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Castelvolturno: il diritto dello Stato di riappropriarsi delle sue prerogative e del suo territorio
GIAMMICHELE ABBATE
02/09/2007 IL MATTINO



Smantellate due piste per le gare clandestine di cavalli cos la camorra gestiva il business delle scommesse




Fu una stagione, quella iniziata nel 98 con il commissario di governo per le aree del territorio di Castelvolturno, Mario Ciclosi (allora era sindaco del comune rivierasco Mario Luise), che riafferm a tutto tondo il diritto dello Stato di riappropriarsi delle sue prerogative e del suo territorio. Il segnale, forte, port a una serie di interventi, proprio dallautunno del 1998, in pineta e in altre aree per liberare la macchia mediterranea da costruzioni abusive che sorgevano qua e l e che avevano fatto di quel bosco di conifere un autentico bazar in cui si poteva trovare di tutto: da un posto ristoro, aree di pic-nic (si fa per dire), rudimentali parchi gioco da offrire alla disponibilit delle famiglie che trascorrevano una giornata fuori porta, a droga shop e manufatti a servizio di qualche stabilimento balneare. Con il commissario Ciclosi (seguito, poi, da Trevisone e Maninchedda) si avvi unopera rivoluzionaria - per quei tempi - a Castelvolturno. Unopera che, tra laltro, ha portato alla risoluzione dellannosa controversia sorta con i Coppola e a unazione complessiva di recupero della legalit oltre che alla riqualificazione della stessa pineta, sottratta definitivamente a un destino di abbandono e abusivismo. Un territorio, quello castellano, sul quale si era consumato uno scempio ambientale senza precedenti culminato nello sversamento abusivo di rifiuti, fino allestrazione illegale della sabbia e al dilagante cemento selvaggio. Con linizio dellattivit del commissariato di governo, la cui sezione operativa era guidata da Nicola Costantino (attualmente comandante provinciale del corpo forestale dello Stato), fu siglato un accordo tra lo stesso commissariato, la Prefettura, i vigili del fuoco e lIspettorato del lavoro. Fu cos che venne deciso il blitz: allalba lazione dei mezzi dei vigili del fuoco, con una presenza massiccia delle forze dellordine, cominci la demolizione di costruzioni abusive e baracche nella pineta. In unoccasione furono eliminate anche due piste da corsa per cavalli, una in pineta, laltra in riva al mare, usate dalle cosche camorristiche locali per le scommesse e le gare clandestine. Finalmente la pineta fu liberata e recintata. Di rilievo la bonifica del cosidetto Campo Pozzi, unarea della pineta quasi completamente ricoperta da siringhe, per anni zona franca dei tossicodipendenti: luogo emblema del degrado umano e sociale, tempio dello spaccio dove tossici bianchi e di colore si concentravano per acquistare e consumare sostanze stupefacenti. In diverse occasioni si rese necessario limpiego delle forze dellordine supportate persino da unit a cavallo per poter catturare le persone che stazionavano in quel pezzo di territorio sottratto al controllo dello Stato. Oggi 100 ettari dei 170 complessivi di pineta comunale e i 268 della pineta appartenente al Demanio sono recintati. Realizzati anche gli impianti antincendio, lilluminazione, la viabilit interna, sotto la tutela dellUfficio territoriale delle biodiversit del corpo forestale dello Stato che ha in gestione la porzione della pineta di cui proprietario il Comune di Castelvolturno.

Abusivismo e degrado nei pressi del Volturno Sotto, il blitz che liber la pineta di Castelvolturno nel 1998



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