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Clochard "invisibili" Ma sempre pi numerosi
Fabio Rossi
Il Messaggero 28/8/2007

La Caritas diocesana non ha dubbi: il popolo dei diseredati senza fissa dimora, a Roma, in costante aumento. Per il Comune sono settemila gli abitanti della "citt invisibile" che si mimetizza nel tessuto metropolitano. Spesso per apparire soltanto in occasione di disgrazie, morti per abbandono o episodi da cronaca nera. E ormai si dividono anche in due sotto-categorie, per quanto queste distinzioni possano valere in fenomeni come questo: i classici clochard italiani - poche centinaia ma anch'essi in aumento - e gli immigrati, soprattutto provenienti dalla Romania, che ormai rappresentano la stragrande maggioranza degli homeless.
La divisione, se possibile, anche territoriale. 1 clochard storici continuano a "prediligere" le aree centrali della citt. I volontari della Caritas individuano alcune aree in particolare. In primis i dintorni di Termini dove, oltre all'effetto-stazione, tipico delle grandi citt, c' il polo di attrazione dovuto alla presenza della mensa e dell'ostello Caritas. Situazione analoga a Colle Oppio e a Trastevere, nei pressi della Comunit di Sant'Egidio. Poi c' la "passeggiata archeologica" dai Fori Imperiali al Palatino e, fuori dalle Mura Aureliane, le stazioni Trastevere e Ostiense e l'Appio-Latino.
Diverso il discorso per rom e altri stranieri: qui gli alloggi di fortuna si estendono fino all'estrema periferia della Capitale. Si va dalle anse del Tevere e dell' Aniene ad alloggi di fortuna nelle borgate, soprattutto nel quadrante compreso tra Casilina e Prenestina. Senza contare, ovviamente, i settemila nomadi censiti negli accampamenti pi o meno legali. Dalle segnalazioni giunte alla Sala operativa sociale del Campidoglio si evince che il 56,5 per cento degli homeless vive nei municipi centrali (1,11 e XVII). Fuori dal centro, i Municipi pi affollati sono quelli che ospitano le maggiori stazioni ferroviarie: III (Tiburtina), IX (Tuscolana) e XI (Ostiense).
La crescila del fenomeno traspare anche dai dati della Caritas: nel 2003 erano state circa quattromila le persone senza fissa dimora registrate dal centro di ascolto di via Marsala. Oggi sono molte di pi: alcune stime parlano di quasi seimila soltanto nelle zone centrali e semicentrali della citt. Le statistiche Caritas forniscono comunque una fedele fotografia del fenomeno. Innanzitutto l'homeless medio non giovanissimo: il 65,3 per cento ha pi di 36 anni, il 7 per cento pi di 66. Due terzi del totale sono uomini.
La Sala operativa sociale del Comune la prima frontiera, in strada, per l'aiuto ai diseredati. La maggioranza delle persone senza fissa dimora assistite negli ultimi anni (il 74,6 per cento) di nazionalit straniera, sempre con un rapporto uomini-donne due a uno. Nella distribuzione per nazionalit troviamo al primo posto i romeni con il 40,2 per cento. Ma si tratta di dati precedenti all'ingresso della Romania nell'Unione europea, e quindi suscettibili di un notevole ritocco al rialzo. Seguono i polacchi (6,7 per cento), gli ucraini (5) e i marocchini (4,4). Il nostro lavoro ancora pi difficile con i clochard italiani - spiegano all'assessorato capitolino alle Politiche sociali - perch in gran parte si tratta di persone che hanno abbandonato l'idea di vivere in una casa e di mantenere rapporti normali con la societ. Spesso servono molti mesi di assistenza per ottenere risultati tangibili.



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