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Bergamo vuole un Museo Manz in Sant'Agostino
Carlo Dignola
Leco di Bergamo 7/10/2003

Il Comune di Bergamo vuole un Museo Manz in Sant'Agostino. Una sede che potrebbe raccogliere le opere dell'artista gi di propriet dell'Accademia Carrara e alcune decine di altre importanti sculture in arrivo dalla Raccolta Manz di Ardea, visitata ogni anno da pochissime persone. Il ministero per i Beni culturali e la Galleria nazionale di arte moderna stanno valutando la possibilit di concedere in prestito parte della Raccolta, che raggiungerebbe, a rotazione, Bergamo. In cambio la nostra Gamec offre ad Ardea una serie di mostre di arte contemporanea di propria produzione. Anche il presidente della Provincia, Valerio Bettoni, che l'anno scorso acquist quattro opere dell'artista, trova interessante l'idea di una sede unica bergamasca per Manz.

Fa parte del progetto la proposta di trasferire la salma di Manz in Santa Maria Maggiore, un'idea che per non piace al Consiglio comunale di Ardea. Una petizione popolare contraria stata indirizzata al presidente Ciampi. Il sindaco della cittadina laziale per ora tare.

Bergamo vuole dar vita a un vero e proprio Museo Manz, in Sant'Agostino. Una sede nella quale potrebbero convergere, oltre alle opere che la Gamec gi possiede (come l'importante Giulia e Mileto in carrozza del '66, La signora giapponese, il Passo di danza dell'81), anche un consistente prestito proveniente dalla Raccolta Manz di Ardea, decine di pezzi di grande qualit che rimarrebbero in Citt Alta per anni, anche se lo Stato ne rimane proprietario.

Il museo che Giacomo Manz fece costruire nel '69 nell'agro romano, infatti, non in buone condizioni. Il Messaggero aveva denunciato tre mesi fa lo stato di incuria crescente in cui versa: All'esterno cresce l'erba - ha scritto il quotidiano romano -, all'interno la polvere. Ora stato un po' risistemato, ma i visitatori, in questa localit che si trova a mezz'ora di macchina da Roma, sono davvero pochi: chi visita la capitale non passa certo per Ardea, e i laziali che frequentano il litorale che fu dei Rutuli non possono certo essere catalogati sotto l'etichetta del turismo culturale. I cultori italiani di arte moderna passano per Torino, per Prato, per Trento, ma la Raccolta Manz, che stato uno dei nostri maggiori artisti del '900, quasi sconosciuta. Dunque anche il ministero dei Beni culturali, che attraverso la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma ha la responsabilit della gestione del museo di Ardea - la Raccolta fu donata da Manz allo Stato Italiano nell'81 - sta valutando l'opportunit di concedere a Bergamo una sorta di lungo prestito di alcune decine di sculture, che sarebbero avvicendate a rotazione: un modo per favorire la creazione di un polo Manz nella citt che diede i natali all'artista, senza per questo smantellare il museo di Ardea, che fu lo stesso Manz a volere con molta decisione e passione.

Un punto delicato anche quello dello spostamento a Bergamo della salma dell'artista, che oggi si trova proprio davanti all'ingresso della Raccolta di Ardea: dopo aver valutato una collocazione al Cimitero monumentale, l'ipotesi offerta ora da Bergamo alla famiglia quella di tumularla in Santa Maria Maggiore; il consiglio di amministrazione della Mia, sentita la Curia vescovile, avrebbe dato il suo assenso. Inge Manz, la vedova, d'accordo, e lo stesso Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha definito quest'idea un investimento sul futuro per Bergamo.

