprio perch Firenze non Los Angeles; e il sindaco di Firenze non deve perseguire il modello di progresso di una citt americana. Troppo difficile da capire per Domenici che fa fare a Isozaki quello che a Tokyo non consentito? I progetti dellarchitetto giapponese, a Tokyo, sono realizzati ben fuori dal centro della citt e non sarebbero in alcun modo tollerati in prossimit di un tempio buddhista. Prova ne sia che il brutto edificio di Gae Aulenti per lIstituto di cultura italiano stato aspramente contestato per le forme e i colori da intellettuali cittadini giapponesi con una protesta ben pi vibrante di quella che Isozaki ha avuto per la sua pensilina agli Uffizi. Firenze meno degna di essere difesa, come patrimonio dellumanit, di Tokyo? Ma in questa vicenda ci che appare ancora pi inquietante non sono i deboli concetti espressi da Domenici ma la sua risibile accusa di ingerenza per la mia posizione, non diversa da quella di Asor Rosa o di Francesco Pardi, e per la quale ha chiesto lintervento della Moratti. Proprio nel rendere noto questo suo appello, in un momento delicato di difficolt tra me e il sindaco Moratti, c una, fin troppo evidente, ingerenza nelle vicende milanesi, quasi un caricare su di me per accrescere incomprensioni e disagi. Domenici non ha ottenuto il risultato sperato, e la Moratti ha perfettamente capito le mie ragioni, culturali e politiche. Ma io ho deciso di non andare a Firenze per sostenere il referendum contro la tramvia per sottolineare, con la mia assenza, lintollerabile censura, e il tentativo di intimidazione di Domenici. Mi verrebbe da dire, non essendosi vergognato di un atto tanto prepotente, che il sindaco di Firenze, preoccupato di perdere il referendum, ha perso la testa. Se mai lavesse avuta.



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