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Ma i petrolieri hanno rinunciato a Noto?
Paolo Casicci
Il Venerd di Repubblica, 10 agosto 2007

La fine, per ora, non nota
La battaglia di Camilleri. Il dietrofront degli americani. Il giubilo di Cuffaro. A due mesi dall'annuncio che il sacco era stato sventato, si scopre che le trivelle ci sono gi. E sono pronte a partire

dal nostro inviato Paolo Casicci
NOTO (Siracusa). Il sindaco di Noto, Corrado Valvo, dovrebbe essere contento: qualche settimana fa, i petrolieri texani della Panther Eureka hanno comunicato al governatore siciliano Salvatore Cuffaro che intendono rinunciare ai permessi di ricerca nello scrigno del Barocco che l'Unesco, nel 2002, ha dichiarato patrimonio dell'umanit insieme con altre sette citt del Sud Est dell'Isola. Invece, il primo cittadino arrabbiato, deluso, indignato. Da Palazzo Ducezio, il municipio secentesco di fronte al quale tornata a splendere, restaurata, la cattedrale crollata nel 1996, Valvo lancia il l'accuse: La ritirata della Panther una beffa: dicono che rinunciano a scavare in paese, dove gi vietato, ma non nelle campagne, vicino al mare, in mezzo alle vecchie masserie. Anche Andrea Camilleri, che dalle pagine di Repubblica aveva lanciato un appello antitrivelle sottoscritto da migliaia di lettori, c' rimasto male. Il maestro s' sentito preso in giro dice Valvo e ora studia con noi altre forme di protesta.

Non serve il fiuto del commissario Montalbano, per capire che in questa storia non c' ancora un lieto fine. Nel documento inviato alla Regione, e che un Cuffaro inspiegabilmente giubilante annunci due mesi fa per l'inaugurazione della cattedrale restaurata, la Panther dice di avere rinunciato a scavare nell'abitato di Noto, nelle zone di rispetto dell'area Unesco e in quella immediatamente a ridosso della riserva naturale di Vendicari. Praticamente, la rinuncia riguarda il 10 per cento della zona dei permessi dicono Anna Giordano e Angelo Palmeri del Wwf. Nei rimanenti settecento chilometri quadrati che ricadono nelle tre province del Sud Est siciliano, i petrolieri non mollano. Anzi, il presidente John Smitherman minaccia ricorsi e richieste di risarcimento se la sua societ non riuscir a scavare.
Intanto, nel corso Vittorio Emanuele delle meraviglie (l'80 per cento delle chiese restaurate da poco) il solito via vai di turisti. Siamo nel Val di Noto, non nella Val di Noto spiega la guida a una comitiva emiliana sotto il sole impietoso delle quattro: L'espressione viene da Vallo, non da Valle. Pi difficile spiegare come sia possibile che il distretto del Barocco e delle spiagge cinque vele di Legambiente, dei vitigni del nero d'Avola e del pomodoro ciliegino di Pachino sia lo stesso sul quale le trivelle potrebbero arrivare presto come una iattura. Per la verit, due sono gi arrivate. Una a Noto, dove un pozzo stato bloccato dalla Soprintendenza, che ha rinvenuto resti dell'et del bronzo. La seconda a Ragusa, altra capitale del Barocco, dove un sindaco di centrosinistra prima e uno di centrodestra poi hanno accolto la Panther a braccia spalancate in cambio della promessa delle royalties sui giacimenti.

Nel centro di Noto, con i giornali locali che hanno messo la sordina alla vicenda, di questa guerra ai petrolieri arrivano solamente echi. La protesta monta nelle campagne di olivi, mandorle e agrumi, nelle masserie restaurate elette a buon retiro dagli stranieri. O diventate come Terra di pace, il bed & breakfast del leader dei comitati popolari Vincenzo Moscuzza, ristrutturato con i fondi dell'Unione europea erogati dalla stessa Regione che prima incoraggia il turismo sostenibile e poi manda i petrolieri a chiedere in affitto i terreni degli albergatori per perforarli.
Al momento, la sorte del Val di Noto nelle mani dei sindaci del distretto: Poich la Regione non ha revocato i permessi di ricerca, la Panther ha diritto a chiedere ai comuni l'esproprio dei terreni che vuole trivellare spiega l'avvocato Giuseppe Piccione, consulente antitrivelle della Provincia di Siracusa.

