BENI CULTURALI: SETTIS, UN MANUALE DI MANUTENZIONE PER PREVENIRE RESTAURI ESTREMI Palermo, 20 ott. 2007 - (Adnkronos/Aki)
- ''La priorita' e' capire quali sono i meccanismi della tutela e come, per tutelare i bisogni, saper prevenire. Bisogna ragionare sui tempi lunghi, non aspettare che le cose si deteriorino per poi aggiustarle'': cosi' Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, torna oggi sulla polemica sulle ''terapie estreme di restauro'' sollevata da un articolo scritto nei giorni per il quotidiano 'la Repubblica' dallo stesso Settis e dallo storico Carlo Ginzburg.
''Bisogna avere dei manuali di manutenzione di tutti i beni culturali - prosegue Settis in una dichiarazione ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL - in modo da fare piccoli interventi diffusi nel tempo invece di interventi troppo invasivi quando il bene culturale sembra sia sul punto di morire''. Nell'articolo pubblicato da 'la Repubblica', i due intellettuali sollevavano dubbi sull'opportunita' di certi interventi di restauro di opere d'arte in Italia, parlando di vera e propria ''spettacolarizzazione'' di alcune campagne di restauro realizzate in passato, trasformate in veri e propri eventi mediatici.
''L'Italia ha un'esperienza vasta e ramificata - prosegue Settis da Palermo, dove partecipa alla conferenza internazionale 'La materia e i segni della storia', organizzata dal Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro della Regione Sicilia - , abbiamo messo a punto modelli e scuole di restauro che non sempre dicono la stessa cosa, ma appunto per questo possono mettere a confronto le diverse esperienze, teorie e modalita' del restauro''. Questo il contributo che, secondo Settis, l'Italia puo' dare agli altri paesi del Mediterraneo, in particolare quelli della sponda sud. ''Ragionando in modo comparativo possiamo alzare il livello della discussione e mettere a punto un modello piu' avanzato, discutendolo con i nostri colleghi della sponda sud del Mediterraneo, come io spero che accada'', conclude.
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