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MOLINO STUCKY Il castello sulla Laguna
di Stenio Solinas
- domenica 22 luglio IL GIORNALE


Due anni dopo la morte, un gigantesco busto dellimprenditore venne inaugurato nei giardini dello stabilimento. lo stesso monumento che oggi gli ospiti del Molino Stucky Hilton si ritrovano di fronte o di spalle a seconda se siano l per un convegno di lavoro o per una cura di benessere. L dove cera la mensa-refettorio stato infatti ricavato il pi grande Centro Congressi cittadino, 2600 metri quadri di superficie. E l dove invece cerano gli uffici relativi allo stoccaggio fa bella mostra di s unArea Bellezza e Salute di 600 metri quadri con palestra, sauna bagno turco, sale massaggi...

Linaugurazione del nuovo gigantesco complesso avvenuta un mesetto fa, presente il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, ma la vera prova del fuoco c stata in occasione della Festa del Redentore, con il tutto esaurito dellalbergo e lo Skyline Bar dellottavo piano trasformato nella terrazza pi panoramica di Venezia da dove ammirare i fuochi dartificio proiettati nel bacino di San Marco.

Il ritorno sulla scena dellantico Molino il pi grande recupero di archeologia industriale a livello europeo, riguarda unarea di circa 30mila metri quadrati, comprende un albergo da 380 camere e un centro residenziale di 138 appartamenti ricavato dagli edifici di stoccaggio e dai silos. Opera della societ Aqua Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone, ha significato un investimento di oltre 200 milioni di euro. Ci sono voluti dodici anni perch lo Stucky sorgesse a nuova vita, ma nel suo secolo e passa di storia c stato spazio per grandezza e decadenza, nobilt e miseria, prestigio e oblio. Se c unarchitettura che ha accompagnato Venezia nel suo difficile passaggio fra un Ottocento romantico e un Novecento industriale, questa stata la sua, se c un nome intorno al quale conservatori e modernisti si sono accapigliati, questo il suo.

In quel 1910 in cui Giovanni Stucky viene cos barbaramente assassinato, il Molino la pi importante struttura industriale della Laguna e, nel suo campo, la pi moderna. Produce 3mila quintali di grani teneri al giorno, ne pu stoccare fino ad 80mila, d lavoro a cinquecento dipendenti, stato il primo edificio di Venezia dotato di luce elettrica. Per costruirlo in quella forma avveniristica eppure antica, il suo proprietario ha dovuto battagliare con la Commisione dornato del Comune e minacciare di chiudere baracca e burattini, ma alla fine, con qualche piccolo ritocco, il progetto passato: Stucky, svizzero di origine, uno che guarda al mondo anglosassone e allEuropa del Nord, orgoglioso del Paese che lo ha adottato. Mecenate, tra i fondatori della Biennale dArte, riempie Palazzo Grassi di capolavori: Guardi, Carriera, Longhi...
Negli anni Venti e Trenta la dinastia Stucky tiene ancora banco, ma a fatica. Sotto la spinta di Vittorio Cini il fascismo sogna il polo industriale di Marghera, il ponte Littorio affianca alla rete ferroviaria quella stradale, la terraferma garantisce una maggior celerit dei trasporti e delle consegne e condanna il molino ubicato alla Giudecca allagonia. Il secondo conflitto mondiale fa precipitare la situazione, il Molino viene militarizzato, il 18 ottobre del 1941 Giancarlo Stucky si uccide e come in un forzoso passaggio di consegne gli eredi vendono Palazzo Grassi a quel Cini che stato linvolontario artefice della loro caduta. Una volta sposato, sarebbe dovuto diventare la casa del figlio Giorgio, ma anche lastro dei Cini sfortunato: Giorgio morir nel 1949 in un incidente aereo a Cannes.

Nel dopoguerra la nuova societ Volpi-Cini-Gaggia che ha assunto il controllo aziendale cerca una nuova modernizzazione, ma la concorrenza si fatta ancora pi agguerrita, lautomazione premia gli impianti pi piccoli, il mercato libero dei cereali e della farina penalizza una struttura troppo grande e infelicemente ubicata. Nel 1955 il Molino Stucky chiude e ai duecento dipendenti rimasti il conte Cini, azionista di maggioranza d, oltre la liquidazione, un incentivo di mezzo milione, in pratica un anno di salario... Chiuso e abbandonato, lantico edificio va in rovina, i giardini e gli orti interni diventano una foresta... Tutto diviene ruggine, incuria, spettrale solitudine, un gigantesco scatolone vuoto su cui si moltiplicano, a parole, i progetti, seri e stravaganti, e insieme con essi il leit motiv della sua demolizione: un relitto da affondare, un mostro architettonico da abbattere. Nel prezioso libro di Francesco Basaldella Stucky. La memoria di un mito (Quaderni di Cultura Giudecchina) i versi di un cantautore veneziano degli anni Settanta, Gualtiero Bertelli, raccontano cos il degrado: Con i muri che cadono e che sembra non resistano/ vederlo cos fa meraviglia/ che possa esser stato il pane di una famiglia/ Fu il simbolo di un sogno, duna speranza/ i barconi trasportavano il grano dellabbondanza...
Lo stallo dura fino agli anni 80, quando lAcqua Marcia presenta un progetto in cui tredici edifici dellantico Molino diventano albergo, con un lavoro di restauro conservativo che salva la facciata e le strutture portanti verticali, colonne di ghisa e scale esterne e interne comprese, trasformazione dei canali e delle condutture a diamante rovesciato, dove venivano miscelati i vari tipi di granaglie, in soffitti dei corridoi e delle camere delledificio. Collegato a esso, un Centro Congressi, un Centro residenziale e un parco pubblico, una gigantesca struttura transitabile lungo le sue arterie principlai e aperta verso lesterno.

Post fata resurgo. Oggi che il Molino Stucky il pi grande hotel cittadino a cinque stelle, con prezzi che vanno dai 295 euro di una doppia standard ai 2500 di una suite, sino ai 12mila della Presidential situata sulla sommit della torre, il cavalier Giovanni Stucky e il figlio Giancarlo possono infine riconciliarsi con lo spirito di una citt di cui furono amanti e vittime.






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