Ad Ardea per c' chi si mobilitato contro questa ipotesi: Giosu Auletta il presidente di un comitato civico Per il Museo Manz a Ardea, che difende lo statu quo. Auletta ammette che il museo lasciato alla merc del tempo e non rivalutato a dovere, ma lo spostamento della tomba per lui sarebbe una profanazione. vero che tra le volont di Manz ci fu quella di essere sepolto nelle cittadina laziale, luogo che amava molto e che considerava la sua vera casa. Mi sento profondamente legato a questa terra: non devono disturbarsi a portarmi via quando verr il momento - disse -, perch voglio essere seppellito in questo luogo. vero anche per - fa notare l'assessore alla Cultura del Comune di Bergamo Valerio Marabini - che nei colloqui con la moglie Inge, come ella ci ha raccontato, Manz manifest pi volte la speranza di poter "tornare a Bergamo". Era spesso esitante ("Chiss poi se mi vorranno?" - diceva), ma non c' dubbio che negli ultimi anni questa fosse una sua aspirazione profonda. Noi crediamo che una collocazione in Santa Maria Maggiore non sarebbe certamente un modo di fargli torto.

Ora che Bergamo ha avanzato la sua proposta, anche la Provincia di Roma - sul cui territorio sorge il museo laziale ma che non ne ha competenza - si svegliata, e l'assessore alle Politiche culturali Vincenzo Vita dice che vuole celebrare l'anniversario della morte di Manz il prossimo 17 gennaio. Lo scorso 17 gennaio per l'erba era alta attorno al portone della Raccolta ardeatina, e fitto il silenzio nelle sue aule, visitate da qualche decina di persone al mese. Due anni fa il museo ha subito anche un furto di gioielli disegnati da Manz: un colpo grave, anche sotto il profilo economico.
Il presidente della Provincia di Bergamo Valerio Bettoni d'accordo sullo spostamento della salma: Manz bergamasco - dice - e noi sicuramente avremmo piacere di portarlo a casa nostra, anzi, a casa sua. C' un'esplicita volont della famiglia in questa direzione, e penso dunque che a questo punto sarebbe giusto farlo; tale il nostro desiderio, almeno. Era stato proprio Bettoni l'anno scorso, assieme all'assessore alla Cultura Tecla Rondi, acquistando quattro opere di Manz dagli eredi, a gettare il sasso nello stagno, e a dimostrare un nuovo interesse di Bergamo per l'artista. La Provincia era pronta a continuare la sua politica di acquisizioni, ma ora l'idea di realizzare un Museo Manz potrebbe far convergere in un unico progetto le forze: per Bettoni quella di una raccolta unica in Sant'Agostino un'idea interessante.

piaciuta anche a Livia Velani, direttore della Raccolta Manz, che gi venuta due volte in Citt Alta per valutare la fattibilit del progetto: rimasta contenta della sede che abbiamo proposto - dice Marabini - ha capito che Bergamo vuole investire in un'operazione di prestigio. Se Manz avr una sede stabile in citt, con le grandi mostre che l'Accademia Carrara organizza periodicamente e che hanno gi un loro pubblico molto qualificato, 150 mila, forse anche 200 mila visitatori all'anno potranno vedere le sue opere. Rispetto alla situazione attuale mi sembra che il vantaggio sia evidente. impensabile che un artista di fama mondiale abbia cos scarsa visibilit nel nostro Paese. Per quanto riguarda la salma, noi abbiamo raccolto questa segnalazione che ci veniva dalla vedova dice Marabini. Le sculture e la tomba del maestro oggi sono vicine, noi vorremmo che lo restassero. Si sta studiando la formula giuridica adatta per il prestito, ma in ogni caso sarebbe gratuito: le sculture resterebbero di propriet dello Stato, come volont dell'artista, e sotto la gestione della Gnam di Roma e della Raccolta di Ardea. In cambio Bergamo offre al museo laziale la trasferta di alcune mostre prodotte dalla nostra Carnee, che permetterebbero di diversificare la sua offerta. Si attendono sviluppi - dice Marabini. Gli uffici scientifici dell'Accademia Carrara e del ministero sono in contatto per portare a compimento felice questa trattativa che
al momento appare ben avviata, ma sul cui esito non lecito esprimere ancora certezze. Se tutto andr come speriamo, si potrebbe pensare all'inaugurazione di un "Museo Manz" a Bergamo la prossima primavera, appena ultimati i lavori in Sant'Agostino.




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