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Un museo restituito e i capolavori ritrovati
Maddalena Girelli Renzulli
Corriere del Giorno 16/1/2008

Un filo lega Taranto con la mostra in corso al Quirinale

Quasi contemporaneamente, due eventi culturali di rilievo, uno locale, la riapertura a Taranto, del Museo Archeologico Nazionale e l'altro a Roma, l'inaugurazione della mostra "Nostoi. Capolavori ritrovati," hanno dato il segno tangibile di un cambiamento di rotta nella valorizzazione dei beni culturali. Un filo comune li unisce ed quello dell'archeologia : da una parte i reperti della civilt magno-greca che trovano una nuova collocazione nella loro antica sede ristrutturata, dall'altra l'esposizione di 67 capolavori trafugati in gran parte dall'Italia Meridionale e dalla Sicilia e ritrovati nei Musei Americani e nelle collezioni private internazionali. Capolavori ritrovati, appunto.
Due eventi che restituiscono ai cittadini un patrimonio antico del quale sono eredi e perci chiamati ad esserne custodi oltre che fruitori . NOSTOI-RITORNI, cos i curatori hanno intitolato la mostra, non per dare un tocco di classicit,ma per restituire il senso della ricerca,della nostalgia, dell'avventura,per sottolineare le insidie dei viaggi, l'incertezza degli esiti, ed infine, la felicit liberatoria del ritorno a casa dei reperti; NOSTOI, infatti, parola greca dalla forte carica poetica, con la quale s'indicavano e s'indicano i cicli epici che narravano le turbinose vicende del difficile ritorno a casa degli eroi omerici che avevano partecipato alla guerra di Troia. Promossa dalla Presidenza della Repubblica e dal Ministero per i Beni e le Attivit Culturali, la mostra, simbolicamente esposta nella splendida Galleria di Alessandro VII, al Quirinale, la casa degli Italiani, presenta 67 capolavori di arte antica, sottratti al patrimonio italiano attraverso scavi clandestini, venduti illegalmente a committenti stranieri e oggi finalmente recuperati dopo anni di laboriose indagini, scrupolose ricerche e faticose trattative diplomatiche e legali. Il visitatore che ha la fortuna di ammirare l'esposizione, vive l'esperienza esaltante del Bello vissuto nella purezza ideale e nella perfezione materiale cos come le antiche civilt, dalle quali provengono i reperti, avevano saputo coniugare armoniosamente. Lo splendore dei pezzi esposti, tutti di altissima fattura, numerosi anche firmati, come il meraviglioso cratere a firma di Assteas che raffigura Europa sul toro o il cratere apulo a figure rosse con scena fliacica attribuito al Pittore del Corego, insieme a tanti altri,riempiono l'animo del visitatore di orgoglio per appartenere ad una civilt cos eccelsa e di compiacimento per la soddisfazione del loro ritorno in patria. Ma su tutti s'impone per la sua raffinata bellezza, per la squisita fantasia creatrice, per la elevatissima qualit, un pezzo unico al mondo che da solo avrebbe giustificato la mostra : il sostegno in marmo di una mensa che raffigura due grifoni alati nell'atto di sbranare una cerva, al quale le tracce di colore, il blu del piumaggio, il rosso della criniera e l'ocra del corpo della cerva, aggiungono fascino al fascino. E' una festa per la cultura italiana e per la cultura in generale perch segna l'affermazione del principio che il nostro patrimonio artistico nazionale bene di tutta l'umanit e come tale disponibile al pubblico accesso. Ma proprio lo splendore dei reperti esposti pone interrogativi e sollecita riflessioni.
Come stato possibile che tante opere e di s raffinata bellezza siano finite impunemente al Museun of Fine Arts di Boston o al Paul Getty Museum di Malibu o nelle collezioni private? Perch da qui che bisogna partire se si vuole voltar pagina. E' indubbio che nella seconda met del secolo scorso si sia creata sul territorio un'ampia e fitta rete di corruzione ,di complicit e di silenzi a diversi livelli di competenza che ha trovato nella scarsa sensibilit del Ministero dei Beni Culturali, nel silenzio dell'opinione pubblica, nell'indifferenza dei precedenti governala sponda di sostegno. Non si spiega altrimenti come la statua imponente e maestosa di Vibia Sabina in marmo pario o i bronzetti di Paestum o tutta la numerosa ceramica apula, nella pluralit delle sue forme, dalle coppe,alle anfore, ai crateri, agli aryballos, ecc, sia impunemente volata verso musei americani e giapponesi. Ora , per nostra fortuna, il circuito si incrinato: l'impegno istituzionale, che riconosce nei Beni Culturali un valore in s oltre che un possibile volano di sviluppo e l'accresciuta maturit civile nei confronti del nostro patrimonio artistico nazionale, hanno prodotto un sistema di competenze nei diversi campi a sostegno del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, il quale opera in Italia ed all'estero con grandissimo successo, per la restituzione di beni culturali illecitamente sottratti al patrimonio nazionale ed esposti presso i musei esteri. Ed in questo contesto, l'iniziativa del Ministro Rutelli di dar vita ad un apparato di Diplomazia Culturale, si dimostrata una intuizione vincente ed efficace. Un esempio di "buona politica", fatta di sinergie, di azioni e di decisioni della quale si colgono i brillanti risultati. Proprio la ricchezza dei reperti rientrati induce a supporre che le terre ed i mari dell'Italia Meridionale, dalla quale purtroppo provengono in grandissima parte i reperti, vedi la numerosa ceramica apula, possiedano ancora nelle proprie viscere, ricchezze inestimabili, che, forse andrebbero tutelate con leggi pi efficaci.
Certo per che senza una comune coscienza civile che faccia da argine e da barriera a tutto ci che scavo clandestino e commercio illegale, poco si pu realizzare; occorre tagliare il filo rosso tra l'arroganza di chi pensa che il possesso del danaro dia diritto di appropriarsi di beni artistici appartenenti ad altre civilt, in un rapporto di rapina coloniale, e l'ignoranza e la malafede di chi compiacente si presta al gioco. Una coscienza che proprio perch comune non pu non nascere sui banchi di scuola, l dove deve maturare la consapevolezza che chi si appropria della altrui storia,ne vuole cancellare 1 'identit e la memoria. E da questo punto di vista il discorso tutto da costruire in una pluralit di forme e di modi tra Ministero dei Beni Culturali e Pubblica Istruzione. In questa ottica, proprio in funzione della crescita di una nuova sensibilit a difesa del patrimonio artistico nazionale, chiudo con una proposta al Ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli perch non far circolare la mostra nei musei d'Italia per consentire ai cittadini di poter ammirare ed apprezzare i capolavori restituiti?



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