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Sgravi fiscali del 50% a chi ristruttura gli edifici storici
Simonetta Scarane
ItaliaOggi, 15/10/2003

Sgravi fiscali del 50% per chi ristruttura un bene artistico-storico-monumentale, e Iva agevolata al 4% per i commenti pubblici e privati. Incentivi più consistenti e premianti per chi recupera i beni culturali rispetto alle detrazioni del 36% prorogate per l'edilizia. Sono le richieste che si sentirà presentare il ministro dei beni culturali, Giuliano Urbani, venerdì a Positano, dal presidente dei giovani imprenditori delle costruzioni, Marco Di Paola, alla prima uscita ufficiale dopo l'elezione di fine giugno. Il presidente del comitato giovani imprenditori edili dell'Ance, Marco Di Paola, 35 anni, romano, una laurea in legge, amministratore delegato di Cpc (Compagnia progetti e costruzioni spa), società attiva negli appalti pubblici, e anche amministratore di Eco-fim (Compagnia finanza e mattone spa), holding che controlla un gruppo di società immobiliari, debutterà al V convegno nazionale dei giovani dell'Ance, in programma a Positano da venerdì a sabato. L'assise sarà dedicata al tema dei «Beni culturali e l'industria delle costruzioni» e vedrà la partecipazione anche del ministro Giuliano Urbani. L'idea guida dichiarata della due giorni dedicata ai beni culturali come fattore di sviluppo, e alle politiche per la valorizzazione del patrimonio culturale, è quella di cercare di introdurre un cambiamento culturale rispetto all'immagine stereotipata che ha spesso visto in antitesi l'imprenditoria edile e la cultura vincolistica delle soprintendenze. «La scelta del tema dei beni culturali intende sottolineare la convinzione che il patrimonio artistico-storico-monumentale del paese sia una risorsa primaria da valorizzare che in una nuova logica può diventare un bene propulsivo dal punto di vista economico», ha dichiarato Di Paola, «l'obiettivo finale sarebbe quello di portare una svolta nell'atteggiamento culturale estremamente conservativo che ha prevalso fino a oggi». E dal ministro Urbani i giovani imprenditori si aspettano proprio un cambio di atteggiamento nella gestione dei beni. «Nel senso», ha specificato Marco Di Paola, «che il patrimonio culturale venga visto sotto un aspetto non statico ma dinamico, e dove ci sia più spazio per i privati». E in questo dovrebbe esserci una certa sintonia con il ministro che sta per varare il codice dei beni culturali messo a punto dalla commissione Trotta che offre nuovi margini di intervento per i privati anche se non proprio nel senso di interesse specifico della categoria dei costruttori. Comunque, il presidente dei giovani imprenditori delle costruzioni vuole dare un'immagine nuova che superi il dualismo tra soprintendenza e costruttori e che porti la categoria, ma anche gli amministratori pubblici, a considerare il patrimonio artistico-storico-monumentale come bene da valorizzare e quindi un'occasione, piuttosto che una restrizione, per l'attività professionale, capace di generare nuove opportunità di lavoro non solo per le imprese dell'edilizia ma per tutta la filiera e l'indotto. Al convegno il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma, presenterà i risultati della ricerca, condotta in collaborazione con l'Ance, sul «Paesaggio e i beni culturali per la valorizzazione del territorio». Ha le idee chiare il presidente dei giovani Ance, Marco Di Paola, sulle richieste da presentare al ministro Urbani, ma anche al sottosegretario all'economia, Maria Teresa Armosino. «Riprendendo un'iniziativa già proposta con il gruppc giovani delle Marche, vogliamo chiedere al governo l'istituzione di un bonus fiscale per le imprese che durante la loro attività ritrovano un bene artistico o archeologico che li costringe a fermare i lavori», ha spiegato Di Paola, «in sostanza chiediamo la defiscalizzazione del 100% dei costi sostenuti dall'impresa per il ritrovamento. Costi che si studierà come calcolare. In realtà noi vogliamo andare oltre quanto già previsto dal codice Trotta». Non solo. Riguardo i vincoli delle soprintendenze, il giovane Di Paola chiede che tra i beni già vincolati, e tiene a sottolineare il fatto che si parli di patrimonio già sottoposto a tutela, venga introdotta una gradualità dei vincoli. Basta con il concetto di vincolo tout court ma introdurre una scala come unità di misura dei vincoli per i beni culturali. L'obiettivo, però, ha specificato il presidente Marco Di Paola, non è quello di avere le mani libere. «Non ci interessa questo», ha dichiarato, «il vantaggio che potrebbe portare il fatto di vincoli non integrali sta nel non essere costretti agli aut aut, al sì o al no, ma di fronte a una maggiore precisione del valore del bene vincolato affrontare i problemi con una maggiore apertura, come avviene già a livello paesaggistico».

Riguardo la linea della sua presidenza, Di Paola punta a raggiungere quattro obiettivi prioritari. Sul fronte interno intende aumentare la rappresentatività territoriale della categoria colmando le lacune di alcune regioni, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Molise in primis. In seconda battuta intende compattare la rappresentanza di tutta la filiera dell'edilizia e dell'indotto per dare più forza alla categoria. Sul fronte esterno Di Paola punta ad attuare politiche per fare fronte alla carenza di manodopera. Al riguardo è in programma un tavolo al ministero del welfare sul tema dell'immigrazione e delle politiche incentivanti per gli italiani che intendono trasferirsi da una regione all'altra per lavorare nei cantieri.
E strettamente legato a questo, il tema della formazione nel quale crede molto Di Paola come elemento chiave, indispensabile per gli imprenditori che devono affrontare il cambiamento dell'industria delle costruzioni che con le nuove normative ha aumentato le competenze e le funzioni.



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