LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

MADONNA DEL CARDELLINO. Prima di Firenze la vedr Roma
MARCO FERRI
Il Giornale della Toscana, 22 gennaio 2008

La notizia di quelle che lasciano sbigottiti. Finito il decennale restauro, La Madonna del cardellino, il celebre dipinto di Raffaello, invece di tornare subito nella Galleria degli Uffizi (dove manca dal 1999), voler a Roma, in una delle sale del Quirinale. Lindiscrezione giunta da Roma, da dove partita la richiesta di ospitare il capolavoro per alcuni mesi prima che rientrasse in galleria. Levento sar curato dallassociazione Civita di Roma, che da oltre 20 anni si occupa della tutela e della valorizzazione dei beni culturali e ambientali del nostro Paese e che nel 2009 parteciper alla gara per la gestione dei servizi nei musei del Polo fiorentino. La trasferta romana dellennesimo capolavoro dei musei fiorentini, realizzato da Raffaello tra il 1506 e il 1507 per le nozze di Lorenzo Nasi, nasce da un accordo stretto tra la soprintendenza fiorentina e la Presidenza della Repubblica Italiana. Sempre secondo lindiscrezione, presto sar lo stesso Quirinale ad annunciare liniziativa che si terr a met settembre e si protrarr per un mese o poco pi con ingresso gratuito. Solo prima di Natale 2008, come gi annunciato dalla soprintendente Acidini, il dipinto torner agli Uffizi: prima in mostra negli spazi di San Pier Scheraggio poi in Galleria. Anche se dalla direzione del museo fiorentino non trapela alcun commento, c da giurare che questo privilegio ai romani, francamente incomprensibile e poco gradito dagli storici dellarte al corrente della notizia, sar letto come lennesimo episodio della non regolarizzata politica dei prestiti dei capolavori e della considerazione dei musei fiorentini come una cava da cui trarre opere darte da spedire in giro per il mondo. Vicino o lontano poco importa. Infatti era pi logico aspettarsi che un capolavoro del genere (al cui posto in galleria si trova una fotografia), dopo un restauro laborioso e delicato ma troppo lungo, venisse subito mostrato a Firenze in un contesto particolare. Non fosse altro che il recupero del dipinto avvenuto nel laboratorio restauri dellOpificio delle Pietre Dure di Firenze e che il vero spettacolo non sar tanto Raffaello ma il restauro che per la prima volta ci far vedere i veri colori della pittura cinquecentesca di Raffaello. Dal momento che il restauro si concluder tra un mese o poco pi, per Pasqua poteva essere esposto in qualche spazio particolare del museo, alle Reali Poste, dove annualmente si svolgono le esposizioni dei Mai visti, o in San Pier Scheraggio, dove andr prima di Natale. Invece stato scelto il Quirinale come sede della resurrezione del dipinto, quasi che Firenze non si meritasse di celebrare per prima il ritorno dellopera alla pubblica fruizione. Non solo: dal momento che dietro ogni mostra c una motivazione pi o meno scientifica, non subito comprensibile il legame filologico tra Roma e il dipinto citato anche da Vasari nelle Vite: Aveva preso Raffaello amicizia grandissima con Lorenzo Nasi, il quale avendo tolto donna in que giorni fecesi che Rafaello gli dipinse un quadro duna Nostra Donna, per tenere in camera sua; nel quale fece a/quella fra le gambe un puto, al quale un San Giovanni fanciulino egli ancora porge uno uccello con gran festa e giuoco de luno e de laltro. DIECI ANNI DI ASSENZA Dal 1999 La Madonna del cardellino si trova nel laboratorio della Fortezza da Basso, curato dalla restauratrice Patrizia Riitano che ormai ha un rapporto strettissimo con quella pittura cos emozionante. Quando arrivato in laboratorio - disse la restauratrice al Giornale della Toscana - il quadro non aveva particolari problemi strutturali. Tuttavia da anni si parlava del suo restauro e alla fine ci siamo arrivati. Comeappare ben visibile dalle fotografie che vennero scattate prima dellintervento, la superficie del dipinto si presentava fortemente ingiallita e molti dei particolari erano andati perduti. In pratica era come se si stesse tentando di leggere un libro con un velo di tulle giallo sopra. E questo non era il solo problema. In seguito a uno smottamento, nel 1547, croll il soffitto della sala dove lopera era stata collocata e questa fin in 17 pezzi. I frammenti furono recuperati e il quadro venne subito restaurato: quello fu il primo di una serie interminabile di interventi che, inevitabilmente, hanno reso lento e difficile il recupero del capolavoro. Anche perch sotto le ridipinture - in molti casi secolari - i segni del danno, le fratture, le ammaccature, le fitte erano ben visibili. Cos alla fine degli anni Novanta fu lex-soprintendente dellOpificio delle Pietre Dure, Giorgio Bonsanti, ad affidare alla Riitano il delicato intervento su quello che lei stessa definisce un santino con dei particolari meravigliosi. Seguita passo dopo passo dai suoi diretti superiori (Marco Ciatti e Cecilia Frosinini), dopo una campagna diagnostica altrettanto laboriosa, nel febbraio 2000 inizi la pulitura del manto pittorico, cui ha fatto seguito la stuccatura di circa il 10 per cento della superficie e il ritocco pittorico (tuttora in atto) di almeno il doppio. Il lavoro meticoloso, al limite della pazienza, ha gi regalato diverse sorprese, come la scoperta dellestrema morbidezza delle pennellate di Raffaello, i reali colori del dipinto e la comparsa di alcuni particolari fino a ora invisibili, come gli steli di una pianta di viole. PERICOLOSO PRECEDENTE La spedizione de La Madonna del cardellino a Roma non troverebbe quindi giustificazioni valide e, aggiungiamo, costituisce un altro, pericoloso precedente. Nonostante da molto tempo si discuta sullopportunit di far viaggiare le opere darte - si ricorderanno le recenti feroci polemiche sul prestito del Cristo morto di Mantegna e dellAnnunciazione di Leonardo da Vinci - c una sorta di vacatio legis che permette iniziative come quella di portare il capolavoro di Raffaello a Roma. E la critica, si badi bene, non legata ad atteggiamenti di provincialismo sfrenato, bens a due motivi reali: la prima che il dipinto, come detto, filologicamente non ha alcun legame con la Capitale; secondo, con la trasferta romana si creer un precedente in base al quale lopera potrebbe continuare a viaggiare ben oltre i confini del Tevere. Se la legge fosse rispettata (Codice dei beni culturali e linee guida della Commissione prestiti), non solo lopera non si muoverebbe da Firenze ma tutta la serie dei capolavori identitari di un museo sarebbero individuati e ad essi sarebbe impedito di lasciare il museo dove si trovano, se non per motivi di restauro.



