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VERONA - TERREMOTO ALL’ENTE LIRICO. Fondazione Arena, casse vuote
Sabato 2 Febbraio 2008 L'ARENA




Ieri il comunicato del sovrintendente Orazi. I sindacati: continuiamo a lavorare. Il cda esaminerà il piano di rilancio giovedì 7 febbraio

Mancano i soldi: non pagati gli stipendi di gennaio. Il sindaco: «Uno sforzo dai soci o commissariamento»


La Fondazione Arena non è in grado di pagare gli stipendi di gennaio. Lo ha scritto ieri il sovrintendente Claudio Orazi che ha diffuso uno scarno comunicato a tutto il personale nel quale si informa che «stanti le difficoltà economiche a tutti note, non è possibile rispettare l’odierna scadenza di pagamento riferita alle competenze del mese di gennaio».
E il futuro? «Considerato l’impegno assunto dalla direzione per reperire le risorse necessarie al pagamento in questione», scrive Orazi, «si confida che lo stesso possa avvenire nel più breve tempo possibile».
Il che significa che si attende la riunione del consiglio di amministrazione previsto per giovedì 7 quando il piano di rilancio verrà presentato e valutato dai soci. Piano che prevede, come vedremo più avanti, un notevole impegno finanziario.
Immediata la reazione delle rappresentanze sindacali della Fondazione Arena che a partire da ieri, prima di ogni recita e concerto, leggeranno questo comunicato per «denunciare la grave situazione economico-finanziaria dell’ente a causa della quale per l’ennesima volta i lavoratori del teatro non hanno ricevuto gli stipendi». «Abbiamo comunque deciso», prosegue la nota, «che non verremo comunque meno agli appuntamenti che abbiamo col nostro pubblico».
La situazione finanziaria della Fondazione Arena, che già non era florida, dunque si aggrava e ieri il sindaco Flavio Tosi è intervenuto con parole chiare: «O i soci faranno uno sforzo economico per il piano industriale o chiederemo il commissariamento».
Tosi infatti spiega: «La situazione determinata dalla cattiva gestione della Fondazione Arena negli anni scorsi è arrivata, purtroppo, alla resa dei conti. Ora siamo giunti a un bivio: o i soci saranno in grado di fare un ulteriore sforzo finanziario per attuare il piano di rilancio industriale che sarà all’ordine del giorno del prossimo consiglio d’amministrazione, o l’unica alternativa sarà il commissariamento».
DEFICIT: 14 MILIONI. «Nel momento in cui la nuova amministrazione comunale si è insediata – aggiunge Tosi, presidente della Fondazione – sapevamo di aver ereditato dalla gestione precedente una situazione debitoria estremamente pesante di almeno 14 milioni di euro, come aveva evidenziato il nuovo direttore operativo Francesco Girondini non appena insediato. La Fondazione si è immediatamente attivata attraverso il consiglio d’amministrazione per cercare di contenere le spese e migliorare modalità gestionali evidentemente carenti se non sono state in grado di impedire un deficit di queste dimensioni. Ora siamo arrivati al capolinea».
Per questo è stato preparato un piano di rilancio industriale «con il quale», spiega, si cerca di riportare, nell’arco di alcuni anni, la Fondazione a pareggiare i costi d’esercizio», ma soprattutto sottolinea il sindaco, la gestione annuale non dovrà chiudere in passivo ma sempre in parità, ed è stato chiesto anche ai soci, alla Camera di commercio, alla Fondazione Cariverona e al Banco Popolare uno sforzo economico straordinario per ripianare una situazione di deficit straordinaria; uno sforzo che dovrà essere anche del Comune e dei dipendenti, per poter raggiungere il risanamento».
Altrimenti? «Adesso – ha concluso Tosi – o tutti i soggetti faranno la loro parte oppure la scelta obbligata sarà quella di andare al Ministero con i bilanci per chiedere il commissariamento della Fondazione, con la speranza magari di aver la stessa fortuna della Fondazione San Carlo di Napoli che, in quanto commissariata, ha ricevuto in regalo dal Governo 20 milioni di euro all’anno per i prossimi tre anni».

Sabato 2 Febbraio 2008


I SINDACATI. Incontro con il presidente Tosi e il vicepresidente Arena
Orazi sfiduciato dai lavoratori «Si cambi in fretta la guida»
Ribadita la richiesta dopo che il 9 gennaio un’assemblea votò a stragrande maggioranza


La situazione interna alla Fondazione Arena è da tempo in ebollizione ed aveva avuto una nuova accelerazione quando, il 9 gennaio un’assemblea di lavoratori aveva sfiduciato a larghissima maggioranza con 201 voti favorevoli su 215 presenti il sovrintendente Claudio Orazi. Dopo quella votazione, i lavoratori hanno avuto, la settimana scorsa, un incontro con il presidente della Fondazione Arena, il sindaco Flavio Tosi, e il vicepresidente Paolo Arena. «Rinnoviamo la nostra sfiducia nei confronti del sovrintendente Orazi», hanno detto, «e comunichiamo la ferma intenzione di non incontrarlo più al tavolo sindacale non potendo più affrontare con lui alcun tipo di tematica». Una richiesta ufficiale, quindi, di cambio del sovrintendente: «Chiediamo che il cambio alla guida della Fondazione avvenga in tempi brevi in modo da consentire ad una nuova figura responsabile di porre immediatamente mano alla programmazione dell’attività futura, colonna portante degli equilibri di ogni teatro».
I lavoratori ricordano che la Fondazione Arena non trova il pareggio di bilancio e a fronte di una programmazione sempre più ridotta ha un deficit in costante aumento; che Orazi ha affidato la gestione artistica a due diversi direttori e che la Fondazione è citata sui giornali per aver prodotto il peggiore spettacolo del 2007: l’Aida di Solari. Nel documento non mancano alcune aperture di credito nei confronti di presidente e vice e di un cda però ancora da completare.






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