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Catania affonda nel mare di debiti. Gioielli in vendita
PAOLO BARONI
La Stampa.it, 30 luglio 2007

Catania sullorlo della bancarotta. Gli ispettori, inviati nei mesi scorsi dal Tesoro, hanno consegnato il loro rapporto: 700 milioni di euro di debiti con le banche, 95 milioni di spese correnti non soddisfatte e 41 milioni di debiti fuori bilancio. Insomma, il Comune chiaramente in stato di insolvenza. un bilancio disastroso quello della giunta Scapagnini denuncia Orazio Licandro deputato del Pdci. Lamministrazione di centrodestra guidata dal medico personale di Berlusconi contrattacca (nulla di nuovo, la situazione nota da tempo) e a sua volta cerca di scaricare una parte di responsabilit sul centrosinistra che ha governato la citt dal 1993 al 2000.

Braccio di ferro A Catania il braccio di ferro sindaco-opposizione dura ormai da mesi: il centrosinistra racconta di sprechi e regalie, di clientelismo e cattiva gestione che negli ultimi sette anni avrebbero fatto lievitare a dismisura debiti. Sono cose da terzo mondo - denuncia lex sindaco Enzo Bianco -. Una situazione da bancarotta, paragonabile a quella di Taranto - aggiunge - frutto di entrate sistematicamente sovrastimate e di uscite sottostimate e di una spesa del personale che arriva al 60-65% del bilancio comunale. In pratica quasi tutti i dipendenti hanno beneficiato di uno o anche due scatti di promozione. E per questo ora, conti alla mano, chiede a Scapagnini di presentare subito unidea per uscire dalla crisi oppure di passare la mano.

Fino ad oggi il primo cittadino e la sua giunta hanno respinto ogni attacco (basta infangare la citt) arrivando pi volte a minacciare querele. Alcuni fatti, per, parlano da soli: i fornitori del Comune da tempo vengano pagati sempre pi in ritardo cos come i 4000 dipendenti dellente. Ed anche i revisori del Comune, in una relazione inviata lanno scorso alla Corte dei conti, segnalavano una situazione di continua tensione finanziaria, di debiti fuori bilancio e spese che non vengono ridotte ma che anzi continuano a correre come in passato. A distanza di un anno anche la magistratura contabile si mossa dando al Comune 90 giorni di tempo per adottare interventi strutturali per evitare il crack. Licandro, intanto, ha deciso di investire della questione la Procura: quello degli ispettori del Tesoro un atto daccusa durissimo - sostiene - la giunta ha ripetutamente violato in modo formale e sostanziale leggi e principi contabili. Per lamministrazione invece la situazione non appare assolutamente catastrofica come invece lopposizione vorrebbe far credere. E partendo dalle stesse cifre certificate dal Tesoro la giunta avrebbe gi messo a punto un piano che sindaco e assessore al Bilancio illustreranno questa sera al consiglio comunale.

Gioielli in vendita Da mesi lopposizione denuncia le manovre scorrette di Scapagnini e c. Al centro delle polemiche c la societ Catania Risorse, oggetto di diverse interrogazioni parlamentari e dalla quale lo scorso Capodanno la giunta catanese ha girato la bellezza di 65 milioni di euro di immobili, da valorizzare. Insomma da vendere. Nellattesa la societ, una srl con un capitale di appena 30 mila euro, presieduta dal segretario comunale, Armando Giacalone, stata autorizzata a contrarre mutui per un valore pari a quello degli immobili ricevuti in dote. In maniera tale da consentire al Comune di poter contabilizzare in extremis, giusto lultimo giorno dellanno, unentrata cospicua. Che ha riequilibrato i conti ed evitato il commissariamento. Hanno fatto tutto in pochissimo tempo - raccontano i bene informati - con le posizioni giurate addirittura fatte in ununica giornata, neanche fosse la vendita di un tre vani.

La delibera stata messa in piedi in fretta e furia. Le perizie degli immobili sono state redatte e depositate nel giro di 24 ore a cura di un semplice ragioniere del Comune alla vigilia dellapprovazione del progetto. Passato nonostante il parere contrario del Collegio di difesa. Nella pancia di Catania Risorse sono finiti cos 14 immobili, tra cui lex monastero di SantAgata, che ospita uffici comunali ed un centro sociale, gli edifici barocchi di via Crociferi e via di San Giuliano, lex Caserma Malerba, lex monastero di Santa Chiara, dove Giovanni Verga ambient la clausura della protagonista di Storia di una capinera e dove ora si trovano lAnagrafe e la sala matrimoni. E poi uffici, biblioteche, lautoparco comunale e lex mercato rionale di Nesima. Vendita illegittima sostengono Bianco e gli altri parlamentari catanesi del centrosinistra. Nessuna intenzione di vendere, ma solo la necessit di utilizzare meglio questi immobili cos come consentono le leggi ribattono dalla Giunta.

Per otto beni immobili latto nullo ha fatto sapere a febbraio la Sovrintendente ai beni culturali Grazia Branciforti che ha messo il veto sulla loro cessione giocandosi il posto di l a qualche settimana tra lo sdegno di mezza citt. A suo parere monasteri e conventi, tutti risalenti al XVI e XVIII secolo, sono beni di eccezionale interesse storico-artistico, opere mirabili del periodo tardo-barocco inserite dallUnesco nella lista del patrimonio mondiale dellumanit da tutelare e non si possono cedere. Si sono comportati come Tot con la Fontana di Trevi denuncia Saro DAgata, capogruppo Ds a palazzo degli Elefanti. Attacchi strumentali ribattono dallo staff di Scapagnini. Lo stop della Sovrintendenza ha chiaramente messo in difficolt la Giunta, ma il rimedio stato trovato rapidamente: a fine aprile la giunta ha deciso di trasferire a Catania risorse altri beni per 108 milioni di euro, per lo pi impianti sportivi come la cittadella ed il campo sportivo di Nesima, il campo da calcio di Zia Luisa ed il Duca dAosta.

Sprechi e regalie Secondo lamministrazione di Catania non esiste un problema-debiti perch il Comune, non solo ha un ricco patrimonio stimato allincirca 8-900 milioni di euro, ma vanta anche crediti per 220 milioni. Lopposizione invece parla di tuttaltre cifre. Bianco agli 83 milioni di perdite gi acclarate aggiunge 40 milioni di euro fuori bilancio, le perdite dellazienda trasporti Amt, che non vengono mai considerate ma che sono a loro volta ingenti, e quelle che potrebbero emergere dai bilanci del 2005 e del 2006. E Licandro rilancia: Veniamo da 7 anni di amministrazione allegrissima: mutui da tutte le parti difficilmente giustificabili, ed una quantit impressionante di consulenze, a cominciare dai 24 mila euro spesi per ingaggiare una giovane 22enne, nota per essere stata Miss Eritrea, come consulente per lo sviluppo industriale della citt. Per non parlare dei rimborsi dellindennit cenere lavica (compresi tra 300 e 1000 euro) erogati a tutti e 4mila i dipendenti del Comune, senza alcuna distinzione, tre giorni prima delle comunali del 2005. Una partita questa gi finita allattenzione della magistratura: il processo a carico di Scapagnini ed 8 assessori tuttora in corso. Le accuse vanno da abuso dufficio a violazione della legge elettorale.



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