Cosi, le domande all'ordine del giorno sono due: quanto resisteranno i sindaci? E, soprattutto, esistono I giacimenti?
Ufficialmente i texani sono in Sicilia per cercare sia petrolio sia gas: l'accordo con la Regione del 2004 autorizza la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi. La Panther, per, ribadisce di essere interessata solamente al gas. Ma la caccia al metano non meno pericolosa avverte Philippe Pallas, un esperto dell'Onu nello sfruttamento delle risorse idriche innamorato di queste terre. La vita produttiva di un pozzo non molto lunga: rapidamente la produzione diminuisce e i pozzi devono moltiplicarsi. Il rischio di fare delle terre del Barocco un'enorme groviera. Un pozzo di gas a Noto c' gi. In mezzo agli agrumeti, a dieci minuti d'auto dal centro, lo ha scavato l'Eni che, dopo cinque anni di pompaggio, sta per chiuderlo. Ancora qualche giorno e la societ che ha in appalto l'estrazione andr a lavorare nel ragusano per la Panther, vicino al fiume Irminio spiega il custode. In una lettera, senza risposta, all'assessorato siciliano al Territorio retto da Rossana Interlandi (che ha militato per anni nel Wwf), il ministro all'Ambiente Pecoraro Scanio ricorda che l'alto corso del fiume Irminio un "sito d'interesse comunitario" per la flora e la fauna.
Quanto al petrolio, gi Enrico Mattei era convinto di trovarne in Val di Noto. Il petrolio c', ma molto sporco e intriso di zolfo: raffinarlo costerebbe troppo. Chi ci garantisce, per, che con la crisi mondiale in corso non sia redditizio estrarlo? osserva Sebastiano Tiberio, medico e attivista di Legambiente. Che aggiunge: H fatto stesso di parlare di petrolio, ci riporta indietro di trent'anni, quando alcune raffinerie volevano insediarsi a Noto. La citt si spacc: da un lato la De e quelli che dicevano che era meglio morire di petrolio che di fame, dall'altro gli ambientalisti e il Pci. Poi le raffinerie scelsero il comune di Priolo, felice di accoglierle. Con quali effetti sulla salute della gente, lo abbiamo appreso quando la magistratura ha cominciato a indagare quattro anni fa.
Oggi il fronte antitrivelle trasversale. Include sindaci di centrodestra [Noto, appunto) e amministrazioni di centrosinistra, come la provincia di Siracusa. Ma trasversale anche lo schieramento che due anni fa ha fatto affondare all'Ars [presidente un forzista, vicepresidente un diessino) la proposta di una legge che avrebbe obbligato la Regione a revocare i permessi. In aula, per quella seduta, fu bocciata la votazione palese e i buoni propositi annegarono nel segreto dell'urna. Secondo Roberto De Benedictis, diessino eletto a Siracusa, serve una legge che dica ai petrolieri: "Avete trovato idrocarburi? Grazie, ma le cose sono cambiate. Di estrazione non se ne parla neanche".

Fabio Granata, ex assessore per An della giunta Cuffaro, che ha pagato il suo impegno antitrivelle con la defenestrazione, fa pressing sulla Soprintendenza: Serve un vincolo paesaggistico dice. Si pu vincolare per ragioni di paesaggio un'area di settecento chilometri quadrati? La soprintendente di Siracusa, Mariella Muti, umbra di nascita ma siciliana d'adozione [ha curato la pratica Unesco] dice che una sciocchezza: Un vincolo paesaggistico su un'area cos vasta non sta n in cielo n in terra: sarebbe spazzato via dal Tar. Inoltre, mentre i petrolieri potrebbero aggirare il divieto interrando le trivelle, gli agricoltori avrebbero problemi a costruire le stalle. La verit che questo pasticcio non si pu risolvere con la carta bollata. Serve la volont politica. Ci pensi la Regione a decidere una volte per tutte che idea di sviluppo dare all'Isola: gas, petrolio o turismo?. L'Unesco, invece, resta a guardare. L'organismo internazionale non minaccia la revoca del riconoscimento. Il referente per l'area Ray Bondin, per, s' detto esterrefatto di quanto sta accadendo. Continuer a osservare in silenzio o chieder anche lui aiuto al commissario Montalbano?



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