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CAMPANIA - Se il Mezzogiorno scompare per volont del ministero
FULVIO TESSITORE
DOMENICA, 03 FEBBRAIO 2008 LA REPUBBLICA - Napoli


La Direzione generale per i beni librari e gli istituti culturali del ministero per i Beni e le attivit culturali ha organizzato a Firenze, lo scorso venerd 25 gennaio, la VI Conferenza nazionale degli istituti culturali, con un argomento assai interessante: "Gli istituti culturali nella societ che cambia: identit, valori, saperi". Tutto bene. sempre opportuno sentire i soggetti interessati ed esperti sui problemi di propria pertinenza prima di definire le linee programmatiche di azione.


Ancor pi opportuno il tema del convegno, perch indubbio che si al centro di una straordinaria trasformazione culturale, che riguarda categorie epistemologiche, valori etici, regole comportamentali e ci non pu non vedere in prima fila le istituzioni culturali, chiamate ad un ripensamento complessivo e ad un rigoroso esame di s proprio quando si tratta di individuare le ragioni della trasformazione culturale, le motivazioni di essa e le conseguenze da trarne in vista dellorganizzazione degli istituti deputati alla formazione e allo sviluppo della ricerca scientifica, che, ripetiamolo, sempre pi il motore dei processi di modernizzazione della societ come quella contemporanea, non a caso definita "societ della conoscenza". Ancor pi importante che di tutto ci mostrano di aver consapevolezza il potere politico e, in particolare, i responsabili specifici del settore. Tutto bene, ripetiamolo.
E per la lettura del programma della manifestazione inquietante. Il convegno organizzato con 12 relazioni e 24 interventi programmati, nonch 6 presidenze di seduta. Ebbene, in tutto questo imponente ed autorevole apparato, il Sud rappresentato dal solo intervento del rappresentante della "Fondazione per il Sud", che, se non sbaglio, di recentissima costituzione, tanto che ancora non si son viste bene le linee di azione programmate e le effettive scelte conseguenti. In ogni caso la Fondazione troppo giovane per poter riassumere e rappresentare la imponente tradizione delle istituzioni scientifiche del Mezzogiorno, tra le pi antiche ed autorevoli del Paese. A questo intervento va aggiunta la presidenza di una seduta offerta allonorevole professor Gerardo Bianco, prestigioso presidente della gloriosa "Associazione per la difesa degli interessi del Mezzogiorno dItalia".
Mi par davvero poco. mai possibile che il ministero per le Attivit culturali abbia deciso che lItalia si ferma neppur pi ad Eboli ma a nord di Eboli, ovviamente venendo dal settentrione? mai possibile che il ministero abbia ritenuto di dover trascurare autorevolissime, prestigiose, antiche e tuttavia ancor vitali ed operanti istituzioni culturali del Mezzogiorno, che hanno fatto e fanno un pezzo inobliabile della storia civile e culturale dellintera Italia? mai possibile che il ministero non si sia reso conto che in tal modo le rilevazioni e le diagnosi del VI convegno saranno parziali, condizionate da lacune ed assenze inconcepibili, tali da renderne i lavori sostanzialmente inutili? Se il ministero ha bisogno di qualche informazione pu inviare qualche suo rappresentante al convegno su "La scienza a Napoli fra Ottocento e Novecento", che, per tanti versi, riprende i convegni degli scienziati italiani, che, proprio a Napoli, ebbero un famoso incontro nel 1845, rinnovato centocinquanta anni dopo, nel 1995, quando a cura dellUniversit di Napoli "Federico II" si svolsero numerose iniziative in concorde intesa con molte delle istituzioni culturali della citt, della quale si disse che in quei giorni, fu la capitale mondiale della scienza, vista la quantit degli studiosi italiani e stranieri convenuti.
Sono sempre stato contrario alla "lega del Sud" perch ferocemente contrario alla "lega del Nord". E, tuttavia, non posso non esprimere, con sdegnate valutazioni dellaccaduto, qualche considerazione severa. necessario che le istituzioni del Sud si organizzino per far sentire la propria voce, orgogliosa e protestataria. Devono farlo in difesa di se stesse, nellinteresse del Mezzogiorno e, ancora una volta, per il bene del Paese tutto. Solo gli indotti e gli ignari, i rozzi, anacronistici sostenitori della frattura dellunit nazionale possono trascurare il contributo determinante che il Mezzogiorno ha dato e d alla vita culturale, alla modernizzazione e allo sviluppo del Paese intero. Ma davvero qualcuno, che non sia un egoistico eversore dellunit nazionale, pu ritenere che la Lombardia, il Piemonte, il Veneto (non dico la Padania che una invenzione balorda e tragicomica) possano reggere se chiuse in un separatismo egoistico dal Mezzogiorno, che spesso, assai spesso ha rappresentato il puntello del loro sviluppo, spesso, assai spesso in conseguenza di un ottuso processo di sfruttamento, che ha squilibrato la struttura socio-economica del Paese? Il che avvenuto anche di recente, giacch il profilo pi grave e pericoloso dellattuale tragica vicenda dei rifiuti rappresentato dai rifiuti tossici che sciagurati imprenditori del Nord, dintesa con la malavita organizzata, hanno fatto scaricare in Campania, trasformandola nella pattumiera del Nord.
Voglio precisare che in quanto dico non v nulla di giustificazionismo delle nostre responsabilit, visto che chi ha governato, nei decenni passati, non ha saputo vigilare, non ha saputo impedire uno scempio criminoso (che oggi colpisce non solo Napoli e la Campania ma tutto il Paese), non ha avuto lorgoglio di essere napoletano e, in quanto napoletano, italiano della migliore specie. In quanto dico c una grande preoccupazione che non riguarda solo il Mezzogiorno e su cui il ministero per i Beni culturali farebbe bene a riflettere insieme ai nostri "intellettuali" i quali, a loro volta, farebbero bene a non perdere tempo con chiacchiere inutili e convegni retorici con conseguenti dissociazioni. Bisogna riflettere che fatti come quello qui lamentato si risolvono in un rinnovato indebolimento della costitutivamente debole nostra identit statale, col rischio di indebolire anche la forte identit nazionale, che ha prodotto quanto s fatto e si fa di positivo in Italia, oggi sottoposta ad una pressione dissolvente con gravissimo pericolo della tenuta del Sud ma anche del Nord.



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