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L'Italia dimentica i custodi del territorio
Irene Berling*
Liberazione 07/08/2007

Le cronache recenti ci raccontano la vittoria politica, etica, dice il Vicepremier e Ministro dei beni culturali Rutelli, dello Stato italiano sul Getty Museum. L'accordo infatti per far rientrare 40 opere da Los Angeles conclude una estenuante querelle internazionale, che ci vede vincenti grazie alla volont politica di far valere schiaccianti ragioni scientifiche. Ed questa una di quelle occasioni in cui solo l'azione politica pu risolvere situazioni che anche se comprovate, potrebbero non trovare una soluzione immediata. E nella stessa maniera stata conclusa la trattativa con il Museum of Fine Arts di Boston, da cui sono rientrate una serie di opere che stanno girando l'Italia grazie all'iniziativa di "Archeologia in festa".
L'intervento politico ha chiuso, speriamo definitivamente, la vicenda ventennale dell'autostrada Grosseto-Civitavecchia: il no di Rutelli, basato sui pareri tecnici, ha dato lo stop all'autostrada che avrebbe sventrato la Maremma, ponendo come alternativa la soluzione meno costosa e con minore impatto sul paesaggio, caldeggiata da tutte le associazioni ambientaliste, cio l'ammodernamento dell'Aurelia, che consentir di tutelare zone di interesse archeologico.
Ecco due esempi di contese risolte grazie al fatto che la volont politica coincide con il parere tecnico, quando questo tipo di valutazione poco o niente avrebbe potuto compiere autonomamente.
Scientificit tecnica e politica, un binomio perfetto quando le sinergie si incanalano nella stessa direzione.
Lo stesso binomio sarebbe necessario per rilanciare la struttura dei beni culturali, cio la tutela del museo diffuso, borghi, centri storici, siti archeologici, e sappiamo quanto l'archeologia sia potente nell'immaginario collettivo - non a caso le restituzioni che oggi fanno tanto notizia sono di materiale archeologico.
Quando Giovanni Spadolini si accingeva a varare il Ministero dei beni culturali e ambientali nel 1975, non immaginava di gettare le basi per un'operazione burocratica, pur con soli quattro direttori generali; di fatto, per, lo quando nasce un nuovo ministero. Ma Spadolini, da illuminato politico, certo non conservatore, anzi, di fine preparazione laica e liberaldemocratica, aveva avuto una limpida intuizione dettata dall'evidenza, che cio tutelare il patrimonio culturale vuol dire tutelare l'ambiente e viceversa, e l'autostrada maremmana ne un classico esempio. Oggi le cose sono andate in un'altra direzione e gli stessi tecnici sono in realt divisi sull'argomento, per un semplice motivo: perch pochi, affaticati e per di pi con uno stipendio da fame, inferiore a quello degli altri ministeriali - naturalmente ci si riferisce a chi la tutela la fa effettivamente sul territorio; e allora si pensa all'Universit come ad una chimera, ma in realt si pensa ad un'equiparazione economica che non pu lasciare indifferenti. E vedere che gli universitari coprono i posti da soprintendente a nostre spese, assomma la beffa al danno, quando le potenzialit tecniche interne giacciono inutilizzate per mancanza di progressione di carriera bloccata da un decennio e non verranno pi valorizzate, causa pensionamento alle porte.
Finalmente il Ministro Rutelli ha sbloccato i concorsi dirigenziali che per necessitano del tempo per l'espletamento e nel frattempo altri posti da soprintendente si scopriranno sul territorio.
E' proprio la situazione archeologica la peggiore, 22 soprintendenze, solo 11 soprintendenti esistenti nel ruolo; proprio in questo caso si attinto all'ambiente universitario per tamponare la situazione, ma anche per gli architetti non rosea. Archeologi e architetti, cio la tutela del territorio, sguarnito proprio a livello delle soprintendenze ridotte allo stremo. Ma il programma dell'Unione non ne prevedeva il potenziamento?
Per questa situazione non si crea in un giorno e i pensionamenti sono facilmente prevedibili: perch si arrivati a questo punto? Perch creare false aspettative attraverso reggenze infinite o provvedimenti-tampone? Perch non dare la possibilit di carriera ai funzionari preparati?
Ogni stipendio da dirigente generale equivale a due stipendi da soprintendente, ecco perch si chiede a pi voci di diminuirne i posti (ma la prossima riforma ministeriale non lo prevede); non servono a niente i generali se l'esercito si disintegrato, solo 250 archeologi di Stato nel BelPaese, quando la Francia con un patrimonio neanche paragonabile al nostro per quantit ne annovera 1800 per l'archeologia preventiva.
Il Ministro Rutelli, che certo ha un'eredit pesante, ha gi annunciato nuovi reclutamenti dall'esterno per la carriera direttiva e sono stati sbloccati i passaggi interni al gradino iniziale (C1), ma anche in questo caso i posti sono pochi per archeologi e architetti. La speranza che la selezione dia accesso a chi effettivamente ha i titoli giusti: come pu essere richiesta la laurea triennale per gli archeologi e gli storici dell'arte, quando non stata riconosciuta dal Mur (Ministero universit e ricerca) come equivalente alla laurea quadriennale o magistrale? E soprattutto come pu avere un anno di specializzazione un triennalista se alla specializzazione si accede con i 5 anni?
Un intervento politico che tenga conto della professionalit, questo quello che occorre.

* Presidente ASSOTECNICI




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