news

13-07-2019
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 13 luglio 2019

01-07-2019
APPELLO - Per il parco archeologico dell'Appia Antica

30-06-2019
Documento dell'API sulla riforma del Ministero: riorganizzazioni perenni

27-06-2019
La FCdA per il Museo Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell'Appia Antica

26-06-2019
Firenze, l'annuncio di Bonisoli: "Accademia formerà polo unico con gli Uffizi"

21-06-2019
Lorenzo Casini sulla riforma del Ministero: Linsostenibile leggerezza ovvero la nuova riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

05-06-2019
Alinari. Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia? Un comunicato della SISF

30-05-2019
Bando per il premio Silvia Dell'Orso 2019: scadenza 30 settembre

07-05-2019
Dal blog di Carlo Pavolini: Luca Nannipieri e l'abolizione delle Soprintendenze

25-03-2019
Pisa. Bonisoli: Sarà trovata soluzione per ambulanti ma non in piazza Miracoli

25-03-2019
E' mancato questa mattina Andrea Emiliani

28-02-2019
Associazione culturale Silvia Dell'Orso: VIII edizione di Visioni d'arte

26-02-2019
Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli. Firmate l'appello

14-02-2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano

13-01-2019
Per unarcheologia fuori dallimpasse. Lettera al Ministro Bonisoli di API (Archeologi Pubblico Impiego)

11-01-2019
Sulla riforma delle Soprintendenze e dei musei di archeologia. Dichiarazione di archeologi accademici Lincei

29-12-2018
Per un rafforzamento delle soprintendenze uniche

29-12-2018
A proposito dell'appello agli archeologi: "Firme e coerenza" di Pier Giovanni Guzzo

18-12-2018
APPELLO AGLI ARCHEOLOGI

28-11-2018
Nell'anniversario dei Washington Principles. Lo Stato italiano ha fatto poco per la restituzione dei beni culturali di proprietà ebraica

18-09-2018
Il Ministro Bonisoli: abolire la storia dell'arte

16-09-2018
Le mozioni dell'VIII Congresso Nazionale di Archeologia Medievale

14-09-2018
Manifesto della mostra sulle leggi razziali e il loro impatto in un liceo triestino.La censura del Comune

12-09-2018
Bando Premio Silvia Dell'orso: il 30 settembre scadono i termini per candidarsi

03-09-2018
Appello per la salvaguardia dellArchivio e del patrimonio culturale delle Acciaierie di Piombino

24-08-2018
A due anni dal terremoto in centro Italia

08-08-2018
Comitato per la Bellezza. Altro palazzone di 6 piani in piena riserva naturale del Litorale romano

24-07-2018
Da Emergenza Cultura: San Candido (BZ), uno sfregio che si poteva e doveva evitare

21-07-2018
Inchiesta de "L'Espresso" di Francesca Sironi: Il ministro Alberto Bonisoli e la scuola offshore

20-07-2018
Associazione Nazionale Archeologi. MIBAC: il titolo non è unopinione!

Archivio news