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GETTY, un colpo al traffico clandestino di opere d'arte
di Stefano Miliani
03 agosto 2007, l'Unit

LACCORDO tra il ministero dei Beni culturali e il museo californiano anche un monito ai ladri e ai ricettatori di reperti archeologici. Larcheologo Proietti spiega perch, ma Italia Nostra dice: il Getty restituisca tutto

Uno spartiacque. Non uno di quegli avvenimenti che dividono in due le epoche della storia tipo crollo del Muro di Berlino, non esageriamo, eppure da parte italiana, e forse anche da parte di tanti archeologi nel mondo, netta la convinzione che laccordo di luned notte tra ministero per i beni culturali e Getty sulla restituzione allItalia di40importanti reperti segni un po uno spartiacque nella lotta al traffico clandestino di opere darte. Perch il museo californiano, fino allultimo restio a cedere, listituzione privata darte pi ricca al mondo e ogni sua scelta pu avere ripercussioni globali. Chi ancora oggi immagina di rubare il patrimonio universale - commenta il ministro Francesco Rutelli forte di una indubbia vittoria diplomatica - sa di avere davanti una salda collaborazione tra le istituzioni scientifiche, le diverse nazioni, i grandi musei . Due elementi lo rincuorano: lamministrazione statunitense, fa sapere il vicepremier, ha dato una bella mano a risolvere le difficilissime trattative; lattenzione internazionale alla vicenda confermata dai tanti cronisti esteri presenti ieri nella conferenza stampa al ministero. Anche se il discorso tuttaltro che chiuso: intanto oltre al Lisippo bronzeo al Getty rimangono in sospeso alcune opere tra quelle richieste allinizio (trovate a fianco i dettagli); poi, come spiega lavvocato che ha condotto un negoziato molto, molto duro Maurizio Fiorilli, lintesa riguarda quanto arrivato al Getty fino al31dicembre 2005, quel che successo dopo se il caso sar oggetto di nuove negoziazioni. Allistituto californiano comunque Rutelli riconosce daver dato prova di grande saggezza e anche per questo lItalia si ritira da parte civile nel processo per traffico illecito dopere darte in corso a Roma contro Marion True, ex curatrice del museo, e molti altri (ma ci non interferisce con il procedimento penale). Il discorso non affatto chiuso per Italia Nostra: bene, dice in una nota lassociazione, purch lItalia non rinunci agli altri pezzi e non presti, in cambio dellintesa, opere dei nostri musei come gli inamovibili e delicatissimi marmi del Bernini cui il Getty aspira per una sua mostra. Gli americani hanno restituito solo quei pezzi sui quali cerano evidenze processuali emerse nel procedimento a Marion True e altre persone - spiega Fiorilli - Nellaccordo sta scritto che eventuali diatribe saranno risolte con un arbitrato internazionale di tipo commerciale. S, lintesa uno spartiacque, anche perch la bozza indica chiaramente che il Getty, che rinuncia a pezzi importantissimi, contrario a scavi e commerci clandestini e si guarderanno bene dallacquistare reperti dalla provenienza non accertata. Ma arrivare a questa tappa, ricorda, stato davvero dura: La polpetta molto appetitosa, gli interessi fortissimi, abbiamo incontrato anche difficolt interne. Lintesa costituir un ostacolo al traffico darte illecito internazionale almeno nelle rotte tradizionali perch laddove non ci sono committenti che richiedono opere trafugate si restringono gli spazi di manovra dei criminali - interviene il responsabile dei beni culturali del ministero Giuseppe Proietti, archeologo - Gli scavi clandestini, aggiungo, oltre a finanziare la criminalit organizzata in zone come la Magna Grecia, in aree come lIraq finanziano e non in modo indifferente attivit e gruppi terroristici. A suo tempo se n parlato: uno degli ideatori dellattentato alle Torri gemelle Mohammed Atta offr a una professoressa tedesca reperti scavati in Afghanistan perpagarsi le spese per il brevetto di pilota aereo. E il danno scientifico causato dai predatori dellarte? Un danno irrimediabile - risponde il direttore generale -Gli scavatori clandestini voglion oil belloggetto singolo, portandolo via ci privano di informazioni essenziali sulla vita quotidiana, sulla religione e sulle idee dei vari popoli che ci che la scienza cerca.

Otto i pezzi ancora in sospeso _ La Venere di Morgantina torner nel 2010 e dovr andare in Sicilia, gli altri39pezzi li spedisce entro il2007a sue spese il Getty, il Lisippo attende cosa decider il giudice di Pesaro. Restano a Los Angeles 8 pezzi su cui manca la prova provata dellorigine italiana, dice lavvocato Fiorilli, tra cui una scultura con poeta e due sirene, un elmo calcidico, unarmatura da cavallo, una bella statuetta in legno, mentre di suo il Getty ha dato un frammento. Non riepiloghiamo lultimo conteggio dei reperti discussi (sarebbero saliti da 52 a 53), ma ne arrivano di pregiatissimi: come un Apollo in marmo del I-II secolo d.C., ceramiche a figure rosse, nere, una statuetta di Dioniso. Decideremo dove esporli su criteri scientifici e per valorizzarli, dice Proietti. ste.mi.



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